Ullrich: la mia sfida a Lance Armstrong

| 28/06/2004 | 00:00
Stavolta può essere la volta buona. Jan Ullrich, 30 anni, dopo essere diventato nel 1997 uno dei più giovani vincitori del Tour de France, ha collezionato nella corsa a tappe più famosa del mondo una serie infinita di secondi posti, l'ultimo lo scorso anno. Da sempre considerato uno dei più forti ciclisti del mondo, Ullrich si è dovuto spesso arrendere alla bravura di Lance Armstrong, che quest'anno darà la caccia alla sesta vittoria consecutiva alla Grande Boucle. Ancora una volta i favoriti sono loro due. Il percorso che porta Ullrich al Tour è una storia che si ripete. Un inverno da cui esce in soprappeso, una primavera fatti di duri allenamenti e un infortunio qualche settimana prima della corsa. Quest'anno l'incidente è avvenuto tre settimane prima l'inizio del Tour, complice il suo compagno di squadra Alexandre Vinokourov. I risultati degli ultimi tempi non sono stati particolarmente brillanti per Ullrich, che ha fallito l'Amstel Gold Race e la Freccia Vallone, e non si è presentato alla classica tedesca Henniger Turn e alla Liegi-Bastogne-Liegi. Ma nelle ultime settimane, anche grazie a un duro allenamento, Ullrich sembra essere tornato se stesso. Il settimo posto al Giro di Germania, a inizio giugno, fa ben sperare: "La mia forma sta migliorando - ha dichiarato - e sono tornato al giusto peso". La tendenza ad ingrassare è sempre stata una croce per il campione tedesco. Durante i mesi invernali non rinuncia alla buona cucina, e lui stesso ammette che "i fan vengono a casa solo per vedere se passo ancora dalla porta". Battute a parte, Ullrich lancia la sfida ad Armstrong: "Ho delle buone sensazioni. Quando raggiungeremo Alpi e Pirenei sarò al massimo della forma". Lo scorso anno tentò fino all'ultimo di rendere dura la vita allo statunitense, e solo una caduta nell'ultima cronometro gli tolse le chance di vittoria. I suoi connazionali, che lo hanno eletto sportivo dell'anno nel 2003 in Germania, non mancano di fargli sentire il loro calore. Sperando che possa aiutarlo nella salita più importante, quella per il gradino più alto del podio.
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