I VOTI DEL DIRETTORE. Scarponi tosto, Arroyo gregario

| 22/05/2011 | 19:58
di PIER AUGUSTO STAGI   -

Mikel NIEVE. 8. La gara si accende dopo solo dieci chilometri, grazie a Sella ed Hoogerland che attaccano. Al loro inseguimento in 5: Popovych, Seeldrayers, Kaysen, Kuschynsky e Aramendia. Dopo il passaggio sul Piancavallo si forma un gruppo di 18 al comando della corsa: Garzelli, Tshopp, Pirazzi, Sastre, Di Luca, Losada, Pasamontes, Petrov, Weening, Deignan, Sella, Hoogerland, Aramendia, Kuschynski, Seeldrayers, Popovych, Bakelandt e appunto Nieve. Il 27enne basco (compirà gli anni il prossimo 26 maggio) resta in avanscoperta per tutto il giorno. L’ultimo a cedere è Stefano Garzelli. Ai meno 7 dal traguardo Nieve raggiunge e supera il varesino. Alle spalle del basco della Euskaltel succede di tutto, ma lui va a cogliere in perfetta solitudine la sua seconda vittoria della carriera, dopo la tappa regina (Cotobello) della Vuelta dello scorso anno. La seconda vuelta non si scorda mai.

Stefano GARZELLI. 8. Perde, ma al vecchio campione va il voto che spetta al vincitore di giornata. Certo, per lui è un premio di consolazione che probabilmente non lo consola neanche un po’, ma nel tappone di questo Giro, al termine di un trittico eccezionale e oggi sette ore e mezza di corsa, il varesino vincitore del Giro del Giubileo è un grande protagonista. Non ancora da giubilare.

Alberto CONTADOR. 7. Alla fine lo vedono spettinato e anche con una fogliolina sulla fronte, ma il fuoriclasse spagnolo fa quello che vuole. Anche oggi attacca e stacca. Mai una stecca: questo è il vero problema.

Michele SCARPONI. 7,5. Mezzo punto in più di Contador perché non è Contador. Oggi Michele corre con lucidità e attenzione. Prova ad attaccare ma non si fa tramortire. Nella tappa dei passisti puri, lui tiene il passo dello spagnolo. Gli dona sei secondi, niente. Ora è secondo in classifica. Per Michele il vero avversario – più dello spagnolo – è il sole. Se a Nevegal, ma soprattutto sul colle delle Finestre, il cielo sarà cupo, per lui il finale di Giro sarà splendente.

John GADRET. 7. Voto alto altissimo, come la sua classifica. Ora è quarto nella generale, a 6’ dall’Imbattibile. Come Marco Bagnato, il comico di Foligno protagonista a Zelig con il suo braccio alzato: alzi la mano chi prevedeva Gadret così ben messo in classifica? Giù la mano.

José RUJANO. 5,5. Fa il suo, ma anche quello di Contador che potrebbe fare da solo.

Vincenzo NIBALI. 6. Soffre come un cane, ma nonostante prenda randellate che potrebbero tramortire anche un bisonte, lui non molla e si difende con i denti e con le unghie. Attacca come un ossesso lungo la discesa del Giau, poi paga lo sforzo e soprattutto una mancata alimentazione. Va in riserva, ma non in panchina. Per lui è una giornata negativa, ma c’è da credere che lo squalo dello stretto non  cederà le armi tanto facilmente. Se Contador è Imbattibile, lui è Indomabile.

Joaquin RODRIGUEZ. 5. Era venuto qui al Giro con i gradi di capitano unico della Katusha e alla fine si fa vedere solo come paggetto di Contador. Fa anche qualche scatto, solo dopo aver chiesto il permesso alla maglia rosa. Poi regolarmente “rimbalza”, torna indietro. Molto indietro: è nono, a quasi dieci minuti.

Denis MENCHOV. 4. Subisce sempre la corsa. Lamenta un mal di schiena, ma la sua preparazione forse non è mai stata accettabile. Si è allenato tanto, ma prima del Giro ha corso troppo poco: si vede.

David ARROYO. 4. Arriva dodicesimo, a 4’30” da Nieve. Lavora come un matto, per il suo capitano Contador. Come, non è il suo capitano? Appunto: quattro.

Igor ANTON. 6. Dopo l’impresa sullo Zoncolan paga dazio, arrivando 18° a quasi otto minuti. Bella notizia: è umano.

Carlos SASTRE. Sv. Dicono che sia arrivato 52° a 21’02”. Forse.

Alan MARANGONI. 8. Cose da ciclisti, ma ogni volta che i ciclisti fanno certe cose restiamo a bocca aperta. Il 26 enne romagnolo della Liquigas ieri ha concluso la tappa dello Zoncolan con un ginocchio malconcio. Alle otto di sera è arrivato in albergo e il dottor Roberto Corsetti, responsabile sanitario del team verde-blu, ha deciso di portare al pronto soccorso lo sfortunato corridore. A Pordenone trovano due «codici rossi»: c’è da attendere. Alan Marangoni attende. Dopo circa un’ora ecco che arriva il suo momento e viene medicato: quattro punti interni ed altrettanti esterni. Ritorno in albergo a mezzanotte. Un piatto di pasta, e uno di speck. Poi nanna. E questa mattina il via, per il tappone del Gardeccia (finisce 117° a 38’36”), con otto punti al ginocchio, ma lui ne da molti di più a molti.

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COMMENTI
...posso dire la mia?
22 maggio 2011 20:12 raffaello
...posso dire che concordo con i voti del direttore, ma posso aggiungere un bel 3 alla gestione della squadra Liquigas???
Forse se nei 18 in fuga ci fosse stato un uomo che durante la discesa del Giau avesse aspettato il proprio capitano, non si sarebbe finito per raggiungere il Fedaia in quelle condizioni e forse sarebbe andata diversamente...... ma mi sembra che nessuna abbia voglia di andare contro la squadra italiana, anche in televisione, fa più risalto la discesa di Nibali che il recupero sul Gardeccia di un bravo Scarponi!!!
Tutti a parlare di Nibali...mah!!

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