L'INCONTRO. Sciandri: «Maledetti inglesi»

| 12/06/2011 | 11:12
Maximilian Sciandri varca per l’en­ne­sima volta in vita sua l’oceano e, do­po la burrascosa parentesi inglese, è tornato a collaborare con un quotato team professionistico made in USA, la BMC di Cadel Evans, Ales­san­dro Ballan e del giovane talento Taylor Phinney. Per il “Gitano” di Quarrata gli States sono ormai una seconda casa, poiché i suoi familiari da anni svolgono un’attività nel settore della ristorazione in California e hanno quali clienti affezionati, tra gli altri, Robert De Niro e Mike Tyson. Una chiacchierata con il cosmopolita Max è sempre piacevole, anche perché non mancano gli argomenti da trattare, dopo il recente divorzio dalle squadre nazionali dell’Inghil­ter­ra avvenuto in modo totalmente inaspettato. Cosa c’è alla base di questa tua nuova avventura? «Soprattutto la stima che nutro verso il patron della BMC, Jim Ochowitz. Ci conosciamo dai tempi della Motorola e dopo un primo contatto avvenuto lo scorso agosto abbiamo trovato in breve tempo l’accordo».
Anche perché gli inglesi non ti hanno la­sciato scelta: ti hanno dato il benservito. Co­me hai reagito a questa decisione?
«Sono molto amareggiato, so­prattutto perché non mi è stato spiegato il motivo dell’interruzione del nostro rapporto di collaborazione. Non certo a causa della mancanza di risultati poiché il ciclismo inglese non è mai stato così competitivo ad ogni livello - tra i tanti professionisti esplosi in questi anni ricordo Mark Cavendish, Bradley Wig­gins, Ben Swift, Ian Stannard e il giovane Lu­ke Roe che presto dovrebbe debuttare con i pro del Team Sky - e nemmeno per colpa dei costi, poiché con il quartier generale a Quarrata riuscivamo a risparmiare sulle spe­se. In­somma, la reputo una decisione incomprensibile e che po­trebbe compromettere il lavoro svolto in vista delle Olimpiadi di Londra che rappresentano il grande obiettivo per tutto il ciclismo inglese».
Un boccone davvero amaro, difficile da digerire…
«È proprio così, ho chiesto inutilmente una spiegazione ai dirigenti della Fe­derazione Ciclistica Inglese e la vicenda ha influenzato negativamente il mio umore anche durante i primi ritiri stagionali con la BMC, non riuscivo proprio a togliermela dalla mente e anche il mio lavoro rischiava di risentirne, ma ora sono più sereno e ho ritrovato le giuste mo­tivazioni per continuare la mia avventura nel ciclismo».
Così trasferirai la tua attenzione e la tua esperienza da Cavendish a Phinney.
«“Cav” continuerà ad abitare a Quar­rata, do­ve si trova benissimo e il nostro rapporto di amicizia non si interrompe affatto… Altri­menti chi farebbe da guardia alla sua già ricca collezione di Vespa? Taylor è un fenomeno, un atleta con enormi potenzialità che rappresenta il futuro del ciclismo internazionale. Non esagero se lo paragono a Lan­ce Armstrong, per me può diventare forte come il texano ma ha bisogno di tempo, ha solo 20 anni».
Quest’anno Cavendish sembra essere partito più lentamente rispetto al passato. Come si spiega?
«È una situazione voluta. Mark ha trascorso alcune settimane in California durante l’in­verno e i suoi veri obiettivi arriveranno più avanti: ha il Tour de Fran­ce e il mondiale di Copenaghen nel mirino».
Intanto la BMC non è soltanto Phinney
«Assolutamente no. Abbiamo la fortuna di avere un leader carismatico come Evans, con il quale sono entrato in piena sintonia dopo il trionfo alla Tirreno-Adriatico e altri atleti esperti e competitivi come Ballan e Hincapie. Ci sono anche parecchi giovani e oltre a Phinney vorrei segnalare l’au­stra­liano Tim Roe, un talento in crescita che si è messo in grande evidenza recentemente sulle strade spagnol».
Ti senti più realizzato come diesse o lo eri maggiormente da corridore?
«Sono due situazioni diverse, ma devo dire che seguire dei giovani e ac­compagnarli verso la consacrazione ai massimi livelli mi procura delle sensazioni uniche, forse paragonabili soltanto a quando vinsi la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atlanta».
Ti senti italiano, inglese o americano?
«Hai detto bene, mi sento un cittadino del mondo e non rinnego la mia doppia nazionalità italo-inglese anche se queste due na­zioni, a turno, mi hanno procurato delusioni brucianti: l’Italia non facendomi mai indossare la maglia azzurra e l’Inghilterra con questo voltafaccia incomprensibile».

