Simoni alla Saunier Duval: sogno l'Alpe d'Huez

| 21/10/2005 | 00:00
Stamattina presso l'Hotel Cosmo di Cinisello Balsamo in provincia di Milano, si è letteralmente svolta la firma del contratto tra Gilberto Simoni e la Saunier Duval. Poco prima dell'inizio dell'annunciata conferenza stampa, infatti, si sono presentati Mauro Gianetti, team manager della squadra spagnola, Pietro Algeri, direttore sportivo, e l'amministratore delegato di Saunier Duval Italia, Dott. Flavio Borgna insieme a Gilberto Simoni che ha firmato, davanti ai gionalisti, il contratto che lo legherà per tutto il 2006 con una opzione per il 2007. La conferenza è quindi iniziata con un ringraziamento da parte dei fratelli Alex e Johnny Carera, procuratori di Simoni, a tutte le squadre che in questa settimana si erano interessate a Gilberto: dal dott. Luzi della Naturino che avrebbe voluto fortemente Gilberto, alla Quick Step, la LPR, per finire con l'Acqua&Sapone. Johnny, in particolare, ripercorrendo le tappe di quest'ultimo tumultuoso periodo seguito alla rottura con Ferretti e alla triste vicenda della Sony-Ericsson, ha rivelato un retroscena che riguarda Basso e la CSC. «Sabato scorso, la sera del Lombardia, - ha svelato Johnny - al Gran Gala dell'Uci, Ivan si è avvicinato a Gilberto e gli ha detto che gli avrebbe fatto molto piacere averlo in squadra con sé: "Non so ancora - gli ha confidato Ivan - se correrò sia Giro che Tour ma mi farebbe piacere, se non dovessi correre il Giro, avere un compagno come te che potesse correrlo a grande livello, e al Tour mi piacerebbe molto averti vicino".». E Gilberto, come ha reagito a questa proposta? «Mi ha molto lusingato che un corridore come Basso mi dicesse queste cose: è bello avere la considerazione di un atleta come lui e non posso negare che tutto questo mi abbia molto turbato e fatto pensare, ma alla fine ho scelto diversamente e ne sono comunque molto contento». Quando ha preso la decisione definitiva? «Ieri sera ho sciolto le ultime riserve e devo dire che a far pendere l'ago della bilancia sulla Saunier Duval è stato anche il fatto che avrei ritrovato Pietro Algeri, una persona che stimo molto e con cui ho vinto il Giro nel 2001». E con Ferretti come siete rimasti dopo il fallimento del fantomatico progetto Sony Ericsson? «Voglio ringraziare Giancarlo perché è stato molto corretto con me. Se non fosse stato per lui, che concedendomi subito la liberatoria (Simoni aveva infatti firmato un contratto con la Silver di Ferron) mi ha permesso di fare tutto nel giro di una settimana, oggi non sarei qui a firmare questo contratto. Certo è stata una brutta esperienza e mi spiace soprattutto per i compagni e il personale che non hanno ancora trovato squadra. Speriamo che Ferretti riesca a farne una più piccola che dia la possibilità di lavoro a tutti. Vorrei anche dire un grazie alla Scott nonché ai miei sponsor personali, la Sidi e la Fi'zi'k, che hanno fatto un grosso sforzo economico perché l'operazione con la Saunier andasse in porto». Come è stato il suo 2005? «È stato un castigo. L'anno in cui ho sofferto di più e un cambiamento era indispensabile». Si riferisce alla convivenza con Cunego? «Era tutta la situazione che non andava bene. Non recrimino niente: Martinelli è un ottimo e capace direttore sportivo e Damiano un giovane che sicuramente in futuro farà vedere grandi cose, ma quando le cose nascono male non c'è niente da fare». Il momento più bello e quello più brutto della passata stagione? «Il più bello il Mont Faron alla Parigi-Nizza, quello più brutto sicuramente il Colle delle Finestre al Giro». Nella sua futura preparazione si concentrerà per migliorare a cronometro, suo punto debole che forse le è costato la vittoria al Giro? «Non ho perso il Giro per colpa delle crono, l'ho perso in montagna. Ed è successo a Zoldo Alto quando Savoldelli e Basso mi hanno staccato. In ogni caso non ho vinto il terzo Giro d'Italia per soli 28 secondi, non un'enormità. Si tratta di millimetri, non di metri. Devo solo aggiustare il tiro, e state certi che lo farò». Quale sarà il suo programma per il 2006? «Non so ancora, ma non ho certo paura di correre. Potrei ricalcare quello dell'anno scorso e forse fare anche il Tour, non so. Un passo alla volta. Intanto la settimana prossima andrò alla presentazione a Parigi... poi vedremo. Un sogno ce l'ho: è vincere sull'Alpe d'Huez». A trentacinque anni non si sente un pò vecchio? «Al contrario, mi sento integro e molto motivato, soprattutto con lo spirito giusto. Quello di non mollare mai e mi sembra di aver dimostrato fino alla fine della stagione di avere un'ottima condizione e di essere sempre competitivo: ho vinto il Giro dell'Emilia e ho corso alla grande pure il Lombardia». Chi si sarebbe portato dei suoi compagni nella nuova squadra? «Tanti, ma la Saunier è già una grande squadra così com'è, non le manca niente. Forse se devo fare un nome dico Bertagnolli: è un corridore molto forte e mi sarebbe piaciuto». Simoni, fino a quando vuole correre? «Vorrei terminare la mia carriera nel 2007 e mi piacerebbe farlo in questa squadra. Vorrei diventasse la mia famiglia e spero di restituire la fiducia che oggi mi stanno dando... Cosa farò dopo? Chi lo sa. Cominciamo a fare bene qui e adesso».
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