Caso Riccò. Enzo Varini: «Spegniamo i riflettori su Riccardo»

| 13/02/2011 | 15:24
Ill.mo direttore,
sono Enzo Varini segretario della US Formiginese la prima società ciclistica di Riccardo Riccò, ricordo come fosse ieri quando nel febbraio del 1996 gli consegnai la prima bicicletta (un po’ sgangherata).
Riccardo (per il suo modo di fare) non ha mai avuto particolare
riconoscenza per chi lo ha avviato al ciclismo, ma la US Formiginese,
Formigine ed i suoi tifosi gli hanno sempre voluto bene ugualmente e lo
hanno affiancato con entusiasmo nelle iniziative a suo nome.
Sul piano sportivo non c’è nulla da dire, gli è stata concessa una seconda
possibilità (senza contare le infinità di problemi tra juniores ed under)
e messo nelle migliori condizioni per giocarsela,  ma sul piano umano
credo che la posta in gioco per Riccardo sia molto elevata, parliamo di
una persona che ora ha la seconda possibilità di vivere (la prima se l'è
giocata domenica 6 febbraio all’ospedale di Pavullo) e non è da tutti.
Ora però è giunto il momento di fare un serio esame di coscienza per tutte
quelle persone che lo hanno affiancato (direttori sportivi, procuratori,
compagni, massaggiatori, presunti manager, amici, ecc..) nel corso degli
anni della sua carriera sportiva a partire dalla categoria juniores fino
ai giorni nostri. Nessuno di noi ha capito (o meglio non abbiamo voluto capire) che eravamo davanti ad un ragazzo che se anche aveva i numeri per essere un grande ciclista, mentalmente e psicologicamente non poteva reggere il ruolo del grande campione, ed in alcuni casi forse chi era al suo fianco ha voluto furbescamente approfittare delle sue debolezze fino a fargli rischiare la vita. Ora sarebbe fin troppo facile anche per il sottoscritto accodarsi al coro delle critiche e degli insulti, non lo faccio perché la situazione è critica, e chi lo fa’ in particolare persone importanti ciò vuol dire che la storia a loro non ha insegnato nulla.
Non voglio fare commenti sulle dichiarazioni di personaggi come Bettini e Moser (meglio lasciare perdere) e per ultimo anche del dott. Squinzi
(comodo dire ora “io non volevo Riccò al Centro Mapei”), mentre voglio
sottolineare la dichiarazione di Gianni Bugno fatta con molta signorilità.
L’augurio è che le indagini aperte dalla magistratura modenese possano
fare piena luce su questa squallida vicenda ed assicurare alla giustizia i
responsabili.
Ed ora direttore le chiedo di spegnere i riflettori (nel limite del possibile) su Riccardo, che per il quale inizia forse la corsa più difficile ed impegnativa questa volta senza la bicicletta, ed affidarsi ad un gregario del tutto particolare che è suo figlio Alberto.
Una ultima cosa, al presidente  FCI Dott. Renato Di Rocco, vigilare un po’ di più, non può essere che siano affidate squadre giovanili a persone che hanno un curriculum del tutto invidiabile in fatto di doping, se queste
persone vogliono stare nel mondo del ciclismo c’è posto per tutti, in
particolare per spostare transenne, presidiare incroci durante le gare.

Enzo Varini segretario US Formiginese

Gentilissimo signor Varini,
nel limite del possibile daremo notizia sulle condizioni di salute di Riccardo. Nel limite del possibile informeremo gli appassionati (e sono tantissimi) che hanno gioito e penato al fianco di questo ragazzo che ha fatto parlare di se più per vicende scabrose che per le sue doti di ciclista. Nel limite del possibile spero che anche i blogger siano corretti e misurati. Nel limite del possibile non può pretendere che si spengano i riflettori su una vicenda tanto delicata quanto importante.
Infine una nota: mi creda, tre mesi fa il dottor Giorgio Squinzi espresse al sottoscritto tutte le perplessità del caso. Fu solo per rispetto nei confronti di Aldo Sassi - ormai dilaniato dal male e convinto che quella sarebbe stata la sua ultima grande scommessa -, che decise di fare un passo indietro e lasciò fare. Per questo il tradimento ad Aldo Sassi, e l'ulteriore dolore recato ad un grande appassionato di ciclismo come Squinzi, sono una colpa gravissima che pone Riccardo Riccò spalle al muro, lontano da qualsiasi tipo di attenuante.


Pier Augusto Stagi - direttore di tuttoBICI e tuttobiciweb.it
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COMMENTI
Lettera
13 febbraio 2011 16:45 Andy77
Sono d'accordo con il Direttore di Tuttobici anche se, personalmente, avrei aggiunto dell'altro ma forse per rispetto si è limitato.

Il Signor Varini conoscerà bene il Corridore e l'Uomo Riccardo Riccò quindi dovrebbe anzichè criticare Bettini, Moser, Di Rocco pensare di più al suo compaesano. Aggiungo che se vuole abbassare i riflettori poteva pensarci prima evitando di inviare una lettera che non aggiunge nulla di nuovo.

Ultima cosa: Il Signor Varini essendo il segretario della US Formigine (Società cicistica) per sua stessa ammissione non dovrebbe prima del Presidente Di Rocco a vegliare sulle Società minori (avrà altri problemi) su chi frequente le società ma il Segretario. Che AUTOGOL!

Un sistema marcio che fanno la morale
13 febbraio 2011 20:35 RM
La parole DEI x pro non meritano riposta la verita la sapiamo tutti oggi
Un paese chi a lasciato solo un grande CAMPEON come PANTANI al punto fino alla sua dramatica fine non mi meraviglia oggi la tempesta di tutti contro il sospetto ideal .
RICCO non a detto niente fino a oggi e facile sparare su UNO a ospedale buffoni ma non credo che e idiota come dice un certo che Si crede il boss del gruppo .
Il gruppo dovra respondere ai I fans e tifosi che sarano al giro sulle le salite .
BETTINI pens a a gestire bene il team ITALIA perche che tatica idiota l anno scorso. Invece ti parlare a vanvara con I amici che anno residence a MONTECARLO ?
FORZA RICCO E CONTADOR I VERI CAMPEON

Ultime notizie RICCO sta molto meglio
13 febbraio 2011 21:38 Vincent
E uscitto reanimazione e sta molto meglio aparte tutte queste storie spero che Si riprende .
Corragio e DIVENTETI bene perche Sara una lotta dura .
CONTADOR la situazione sembra meglio vedremo FORZA e corragio anche per te .
Riguardando l ambiente anno fatto vedere una altra Volta chi sono e sono meno credibile di prima.

ricco'
13 febbraio 2011 22:11 vas
caro sig ENZO VARINI mi complimento con lei per la lettera pero' al giorno d'oggi i ragazzi non sono piu' capaci di fare dei sacrifici per ottenere dei risultati basta vedere i professionisti giovani dai 20 ai 25 anni con che macchine riescono ad andare in giro (premetto che ci sono corridori un po' piu' seri)
pero' un ragazzino che viene ingaggiato ed ottiene un po' di vittorie o piazzamenti subito il suo budget cresce e la prima cosa che fanno?
macchina sportiva
telefonini di ultima generazione
televisori 50 pollici
ragazze
e trascurano i veri valori
purtroppo ormai viviamo in una societa' che se non sei alla moda sei tagliato fuori dal mondo e dagli (amici)
se cosi' si possono chiamare
se riesce chieda al sig.RICCO quando aveva dei problemi quanti dei suoi presunti amici gli hanno dato una mano
un saluto VAS

RM E Vincent
14 febbraio 2011 10:19 falco
Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire

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