da tuttoBICI di maggio
Copyright © TBW
COMMENTI
Grande Max
12 giugno 2011 12:33 gass53
Dove sei stato hai sempre fatto bene.Sono loro che dovranno casomai pentirsi di averTi perso, e come si dice dalle nostre parti: LASCIALI COCERE Nì SU BRODO.
In Bocca al Lupo Grande Max.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Dal 20 al 26 agosto, la Red Bull – BORA – hansgrohe Rookies sarà al via della edizione numero 62 del Tour de l’Avenir. Lorenzo Finn, campione del mondo U23 in carica e vincitore del Giro Next Gen, si presenta...


Cinque minuti da leader, nel senso più ampio e umano del termine, quelli che Alessandro Pinarello ha condiviso col nostro inviato Federico Guido dopo aver concluso al 3° posto l'Arctic Race of Norway. Il talento veneto della NSN ha parlato...


La tragica scomparsa di Finlay Tarling ha trascinato il mondo del ciclismo nello sconforto. Molta è la tristezza, così come tante sono le domande che meriterebbero una risposta per spiegare la morte di un ragazzo di soli 19 anni. Il...


Come tuttobiciweb aveva anticipato due settimane fa, Letizia Paternoster da gennaio vestirà la maglia della Human Powered Health. La formazione statunitense, già protagonista di questo ciclomercato estivo con gli annunci di Lach e Dideriksen,  ha ufficializzato l’ingaggio della 27enne trentina...


Un’altra edizione, la tredicesima dell’Arctic Race of Norway, è giunta al termine regalando, come sempre ha fatto in passato, la consueta e apprezzata successione di paesaggi incantevoli, ripide scalate e attimi di grande folklore grazie al sempre caloroso pubblico...


Splendido finale di corsa e bis stagionale per il diciassettenne juniores Francesco Dell’Olio nel 4° Trofeo Irriducibili-Memorial Caduti sul Lavoro svoltosi a Terricciola sulle colline della Valdera in provincia di Pisa. Per la sua società di appartenenza il Team Vangi...


Con le prime due grandi corse a tappe della stagione ormai concluse, la Vuelta a España rappresenta l’ultimo capitolo delle gare a tappe di tre settimane del 2026. Tra montagne ripide, tappe per velocisti da affrontare a tutta, giornate collinari...


Fresco vincitore del Czech Tour, Andrew August ha firmato in contratto triennale con il team Pinarello Q36.5. Nato a Rochester, New York, il ventenne corridore statunitense arriva in un momento cruciale della sua giovane carriera. Reduce dalla vittoria finale al Czech...


Ventuno giorni dopo aver chiuso il suo primo Tour de France in quarta posizione, Paul Seixas ritrova il gusto della vittoria nel Profwielerronde Etten‑Leur, classico criterium olandese che richiama pubblico e big del ciclismo. Il talento francese della Decathlon CMA‑CGM...


Da sabato prossimo scatta il terzo e ultimo Grande Giro della stagione, la Vuelta. Si partirò da a Monaco e il percorso offrirà molte opportunità ai corridori Cofidis.  La squadra intende brillare negli sprint (con Bryan Coquard e Alexis Renard)...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra