GIORNALE DI VICENZA. Metti quei controlli tra gli Esordienti...

| 22/04/2011 | 09:00
Prevenzione o accanimento? Questione di punti di vista. Questa volta nei laboratori dell'antidoping non sono provette con su scritto il nome di questo o quel campione del ciclismo. I controlli della discordia si sono verificati domenica scorsa al termine di una gara di esordienti organizzata a Montecchio Precalcino. Un controllo decisamente inusuale quello, probabilmente nel nome della nuova politica di prevenzione e controllo adottata dal Ministero della Salute a tutela della salute dei giovani tesserati. Alcuni dei concorrenti del primo e del secondo anno, ragazzini di 13 e 14 anni, una volta conclusa la gara sono stati accompagnati in un locale nelle vicinanze del traguardo, dove un funzionario del Coni e un infermiere hanno raccolto dei campioni di urina di entrambi. 
Vedere in azione gli ispettori antidoping è di prassi fra i professionisti, occasionale fra i dilettanti, rarissimo nelle categorie minori. 
A Montecchio, fra coloro che hanno assistito increduli al loro intervento, c'era anche Renzo Gandini, il presidente del comitato provinciale della Federazione Ciclistica Italiana. 
«È stata una cosa che nessuno si aspettava, tanto meno io - afferma Gandini -. Tutti erano sorpresi: genitori, organizzatori, accompagnatori, gli stessi concorrenti. Per fortuna i genitori degli atleti controllati l'hanno presa bene. Uno dei due ragazzini era talmente emozionato che non riusciva neppure a fare la pipì».
«Dal mio punto di vista è stato un triste spettacolo - aggiunge il capo della Federciclo vicentina -. Con tutti i numeri da marziani che si vedono nelle gare dei grandi, mi sembra un'assurdità che gli organi nazionali della giustizia sportiva non trovino modi migliori per spendere i soldi. Queste sono categorie che devono ricevere solamente segnali di fiducia. Già noi ciclisti passiamo tutti per drogati, ci manca solo che arrivino gli ispettori a instillare il dubbio anche nel ciclismo giovanile. Mi metto nei panni di un genitore, che già è in apprensione perché i ciclisti si devono allenare in mezzo alle auto: se sospetta che girino sostanze strane anche fra i tredicenni, molto probabilmente suo figlio cambierà sport. Dagli juniores in su controlli a tappeto - conclude  Gandini -, ma l'antidoping non può riguardare esordienti e allievi».
La posizione di Renato Di Rocco, presidente della Federazione Ciclistica Italiana, è diametralmente opposta: «Credo che si debba fare uno sforzo culturale e accettare l'idea che dobbiamo intervenire con la prevenzione sin dai 13 anni. Questi controlli sono svolti da ispettori del Coni e sono disposti dal Ministero della Salute. Se ne fanno trenta, quaranta all'anno. Il consenso dei genitori è implicito, dal momento che hanno firmato le tessere dei loro figli. Non bisogna ritenere la presenza degli ispettori del Coni un atto d'accusa nei confronti del movimento giovanile - sottolinea Di Rocco -. I genitori e le società in questo modo hanno una garanzia in più sulla pulizia dello sport, sanno che tutti sono sulle stesso piano, cosa che già da alcuni viene messa in dubbio. E comunque va detto con grande onestà che anche fra i giovanissimi ci sono padri che mettono nelle borracce dei bambini bevande ad alta concentrazione di caffeina, sostanza proibita. Allora una riflessione bisogna farla, e accettare anche questo deterrente ad una mentalità che nel tempo può portare al doping pesante. Se gira la voce che c'è l'antidoping anche fra gli esordienti tanto meglio: si chiama prevenzione».
Visioni contrapposte su come combattere il male più ostinato di cui soffre il ciclismo.

Eros Maccioni
da Il Giornale di Vicenza


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COMMENTI
e no caro sig. Gandini ...
22 aprile 2011 16:23 gianca1960
Sig. Gandini , se lo lasci dire da padre e direttore sportivo , lei il problema o lo vede dalla parte sbagliata o vive in una palla di vetro e non sa quello che le succede intorno .... sono anni che mi batto per questo , era ora , insegnamo piuttosto ai ragazzi ad amare la''FatIca '' invece di preoccuparci se fanno l'antidoping , perchè se un ragazzo non ha nulla da temere .... non si preoccupa , e così facendo anche i furbi cominciano ad avere paura e forse riusciremo ad avere in futuro un ciclismo pulito .

CHI E' PULITO NON HA NIENTE DA TEMERE
22 aprile 2011 21:31 falco
FACCIAMOLI I CONTROLLI ANCHE AI RAGAZZINI COME AGLI JUNIORES AI DILETTANTI E SOPRATTUTTO AI CICLOAMATORI. TANTO, CHI E' PULITO NON HA NIENTE DA TEMERE.

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