UCI-CPA. Incontro positivo alla presenza di Pat McQuaid
| 18/09/2011 | 15:36 Si è svolta il 13 settembre, a Aigle l’assemblea annuale del CPA per fare il punto su un anno di attività e pensare al futuro. Questa volta, oltre ai membri dell’associazione presieduta da Gianni Bugno, era presente anche Pat McQuaid, presidente dell’UCI. Accompagnato da Philippe Chevalier, direttore del Dipartimento Sport e Tecnica UCI, McQuaid ha sottolineato che le relazioni tra i due organismi sono molto migliorate ma che gli piacerebbe che il CPA fosse più attivo su questioni forti come la recente perdita del posto di lavoro di diversi corridori in seguito alla fusione delle squadre Leopard e Radio Shack e non solo riguardo problematiche a suo avviso minori come quella degli auricolari. Chevalier ha invece informato subito i presenti che la Commissione atleti da poco formata dall’UCI non avrà le stesse funzioni del CPA ma essendo composta da corridori di diverse discipline come richiesto dal CIO, si occuperà di questioni più tecniche legate allo sport (materiali etc..). Gianni Bugno per il CPA ha risposto alle critiche di McQuaid rimarcando che dopo la sua elezione a presidente ha dovuto lottare per essere riconosciuto come tale dall’UCI e che per diverso tempo non è stato possibile instaurare un dialogo tra le parti. Nonostante ciò il CPA si è mosso per raccogliere le voci dei corridori riguardo diverse questioni importanti della loro professione e ha portato avanti numerosi progetti al suo interno. I più importanti sono ancora allo studio delle diverse commissioni di lavoro create all’interno dell’Associazione e verranno presentati nelle prossime riunioni dell’UCI. Tra questi il Fondo di solidarietà, di cui si stanno ridisegnando le regole, l’accordo paritario (contratti, minimi salariali, lotta anti doping..), le grandi corse (sicurezza, trasferimenti, auricolari, alloggi, premi..), e nuovi progetti come quello riguardante le squadre Continental.. Pascal Chanteur, rappresentante dell’Associazione francese, ha fatto notare che il CPA si è attivato subito riguardo la questione delle squadre citate all’inizio da McQuaid ma che spesso i contratti in vigore per la professione del corridore non lo tutelano a sufficienza e occorrerebbe partire da questo per prevenire problemi come quelli che si sono verificati. Anche Pipe Gomez, segretario dell’Associazione spagnola, ha portato a conoscenza Mac Quaid di diversi temi che preoccupano i corridori a cominciare dai contratti indipendenti, considerati illegali in Spagna o dalla mancanza di regole comuni sulle squadre Continental in cui i corridori non hanno un minimo salariale, un’assicurazione, un controllo medico adeguato.. Gomez ha anche sottolineato che l’UCI dovrebbe ammettere al processo decisionale sulle questioni più importanti anche il CPA che rappresenta l’insieme dei corridori. Mac Quaid ha risposto che l’Unione Ciclistica è aperta ad accogliere proposte che potranno influire sulle decisioni. Cristian Salvato, vice presidente dell’associazione italiana, ha aggiunto riguardo le squadre Continental che è proprio in questi vivai di giovani alla ricerca di risultati a tutti i costi che occorrerebbe intervenire con la lotta al doping e che l’associazione italiana ha avviato un programma di formazione al mestiere dei corridori che include anche il rifiuto totale delle sostanze dopanti. Mac Quaid ha però risposto che mancano i fondi per finanziare il passaporto biologico anche sulle squadre Continental. La discussione sulle squadre Continental ha chiamato in causa anche Joaquim Andrade dell’associazione portoghese, che insieme a quella svizzera e spagnola lavoreranno su una serie di proposte per migliorare e regolamentare questa categoria.
L’assemblea del CPA è proseguita con l’intervento del segretario David Chassot su temi amministrativi e gestionali dell’associazione. Pat McQuaid si è congedato lasciando nei partecipanti dell’assemblea la speranza dell’inizio di una nuova era costruttiva, di un dialogo tra le parti in cui le “proposte” potrebbero finalmente diventare “decisioni”.
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