TIRRENO. Cavendish: vittoria molto molto importante

| 08/03/2012 | 18:49
Cavendish oggi ha calato il poker. Dopo le due tappe al Giro del Qatar e la Kuurne-Bruxelles-Kuurne, il campione iridato ha messo la firma sul traguardo di Indicatore (Ar) della 47° Tirreno – Adriatico e domani ha un’altra ghiotta occasione per bissare. Non che sia  mai stato un personaggio dal sorriso facile ma oggi, forse turbato dalla caduta che ha segnato gli ultimi km della corsa, è parso più ombroso del solito.
«L’ultima parte è stata veramente difficile, con continui cambiamenti di vento che hanno reso ancor più complicato controllare la tenuta, la bici e la corsa. Sulla carta, inoltre, doveva essere una corsa complicata invece nel finale molte gambe erano ancora fresche e non vi era stata troppa selezione. La mia squadra ha fatto un lavoro incredibile anche nel finale, pericoloso, con lo strappo e subito discesa ripida proteggendomi anche dal rischio della caduta. Van Avermaet e Tiralongo, dopo essere andati in fuga sono rientrati in gruppo restando in mezzo alla strada, cosa che non si può fare perché pericolosa. Era prevedibile una caduta e l’ho sentita alle mie spalle. I miei ragazzi mi hanno sempre tenuto in ottima posizione e negli ultimi 500 metri Boasson Hagen mi ha davvero accompagnato fino al traguardo riparandomi dal vento tanto che ho aspettato gli ultimi 20 metri per scavallarlo. Grazie ai miei compagni oggi non ho dovuto lavorare tanto tenendo  energie anche per domani.
Una conferma, oggi, che avvicina alla Sanremo.
«In previsione Sanremo è stato un bel test perché ottenere il successo alla Tirreno – Adriatico non solo da un vantaggio psicologico. Vincere in volata qui non solo da un vantaggio psicologico ma mi ha dato l’occasione per mettermi alla prova: ho potuto testarmi come velocista e vedere com’era il recupero dopo gli strappetti. Ero contento di come avevo risposto su quei colli, stavo bene ed ad un certo punto ho pensato addirittura di non far la volata perché non avevo nulla da dimostrare visto che le mie sensazioni erano buone ma poi per coronare il lavoro di squadra, ho sprintato e ho vinto».
Boasson Hagen, regista di tutta l’azione.
«Il suo lavoro è stato perfetto. Io e lui scherziamo sempre: con lui mi sembra sempre di giocare alla play station perché non fa altro che dirmi in continuazione “va a sinistra, vai a destra, più veloce, più veloce, più veloce”. Ance oggi non mi ha mai mollato. Sono fortunato ad averlo al fianco. Questa intesa con Boasson Hagen è ottima ma devo dire che in squadra, di queste situazioni ottimali ce ne possono essere molte. Sono fiducioso per il futuro, sono tutti ottimi atleti».
Vincere con addosso la maglia di campione del mondo crea ancora più stress?
«Lo stress c’è sempre, che si indossi l’iride o no. Queste sono corse importanti per i velocisti, per testare la forma e accrescere il vantaggio psicologico. Non si può evitare lo stress»
Domani, un nuovo faccia a faccia tra i big del pedale veloce dove a Terni, Freire e Goss potrebbero cercare la rivincita.

da Indicatore, Laura Guerra
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