QN. L'Italia mette Pinocchio in bici

| 18/01/2012 | 17:24
Col Mondiale a Firenze, anche Pinocchio dovrà mettersi a pedalare: il popolare burattino sarà la mascotte della rassegna iridata, che la Toscana ospiterà dal 21 al 29 settembre del 2013. La scelta del portafortuna conferma che la macchina organizzativa procede spedita: lo ha ripetuto ieri mattina chi la sta guidando, confermando la volontà di dare all’evento l’importanza che merita senza esagerare nelle spese.
«Il budget oscilla tra i 12 e i 13 milioni, metà dei quali di diritti spettanti all’Uci: la scelta di concentrare gli impianti in un’unica area (stadio e palasport di Firenze, ndr) permetterà significativi risparmi», le parole del numero uno della Federciclo, Renato Di Rocco, che nei giorni scorsi, insieme al presidente del Comitato organizzatore, Riccardo Nencini, ha incassato l’appoggio del governo in un incontro a Roma con il ministro Gnudi, uno che in bicicletta ci va davvero.
«Fin qui si è parlato soprattutto di soldi, ma noi dobbiamo rispondere al pubblico e bisognerà cominciare a parlare dell’aspetto tecnico», ha detto Alfredo Martini, storico ct azzurro nonchè presidente onorario della Federciclo, chiamato ad aprire i lavori a Palazzo Cerretani, sede della Regione Toscana. Aspetto tecnico che ruoterà intorno al tracciato disegnato tra Lucca e Firenze, diviso fra buoni sentimenti (il passaggio da Casalguidi, dove viveva lo scomparso ct azzurro Franco Ballerini) e fatica vera, perchè il circuito di 16 chilometri intorno a Fiesole oltre che bello è davvero tosto. Memoria e sudore: la sintesi del ciclismo.
La sintesi del Mondiale è semplice: regalare il migliore degli spot, al nostro ciclismo e all’Italia. Per questo è in campo una squadra che proprio ieri ha siglato «il protocollo d’intesa tra gli enti territoriali interessati all’evento», come ha annunciato Nencini, per questo si sta muovendo una città che allunga gli occhi oltre il Mondiale, perchè fra un anno inizierà la corsa al sogno successivo: ospitare a Firenze la partenza del Tour 2014 per ricordare il centenario della nascita del suo ciclista più celebre, Gino Bartali.
Nell’attesa, sotto con il Mondiale, avventura che l’Italia riporterà in una sede storica e in una terra fertile, in felice controtendenza al ciclismo moderno a caccia di novità, come l’americana Richmond nel 2015 o il Qatar, che proprio ieri si
è candidato per l’anno successivo. Sarà un’occasione per riaffermare la bontà della tradizione italiana, sotto tutti gli aspetti, augurandosi che ciascuno faccia la propria parte: di Pinocchio, infatti, basta la mascotte.

da QN a firma di Angelo Costa
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