ATTACCHI & CONTRATTACCHI. Ciclismo e moquette

| 12/05/2011 | 16:36
di CRISTIANO GATTI   –

C’è sempre da imparare. In questo Giro tanta gente ha improvvisamente appreso che il ciclismo è sport pericoloso. Si può persino cadere. E pazienza se il professor Tredici, da quasi trent’anni alla guida dell’equipe medica, garantisce che in questi primi giorni le cadute non sono nemmeno un terzo di quelle, per esempio, registrate l’anno scorso in Olanda. Il dramma del povero Weylandt, che per la cronaca è comunque caduto causa distrazione lungo l’unico tratto rettilineo della Liguria, sta però diventando il detonatore per una campagna di terrorismo psicologico abbastanza pietosa. Molti giornali, tanta televisione, tutti in fila a descrivere questo mattatoio cinico e spietato che si accanisce sulla carne da macello del gruppo.
Gli sterrati di Orvieto? Vergognosi, scandalosi, non si manda la povera gente a distruggersi così. Il mostro Zomegnan, un mezzo Goebbels del ciclismo, è sadicamente dedito alla distruzione di massa della sua risorsa migliore, i corridori (dunque, è pure pirla). Persino la caduta dell’olandese Slagter – per essere precisi: lungo un tratto diritto, comodamente asfaltato, ad opera di un massaggiatore un po’ impiastro – persino questa caduta che non c’entra nulla con gli sterrati entra nel calderone per marchiare d’infamia la tappa degli sterrati. Per tanti miei colleghi è musica suadente lo sfogo del redivivo Di Luca: “Non siamo qui per fare mountain-bike o ciclocross”. Sempre lui, la vittima, mostra in diretta la bici senza sella (tra parentesi: nella cronosquadre di Torino a un suo compagno si è abbassato il manubrio, qui lui perde la sella: ma i meccanici ce l’hanno una chiave a brugola?).
Personalmente ho avviato una sottoscrizione per ricomprare una sella a Di Luca, sperando ritrovi un po’ di pace e di serenità. Chi volesse aderire, può inviare il contributo sul mio conto personale. Nell’attesa di completare il gesto umanitario, vorrei però dire questo: la sicurezza è una cosa sacra, in questo sport. Se Zomegnan la trascura, fa malissimo. Non ci piove. Ma mai e poi mai mi accoderò alle anime belle che sollevano questioni dopo ogni curva, dopo ogni buca. Sempre dopo, mai prima. Gli sterrati erano previsti da ottobre, le squadre serie e i corridori seri sono andati a vederseli per tempo. La soluzione? Cerchi a profilo basso, gomme larghe da 24, pressione bassa e una buona dose di equilibrio, che per chi fa questo mestiere a questo livello dovrebbe essere dotazione elementare e primaria. Il resto, questi toni apocalittici, fanno solo male al ciclismo: lo trasformano, come se ne avesse bisogno, in un girone infernale ripugnante e disgustoso, che il pubblico della gente normale può solo evitare. Avanti così, continuiamo a farci del male. Piagnucoliamo sugli sterrati, mentre le cadute terribili capitano sul rettilineo asfaltato. Lamentela continua, vittimismo a prescindere. Puntiamo dritti a correre sulla moquette. Poi vediamo quanti guarderanno ancora questo sport.
Già che ci sono, mi porto avanti: nella tappa dello Zoncolan, è prevista la difficile discesa del Crostis. Ne stanno tutti parlando, con l’evidente intento di farla cancellare. Lancio un appello a Zomegnan: cancelliamola davvero, se è così pericolosa. Ma per favore non cancelliamola cedendo al coro delle prefiche di questi giorni. Sarebbe una sconfitta per il Giro. Per tutto il ciclismo. E non è bello. Sempre che vogliamo ancora mantenere qualche differenza con il golf.


PAROLE COME PIETRE

«A Frosinone e provincia i profili più richiesti sono soprattutto gli impiegati con diverse specializzazioni, gli operatori per il settore chimico-farmaceutico e per il controllo qualità, e i tecnici di laboratorio».
(da un foglio distribuito in sala stampa: non è chiaro se sia un comunicato o un invito a cambiare mestiere)

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COMMENTI
12 maggio 2011 17:39 ciceinge
Visto che si parla tanto di tutela della salute, vorrei sapere da un esperto qualificato quali danni fisici possono aver subito i polmoni degli atleti costretti a pedalare sotto sforzo per lunghi periodi nei nuvoloni di polvere sollevati dallo sterrato. trattandosi comunque di lavoratori dovrebbe esistere l'obbligo del datore di lavoro di offrire un ambiente di lavoro salubre.

??????????
12 maggio 2011 18:35 gass53
Ho questo di dove sbuca fuori? Forse ha sbagliato Tuttobici x la cgil???

Si ma....
12 maggio 2011 21:17 LampoJet
No, caro Gatti. Zomeganan è tutt\'altro che un pi..., sa come lo chiamano in gruppo? no? Lo chiamano Zoleman (giù le mani). Si arricchisce un bel po\' a fare arrivi e partenze dal Burkina Faso, Laos e quant\'altro.
Ripeto, l\'ho già scritto, tappe con lo sterrato in discesa al 10% sono molto più pericolose di qualsiasi flebo di glucosata o esofosfina.
Saluti

13 maggio 2011 08:17 superandy
Anche mi mi schiero (ma non in modo apocalittico) al pericolo delle discesce bianche, secondo me va bene fare qualche tratto in salita ma non le discese che sono davvero pericolose, vedi un Nibali incoscente a tentare a tutta rischiando la caduta e di compromettere il Giro per cosa??? E gli altri meno esperti in discesa costretti a rischiare per stargli dietro....
In un Giro questo genere di tracciato io non lo metterei, compometterebbe troppo la classifica oltre che la sicurezza, perchè mel giro non sono tutti esperti di questo genere di terreno, quindi lo lascerei solo nella corsa STRADE BIANCHE dove chi se la sente la fa gli altri la guardano da casa.
Concordo anche sul fatto che tutta quella polvere di sicuro non ha fatto bene ai polmoni dei corridori, ma di questo chi se ne frega, l'importante è lo spettacolo.

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