| 18/05/2011 | 08:56 Cento anni di storia del Giro d’Italia in Friuli Venezia Giulia: li hanno raccontati Roberto Calvetti e Giovanni Casella, giornalisti, appassionati di ciclismo, che hanno raccolto migliaia di dati non solo dei vincitori di tappa e delle maglie rosa che hanno percorso le strade del Friuli Vg, ma anche dei professionisti locali che hanno fatto la “storia minore” del Giro. «Cento anni in rosa» (Roberto Vattori editore, euro 30) esce proprio nella settimana decisiva del Giro, con l’arrivo in Friuli, sul monte Zoncolan, da alcuni anni vero e proprio scoglio e spauracchio per tutti, scalatori compresi. La cronistoria parte dal 1910 quando per la prima volta il Giro arrivò a Udine. Vincitore di tappa fu Ernesto Azzini mentre il regionale impegnato era Giovanni Micheletto che si piazzò al 17° posto. Il volume, oltre 200 pagine e da martedì nelle librerie, è anche intriso di tantissimi aneddoti. Come quello escogitato dai “furbetti” Gaioni e Berretta che da Milano a Udine, per risparmiare energie, decisero di prendere il treno e di scendere a Verona per proseguire poi verso il capoluogo friulano. Ma vennero scoperti dalla giuria e squalificati. “Cento anni in rosa” racconta poi le straordinarie vittorie di Girardengo, Conte, Basso, Merckx, Knudsen, Simoni e altri campioni per arrivare alla grande vittoria di Basso, lo scorso anno, sullo straordinario anfiteatro dello Zoncolan. Un libro da tenere e consultare, ricco di foto da portare nel cuore. «Perchè nel suo percorso il Giro ogni anno unisce, ricuce, affratella. È la metafora viva, giovane, gioiosa, dinamica e futurista dell’Unità» come scrive Claudio Gregori, ex inviato della Gazzetta dello Sport, nella prefazione del libro.
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