RIFLESSIONI. Damiani e l'E.T.I.C.A. del ciclismo

| 18/03/2012 | 10:07
E.T.I.C.A.: un principio scomposto in un acronimo in cui ogni lettera viene innervata di un significato fondamentale per riuscire nello studio come nello sport.
Con questo schema diretto e molto accattivante, Roberto Damiani, sport manager del team Lampre-ISD, ha condotto il suo intervento all'Istituto Superiore ''Antonio Sant'Elia'' di Cantu' nell'ambito del progetto ''Ciclismo-scuola tra etica e agonismo'' organizzato da Comolagobike di Lambrugo - societa' sportiva impegnata nella promozione territoriale dello disciplina a due ruote - sotto l'egida degli Assessorati all'Istruzione e allo Sport e Turismo della Provincia di Como.
''L'etica perdente che ci porta a rispettare le regole, a essere persone perbene, non ci puo' bastare per essere soddisfatti: a scuola e' corretto non farsi passare i compiti ma quel che conta e' imparare a dare il massimo di noi stessi per ottenere i risultati, al di la del voto e delle valutazioni che riceviamo. E' questa la forza vincente dell'etica anche nello sport, nella vita'': su questo postulato il tecnico legnanese, 52 anni, responsabile nella crescita di numeri uno del ciclismo come Cancellara, Evans e Gilbert, ha sviluppato gli step della lezione ai giovani del corso di Liceo Sportivo diretto dal professor Giancarlo Alberti.

E come EDUCAZIONE: ''e' uno dei cardini. I tecnici sportivi devono agire in coesione perfetta con famiglie e insegnanti per la crescita armonica dei giovani. Mi piace ricordare una frase in latino - a cui mi ispiro nel mio operato -scolpita sulla facciata di una parrocchia di Legnano che ricorda come ''il futuro sara' sempre determinato dall'educazione degli adolescenti''.

T come TRAINING: ''I genitori sono i responsabili del talento, elemento base, che possono o non possono trasmetterci nel nostro Dna quando ci mettono al mondo. Nella scuola e nello sport dobbiamo pero' essere noi a porci obiettivi attraverso un metodo di lavoro e di preparazione che significa allenare con abnegazione la mente, prima del fisico, per vincere. Qui entra in ballo la concretezza che nei ragazzi spesso manca: le mete da raggiungere devono essere improntate al realismo  e non, al contrario, determinate da sogni o mire decisamente prive di realismo''.

I come ITALIA: ''Ritengo essenziale ricordare l'incipit dell'articolo 1 della nostra Costituzione che stabilisce che ''l'Italia e' una Repubblica fondata sui lavoro''. Un concetto che pone il rispetto delle regole a capo di una vita migliore.e continua a valere nonostante si continui a sparlare delle nostre capacita' soprattutto da parte degli italiani stessi''.

C come CICLISMO: ''Se a questo sport si continua ad associare la parola ''doping'' inteso prima di tutto, in senso ampio, come approccio psicologico per ottenere affermazioni ricorrendo a scorciatoie irresponsabili, io rispondo evidenziando un punteggio che non si verifica mai per una vittoria in alcun sport: 1000-0. E' il risultato dei mille controlli, tutti con esito negativo, effettuati sui trenta atleti che compongono l'organico Lampre-Isd dall'istituzione del passaporto biologico, il protocollo internazionale antidoping messo a punto dalle massime autorita' sportive. Il problema e' esistito negli anni recenti, non va assolutamente negato: poi e' partita la sfida per punire chi propone farmaci vietati agli atleti.
Alla luce di questa linea rigorosa, mi chiedo se abbia ora senso parlare di ciclismo in termini di doping e rispondo di no''.

A come AIUTO: ''La legge Melandri n. 376/2000 nel reprimere i reati di doping pone l'Uomo alla base dell'Atleta e per questo va responsabilizzato sul suo comportamento ed eventualmente perseguito per le sue trasgressioni alle norme. Una ratio indispensabile che ha colpito il fenomeno dilagato anche in ambito amatoriale, in particolare nel consumo di medicinali non consentiti da parte di chi frequenta le palestre teoricamente soltanto per tenersi in forma. Il mio team, unico sulla scena mondiale al momento, ha adottato la certificazione Esicert, un protocollo etico riassunto nel principio ''leali nello sport, leali nella vita'' che ci impegna in un lungo cammino, stimolante, per proporci sempre al meglio in questo senso. Nel 2005 il ciclismo aveva varato un codice etico interno che pero' a gioco lungo non si e' rivelato efficace''.

Damiani ha infine evidenziato la forza dei vivai per garantire continuita' ai progetti sportivi e umani: una scelta in questo senso e' stata attuata dal 2012 dal suo team attraverso l'erogazione di contributi a venti societa' ciclistiche giovanili lombarde distintesi nel corso degli anni per la validita' dell'impegno svolto nell'avvicinare i ragazzini allo sport a due ruote.

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COMMENTI
ahhhh
18 marzo 2012 10:42 jo333
Ecco, si tolga quei paramenti da Dalai Lama perchè più che un DS mi sembra un predicatore e allora "SANTO SUBITO" così nei prossimi anni il 18 marzo sarà festa nazionale.... ma per favore!!!

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