FARNESE NERI. Scinto: «Va in archivio una grande stagione»

| 19/10/2011 | 15:54
Ventidue vittorie, una maglia tricolore indossata nel 150° dell'Unità d'Italia dall'inizio alla fine, una tappa al Giro d'Italia, un capitano indiscusso che parte e uno nuovo che arriva. La Farnese Vini - Neri Sottoli ha concluso ufficialmente con il Giro di Lombardia la sua stagione 2012, una stagione superlativa al terzo anno di attività, con l'immagine del team in piena crescita e ancora tanti obiettivi da centrare.
Luca Scinto, che stagione è stata?

«Una stagione super. Guardini, Gatto, Visconti all'altezza delle nostre aspettative, se non qualcosa di più. Favilli e Rabottini giovani su cui lavorare. Ricci Bitti, Caccia, Giordani gregari su cui fare affidamento ad occhi chiusi, Failli sfortunato ma una certezza, così come Mazzanti, entrambi qualcosa di più di una spalla per i capitani. Siamo felici, soddisfatti del gruppo costruito e di quello che abbiamo fatto. E poi soltanto il numero di successi dice quanto siamo stati bravi a lavorare, anche se non è giusto farsi i complimenti da soli».
Un anno di novità e conferme: la tappa al Giro d'Italia, l'Italiano riconquistato e il palcoscenico mondiale con il talento Guardini. Come hai vissuto questo anno, tu, da Direttore Sportivo?
«Con la solita grinta che a tanti piace e ad altri meno, ma che mi consente di reggere tutti questi ragazzi con i loro caratteri e le loro ambizioni. Di certo l'emozione di una tappa al Giro èstata la vera novità di quest'anno. L'Italiano ha avuto il sapore della conferma, per una soddisfazione meno forte nell'immediato ma forse più intensa, perché dietro c'era un anno di attesa. E poi Guardini, con cui ho lavorato bene anche se a distanza, perché ha corso tanto all'estero, ma che mi ha dimostrato fiducia, serietà, lealtà e voglia di migliorare. Con lui lavoreremo tantissimo nel 2012».
La stagione si è anche conclusa con un 7° posto di Giovanni Visconti al Lombardia, un risultato che  in tre anni è tra i migliori nelle grandi classiche...
«Sì, Giovanni ci teneva a far bene e io, come ho già detto ai giornalisti che l'hanno scritto, non condivido a pieno quel 5,5 in pagella. Ma lo prendo come uno stimolo, e l'ho detto anche a Giovanni: se arrivi davanti al Lombardia e non ti danno la sufficienza, vuol dire che si aspettano anche loro di più da te. Detto questo posso dire sinceramente che Giovanni è stato davvero grande. Se rientrava sul gruppetto di Basso era sul podio, e come corsa è stata davvero dura. Giovanni deve avere altre ambizioni è vero, e infatti non si sente arrivato, ma quel piazzamento è il giusto risultato di tre anni vissuti insieme».
Veniamo all'addio di Visconti, come lo vive la squadra?
«Intanto non è un addio, speriamo sia un arrivederci. La decisione l'abbiamo presa in modo maturo di comune accordo, e sia noi che lui siamo pronti ad andare avanti per strade staccate, ma parallele. Tre anni sono tanti e sono stati importanti, per entrambi, per crescere e far maturare il nostro progetto di squadra. Da questo punto di vista, io e Citracca, ringrazieremo sempre Giovanni per la fiducia che ci ha dato, come penso lui farà nei nostri confronti, riconoscendo quanto e con quanta passione l'abbiamo seguito, coscenti delle sue doti di grande corridore».
Negli anni hai sempre sostenuto Visconti, qual è la sua miglior dote e come farà a farla fruttare alla Movistar nei prossimi due anni?
«Il grande merito di Visconti è la costanza. Lui non c'è corsa in cui parta a cui non pensi di dare il massimo. Sa anche risparmiarsi, ma parte sempre per far bene ed è sempre, sempre, sempre competitivo. Una completa debacle non la fa praticamente mai, se non in rari casi. Questa caratteristica gli consentirà di fare tanta strada, considerando anche che lui ogni anno migliora e cresce, e ha ancora tanti margini di miglioramento. Se sarà capace di tenere a freno la testa, con quel suo carattere un po' altalenante d'umore, sarà sempre più un uomo da battere, quasi a tutte le corse‚».
Per un atleta così che parte, ne arriva un altro che ha alle spalle importanti successi ma qualche “mancanza” in termini di continuità. Come pensi di lavorare con Pozzato?
«Pozzato è un grande talento, un atleta maturo che ha già trovato la strada per vittorie uniche da vero Campione. Deve solo ritrovare il giusto equilibrio e le giuste persone che siano capaci di motivarlo, ed è questo penso che più di tutto l'ha attratto a noi. Il nostro far gruppo, il grande feeling che io come gli altri dello staff sappiamo costruire all'interno della squadra, sono aspetti che gli mancano da tempo, e con questi penso riuscirà a tornare grande, o forse a diventarlo, come dice lui. Perché nelle gambe ha un gran motore, e in questi mesi ho apprezzato la sua grande passione per la bicicletta. Bisogna solo affinare l'equilibrio tra ciclismo, vita, pressioni e obiettivi. E sono sicuro che ci riusciremo».
Pozzato offre al team uno slancio verso l'alto, ma se non ci fossero gli sponsor nulla sarebbe possibile. Chiudiamo l'intervista con una domanda sugli sponsor che ti seguono, anche se forse Citracca sarebbe la persona più indicata per rispondere...
«Infatti (Ride, n.d.r.) ma diciamo che spesso Angelo lascia parlare me per entrambi. Quindi dico che siamo felici di avere al fianco sponsor che credono in noi, che da anni ci danno fiducia e con cui continuiamo a poter sognare un top team, a cui penso arriveremo prima o poi, continuando a lavorare bene senza correre. A me e Angelo piace dire che siamo giovani e con tanta voglia di crescere: così è anche per i nostri sponsor, che sono aziende affermate in crescita che credono nel ciclismo come veicolo di promozione. Non è una cosa da poco al mondo d'oggi».
Tre anni conclusi, la quarta stagione alle porte, uno staff consolidato, un gruppo di sponsor conosciuti che sono diventati parte integrante del progetto di ciclismo che tra Toscana e Abruzzo vive. La Farnese Vini Neri Sottoli si gode ora qualche settimana di relativo riposo, ma aspetta già con trepidazione il 2012, per dare ancora il meglio di se e sognare nuovi traguardi. Parola del Pitone Luca Scinto.

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COMMENTI
E...
19 ottobre 2011 17:49 Fra74
di VONA nemmeno una parola?!? Mah...

Vona????
20 ottobre 2011 03:42 valentissimo
E che parole si possono dire per un atleta che non e' pervenuto?????
Lo sport ha una legge crudele ma giusta, e' quella dei risultati ed in questo caso non mi pare ve ne siano stati.

BEH...
20 ottobre 2011 09:25 Fra74
ma i ciclisti si dividono in quelli che aiutano e quelli che fanno i risultati...non mi pare che VONA si sia tirato indietro dal suo compito di gregariato?!? Cmq, vedremo....

Complimenti
20 ottobre 2011 11:26 neve
Complimenti , un elogio per i due Direttori Sportivi Scinto e Giuliani , hanno guidato al meglio un gruppo di atleti giovani e non, si sono sempre comportati da squadra vera.

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