Petacchi: «Vado alla Vuelta per trovare la condizione ideale»

| 18/08/2005 | 00:00
Alessandro Petacchi, al rientro agonistico oggi alla Coppa Bernocchi dopo l'infortunio al dito riportato a fine luglio in Germania, ha varato i suoi programmi in chiave iridata: ''Alla Vuelta devo recuperare la condizione per il Mondiale e soprattutto la convinzione in me stesso''. Il velocista spezzino, colpo di mercato della Domina Vacanze per il 2006, e' apparso pallido e dimagrito dopo venti giorni di assenza dalle gare: ''La frattura al mignolo destro ha formato un callo osseo e impugnare il manubrio mi e' stato quasi impossibile. Allenarmi e' stato davvero difficile, e in piu' i molti antibiotici che ho preso mi hanno debilitato. "Ho scelto la Bernocchi - ha spiegato - perche' ha un tracciato parzialmente simile a quello del Mondiale di Madrid. La scelta e' stata approvata anche dal ct Franco Ballerini: sara' un allenamento sicuramente importante. Alla Vuelta, che parte sabato 27 da Granada, curero' la condizione senza trascurare le opportunita' che mi si presenteranno allo sprint, anche se non mi impegnero' a tutti i costi per vincere''. ''Un anno fa a Verona - ha proseguito il vincitore della Milano-Sanremo 2005 - gli spagnoli reduci dalla Vuelta hanno sfoggiato una condizione strepitosa per portare Freire alla terza vittoria al Mondiale. Il prossimo 25 settembre il campione uscente non ci sara', e questo rendera' il Mondiale ancora piu' incerto. Non ho avversari su cui concentrarmi perche' al momento ne ho gia' abbastanza dei miei problemi fisici''. Petacchi, diciannove vittorie di tappa al Giro dal 2003 a oggi, ha indicato pero' un avversario pericoloso: l'australiano McEwen. ''Non ha mai vinto una classica di lungo percorso, ma in un arrivo in volata, probabilissimo a Madrid, ci sara' eccome. E' piu' veloce di Boonen che pure ha grandi ambizioni''. Sulla costruzione della nazionale azzurra al suo servizio, il capitano della Fassa Bortolo e' stato chiarissimo: ''L'intento e' quello di ricreare un gruppo come quello di Zolder che tre anni fa ha portato Cipollini al vertice mondiale: in un organico di soli nove azzurri, mi piacerebbe avere con me gli uomini Fassa che costituiscono il mio treno, come Velo e Sacchi. Anche Bernucci, che non mi ha mai tirato uno sprint, potrebbe essere funzionale tenendo conto che e' in ottima condizione. Nel finale pero' anche un corridore di un'altra squadra che sapra' mettersi al mio servizio andra' bene. Avremo modo di parlarne a lungo con Ballerini''. La nazionale a una punta sembra l'ipotesi piu' scontata per Petacchi: ''Anche Di Luca, leader del Pro Tour, ha affermato che Madrid e' un circuito troppo veloce per lui. Avremo comunque tempo di valutare tattiche e alternative''.
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