Signori Sindaci della Romagna, spiace dirlo, ma da qualche tempo una parte di voi ha deciso di “pedalare” si, ma contro il ciclismo!
Sono apprezzabili i vostri pronunciamenti a sostegno dei giovani e della loro corretta formazione, di sicurezza stradale, di promozione dei territori attraverso le manifestazioni sportive, di ambiente e uso della bici e di tanto altro ancora, ma poi, sorprendentemente, approvate dei “Regolamenti dei servizi di Polizia Locale” in cui gli Agenti impiegati a presidio del transito dei corridori, devono essere pagati dagli organizzatori. E se non pagano, gli Agenti non vengono predisposti a meno che non siano richiesti dall’Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza.
Non proprio la giusta sintonia col rinnovato articolo 33 della Costituzione laddove recita: “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”. E questo perché nei vostri “regolamenti” le gare ciclistiche non sono, per principio, considerate “attività di pubblico interesse”, bensì iniziative private mosse da privati come fossero concerti a pagamento, quando invece organizzate da Associazioni Sportive Dilettantistiche che per legge non possono svolgere attività a scopo di lucro. Richieste di pagamento che se pretese da tutti i comuni, nessun’altra gara, tranne forse il Giro d’Italia, attraverserebbe più i vostri territori.
Addirittura, in taluni vostri “regolamenti” la gara ciclistica è considerata “priva di interesse pubblico” per il solo fatto di ricevere sponsorizzazioni! Non c’è forse esagerazione?
Certo, per non pagare il servizio di PL si concede l’escamotage che l’organizzatore ottenga il patrocinio oneroso del Comune o che la Giunta approvi il carattere di pubblico interesse dell’iniziativa. Una soluzione parziale, non certa nei suoi esiti, complessa e impossibile da gestire per gare in linea che attraversano svariati comuni, per le quali gli organizzatori hanno già pesanti incombenze per ottenere autorizzazioni ed ordinanze varie.
Voi Sindaci, singolarmente o come Unioni dei Comuni, avete approvato questi regolamenti forse con qualche sottovalutazione, lasciando poi che siano i Comandi di PL a metterci la faccia nei confronti dei sempre più sconfortati organizzatori, che a volte rinunciano al servizio, altre volte lo contestano, ed altre volte ancora subiscono semplicemente come sudditi. Così non va bene! Serve porvi rimedio. Serve evitare i disastri di chi fosse indotto a credere che il valore della promozione sportiva possa essere disgiunto dal sostegno pubblico di chi la organizza.
È un tema per sindaci, ma anche per gli altri Enti amministrativi territoriali e regionali, così come per l’ANCI e la FCI. Fermarsi un attimo e riflettere su questa questione sarebbe il giusto segnale a sostegno del nostro ciclismo, uno sport che per vivere non ha altra strada che la strada stessa.