| 04/07/2011 | 08:59 Dopo gli scattisti e i cronoman, ecco arrivare al terzo giorno di Tour il turno dei velocisti. La tappa odierna porterà gli atleti, dopo 198 km e il primo GPM (4°categoria) di questa edizione della Grande Boucle, da Olonne-Sur-Mer a Redon, dalla Vandea alla Bretagna attraversando la Loira proprio all’altezza della sua foce. Le squadre dei velocisti dovranno però guardarsi da un pericolo ben più minaccioso della classica fuga da prima settimana, ovvero sia il temibile vento che soffia dall’oceano, anche se, dopo le fatiche collettive della cronosquadre di ieri, è difficile immaginare di vedere già oggi team in grado di spaccare il gruppo in pianura. La partenaza da Olonne-Sur-Mer va a toccare, per la seconda volta dopo il passaggio della prima tappa, uno dei luoghi sacri del velismo mondiale. La deliziosa località di mare ospita infatti, oltre alla partenza della Vendée Globe, una miriade di attività collaterali legate alla vela, per non parlare dei cantieri navali, che sono ad ogni angolo. L’arrivo è a Redon, cittadina bretone nella quale nel 1489 la duchessa Anna di Bretagna ha firmato il “Trattato di Redon” con Enrico VII Re d’Inghilterra, che prevedeva l’alleanza fra l’Inghilterra e la Bretagna in caso di un conflitto con la Francia. Oggi, dopo più di cinquecento anni, un altro inglese entra a Redon, non per firmare trattati, ma per vincere la prima volata del Tour de France. Mark Cavendish è infatti il favoritissimo dello sprint, dietro di lui ci sono l’americano Tyler Farrar, il tedesco Andrè Greipel e l’italiano Alessandro Petacchi, che vuole dimostrare di valere ancora i migliori velocisti al mondo. Attenzione anche alla maglia iridata, pardon gialla, di Thor Hushovd. In teoria aiuterà Farrar, ma se questi non dovesse essere al top ci proverebbe il norvegese di giallo vestito.
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