MARTINI. «Credo nelle possibilità di Nibali»

| 04/05/2011 | 18:20
Gli sarebbe piaciuto partire per Torino, vedere l'adunata degli alpini e il biancorossoverde nel cielo delle Frecce Tricolori, sabato nel giorno della partenza del nuovo Giro. Si sarebbe sicuramente commosso a ricordare i suoi anni da partigiano. Ma lui comunque c'e' sempre. Alfredo Martini e' 'il babbo' del ciclismo, per molti e' ancora 'il ct'. E in tanti ancora gli telefonano per un consiglio, compreso Paolo Bettini.
 A febbraio ha compiuto 90 anni, ha nel cuore ancora il dolore della morte di Ballerini, ma la voglia di ciclismo non lo abbandona mai. ''Se posso andro' al Giro in qualcuna delle tappe piu' vicine casa. Magari a Livorno, Piombino o Orvieto'', promette. Poi spiega: ''Il Giro e' come un romanzo a puntate. I protagonisti sono sempre i ciclisti. E la gente che applaude e aspetta ai margini delle strade. Le spose che escono dalle porte delle loro case per salutare i corridori''.
 Da corridore ha avuto un'onesta vita da gregario, vicino ai grandissimi come Coppi e Bartali. Immenso invece nella sua ultraventennale vita da tecnico azzurro. ''Il Giro e' sempre una cosa speciale - spiega -, ma questo lo e' ancora di piu'. I 150 anni dell'Unita' d'Italia? E' una bella festa di tutti. Anche se questa e' una corsa che ha sempre unito il Nord e il Sud. Non c'e' altro sport piu' legato alla vita di una nazione come il ciclismo. La gente lo sente che il Giro parla dell''Italia.
Dovunque vada porta allegria, e ci si dimentica che giorno sia. Perche' e' sempre domenica''.
 Il Giro che ricorda con piu' emozione e' quello del '46.
''Parigi era bombardata, il Tour non si fece e allora tutti vennero in Italia. C'era la questione di Trieste, ma Torriani e Cougnet vollero far passare lo stesso il Giro li' e gli americani la considerarono una provocazione. A Pieris lanciarono fiori e sassi e molti corridori si ferirono, dopo ci furono sparatorie con i soldati di Tito e il gruppo si fermo', ma Torriani ne convinse 17, uno per squadra, a proseguire e a Trieste fu un trionfo. Anche se poi il Giro venne sospeso un giorno''.
Altri tempi, ma lo spirito di chi va in bici e' sempre uguale. ''Il federalismo? Non e' molto chiaro,quello che so e' che l'Italia e' una, uno e' il tricolore, e la gente si commuove sempre per l'inno. Bartali era un brontolone, era un uomo di fede,
ma era anche uno che teneva alla bandiera. L'Italia di oggi e' diversa, ogni periodo ha la sua storia. Ci sono stati momenti
migliori, ma ne abbiamo visti anche di peggio''.
 Su come andra' a finire questo Giro, i pronostici sono tutti per Contador, Menchov, Nibali e Scarponi. Ma Martini da buon italiano scommette su Nibali. ''Per me ha molte possibilita' di vincere. A patto che Contador non sia nelle sue migliori condizioni''. Lo spagnolo corre sub judice, potrebbe essere fermato dal Tas prima del Tour. ''Bisognerebbe essere piu' veloci nei processi - accusa l'ex ct - Ma il doping il ciclismo negli ultimi anni lo sta combattendo, anche se qualcuno ci cade ancora. Le cose sono migliorate, credo che fare di piu' e' difficile, e' difficile azzerare tutto, ci vuole tempo. Non dipende tanto dai
corridori, quanto dai 'mercanti di veleni'. Bisogna garantire controlli e mezzi uguali per tutti''.
 ''E' vero, il ciclismo sta facendo molto contro il doping. Ma ho sentito tante volte dire che il peggio era passato - controbatte Damiano Cunego, uno dei grandi assenti del Giro di quest'anno - Le cose sono migliorate? Alfredo e' sempre ottimista. E' difficile raggiungere una situazione ottimale'' dice il capitano di una squadra come la Lampre coinvolta in questi giorni nell'inchiesta di Mantova. ''Ho visto i miei compagni. Certo sapere che sei implicato ti toglie concentrazione...''. Il veronese, che quest'anno e' tornato a vincere dopo un 2010 nero, dopo le classiche punta al Tour.
Anche lui scommette su Contador. ''Negli ultimi anni ha dimostrato di essere nettamente superiore nelle corse a tappe, in salita e nelle cronometro. L'incubo squalifica? L'ho visto andare forte questa primavera e i problemi ce li aveva gia' allora''.
 Idealmente, comunque, anche lui sara' a Torino con i compagni per festeggiare l'Unita'. Ma senza trionfalismi. ''Io sono per il tricolore e la bandiera ma non da starci male. Tutti questi festeggiamenti li trovo esagerati. Ma non dite che sono anti italiano...''.

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COMMENTI
lo scorso inverno....
4 maggio 2011 21:21 superpiter
invece scommise su quelle di Riccò...

5 maggio 2011 09:14 scatto
x me lo portano un po troppo x far piacere a qualcuno ma io che lo ho visto crescere non ne vedo tutta queste qualita' al pari di visconti e chi non e' daccordo fra poco si ricredera'.arrivederci alla prossima puntata

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