| 28/12/2011 | 09:18 Stai per scattare per una volata che ti potrà far vincere la gara, le gambe ci sono, sei stanco, ma dopo quell’ultima curva c’è il rettilineo in cui dare il massimo per tagliare il traguardo per primo. Ecco la curva. Ti alzi sui pedali e... non vai. Non riesci a esplodere come vorresti. Ad alzarti sui pedali e spingere come per trainare una locomotiva. Il tizio che hai tenuto a bada per tutta la corsa, dandogli sonore “paghe” in altre parti della tappa, ti ha battuto. Cosa può esserti mancato? La forma? Impossibile. Ti sei allenato duramente e con rigore. Ripercorri lentamente i pochi attimi precedenti allo sprint. Difficile visualizzare la sequenza anche se, a ben pensarci, qualcosa dentro ti aveva dato delle avvisaglie. Cosa può essere che non ha funzionato, allora? La tua testa. In quel preciso momento, nonostante la motivazione e tutto il resto, c’è stato qualcosa nella tua mente che non ha fatto “click”. Può capitare in tutti gli sport. Come nella vita di tutti i giorni. Il problema, come hanno spiegato Daniel Khneman a Amos Tversky - due psicologi a cui è stato assegnato nel 2002 niente meno che il premio Nobel per l’Economia - è che la nostra mente ha installato due sistemi operativi differenti, il Sistema 1 e il Sistema 2. Il primo funziona quando stai passeggiando con la bici o guidi la macchina, o fai la spesa. Sfrutta molto l’intuizione, ma è incredibilmente capace di fraintendere e di essere frainteso. Il sistema operativo più lento, il n. 2, rappresenta lo stato mentale che si attiva quando il Sistema 1 può essere sabotato, entrando in azione per prevenirlo. La caratteristica più importante del Sistema 2 è che è pigro; quella del Sistema 1 è che rimane sempre acceso. Questi due caratteri del nostro cervello, il modo in cui si rapportano e parlano tra di loro, sono i responsabili dei nostri errori nelle scelte di tutti i giorni. Un esempio? Fate questo semplicissimo test: Giuseppe è un ragazzo di 31 anni, di statura normale, agile e scattante. È laureato in scienza dell’alimentazione e da studente si è interessato in modo particolare all’impatto delle proteine animali nel regime alimentare degli atleti e delle performance sportive risultanti da regimi alimentari alternativi. Quale delle due alternative è la più probabile ? 1) Giuseppe è un ciclista. 2) Giuseppe è un ciclista vegetariano. È molto probabile che dopo aver letto la descrizione di Giuseppe e le due opzioni, il tuo intuito (sistema 1) ti abbia consigliato l’opzione 2. È la risposta sbagliata, perché logicamente impossibile (se la 2 è vera, lo è a maggior ragione la 1 che è quindi la più probabile). Tranquilli comunque: questo errore lo compie l’85% delle persone, così come documentato da rigorosi esperimenti di laboratorio nel campo delle scienze sociali. La nostra mente quindi, ci può ingannare, anche nelle scelte legate agli investimenti, giocandoci brutti scherzi. A questo si aggiunga che l’economia e la finanza non hanno re-gole scritte sempre valide. La fiducia e l’emotività sono elementi mutabili che caratterizzano l’andamento dei mercati finanziari. Come resistere ai richiami delle sirene e riallineare l’intuizione con la razionalità? Il lavoro più difficile per un investitore è sul piano emotivo. Può essere difficile mantenere una metodologia d’investimento, che rimanga focalizzata, lungo i mangia e bevi dei mercati finanziari. Applicare questi concetti alla gestione dei tuoi risparmi può non essere intuitivo in un primo momento. Per questo puoi contattarci a finbike@acomea.it
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