Parla Camorani. Strani sms: l'obiettivo era incastrare Riccò

| 23/09/2010 | 11:45
Agosto 2009: Giovanni Camorani è in vacanza sul Lago Trasimeno. Durante un’uscita mattutina in bici, riceve uno strano messaggio sul cellulare. Poi un altro, e un altro ancora. E’ cominciata così l’operazione «Cobra-Red», l’inchiesta di Perugia che martedì ha portato all’arresto di 6 persone tra cui il ciclista professionista Enrico Rossi, e a 35 denunce a piede libero. Con un’accusa pesante: associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze dopanti. Secondo il colonnello Pierluigi Felli e il capitano Marco Vetulli, di questa vicenda la figura centrale è proprio Enrico Rossi (immediatamente sospeso dal team, la Flaminia, giudicata «completamente estranea» alla vicenda). Camorani, è proprio lei allora il preparatore atletico da cui è cominciato tutto? «In verità sono un metodologo. Ho ideato un particolare sistema di allenamento, "Forza&Ossigeno". E utilizzo la "RotoPress", una bike con misuratore di watt con cui si può pedalare in diverse posizioni: 0˚, 90˚, 180˚. L’hanno utilizzata e la utilizzano diversi atleti. Tra questi, Riccardo Riccò, che ho conosciuto quando era andato alla Flaminia, l’anno scorso, per l’amicizia che mi lega al team manager, Roberto Marrone». D’accordo. Però conferma che è stato lei ad avvisare gli inquirenti di quegli strani messaggi ricevuti? «Sì. Ero in vacanza con mia moglie a Passignano sul Trasimeno, dove ho una casa (il suo studio è a Ciano d’Enza, provincia di Reggio Emilia, ndr). Durante un allenamento mi arriva questo messaggio: "Ciao, sono Cobra Riccò, ho bisogno di tot (non ricorda il numero esatto, ndr) unità di Epo, Nesp, anabolizzanti e compagnia bella"». Il mittente? «Non era il numero di Riccò. Ho provato a richiamare, ma senza esito, non ricordo se suonava a vuoto o era spento. Ho pensato a uno scherzo, peraltro di cattivo gusto, ma il giorno dopo ricevo un altro messaggio: "Passo stasera a ritirare la roba". E poi un altro ancora, stavolta da un mittente sconosciuto: "Ho i valori bassi". Sempre firmati Cobra Riccò o Richi R.». Che cosa ha fatto allora? «Mi sono preoccupato e sono andato alla stazione dei Carabinieri di Tuoro sul Trasimeno, la più vicina alla mia abitazione. Mi hanno messo in contatto con il capitano Marco Vetulli, al quale ho spiegato la situazione. Solo ora ho letto che l’utenza sarebbe stata di un fantomatico cinese». Scusi, Riccò l’aveva avvertito? «Certo, naturale visto che veniva tirato in ballo. Si era messo a ridere e non aveva dato grande importanza alla cosa. Poi era finita lì». E adesso, che idea si è fatto dell’inchiesta? «Io ho avvisato le autorità perché volevo tutelaremee lo stesso Riccò. Mi è sembrata la cosa più logica. Ho sentito Riccardo martedì e mi ha detto che aveva subito una perquisizione, ma era tranquillo. Chiaramente, se un’operazione si chiama "Cobra" èmolto facile accostarla a Riccò che ha proprio quel soprannome. Penso però che sia giusto fare chiarezza. Devo anche aggiungere che non conosco l’inchiesta nei dettagli e quindi mi riesce difficile esprimere giudizi». Conosce Enrico Rossi? «No, non ho mai lavorato con lui». Chelei sappia, quali sono i rapporti tra lui, la sua famiglia e Riccò? «Riccò è il compagno della sorella di Rossi, Vania. Ma diciamo che con Enrico, e con il padre Antonio, Riccardo non aveva quei rapporti che sarebbe lecito attendersi tra chi è praticamente imparentato».

da «La Gazzetta dello Sport» del 23 settembre 2010
a firma Ciro Scognamiglio
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COMMENTI
STESSA STORIA
23 settembre 2010 13:41 orsetto
Allucinante e non riesco a capire perchè vogliono massacrare Riccò il quale ha le sue colpe ma sono simili a tutte quelle di quei corridori "fessi" che cascano nel doping...la stessa tattica adottatta con Pantani isolato dall'ambiente e subdolamente accusato mentre era un grande campione che non voleva subire i ricatti dei mascalzoni e lì, purtroppo, ci sono riusciti.Il doping è una piaga che è difficile da estirpare anche perchè il giro è milionario ed alberga in tutti gli sport chi più e chi meno.Qualcuno su questo blog ha scritto doping libero e penso che sarebbe una soluzione l'altra è quella della tolleranza zero.E per Riccò finiamola con questo massacro o dentro con gli stessi diritti di tutti gli altri che hanno sbagliato come lui o fuori e così si conclude il massacro con tanta gioia della "gentaccia".

preparatore, metodologo !!
23 settembre 2010 15:00 stc
Purtroppo essendo una figura non regolamentata, il sig: Camorani si definisce o viene definito preparatore senza arte ne parte (quali titoli ha ? )

PREPARATORI
23 settembre 2010 16:18 scatto
mi fa specie che ciclisti SUPERPAGATI e a livello MONDIALI si affidano a certa gente IL MARCIO COMINCIA DA QUA.......aprite gli occhi.

NON CAMBIANO MAI
23 settembre 2010 19:22 jaguar
AI giustizialisti non va bene mai nulla....ora se la prendono con questo signore che ha permesso di alzare "il coperchio della pentola"....mi sorge un lecito dubbio sulle manfrine di questi giustizialisti....ma da quale parte stanno?

PREPARATORE
23 settembre 2010 21:08 Capitano
PREPARATORE, MA COME FA LA GAZZETTA DELLO SPORT A SCRIVERE DETEMINATE NOTIZIE, UNO SI PUO' DEFINIRE PREPARATORE SE HA STUDIATO, ALTRIMENTI, PUO' ESSERE UN ALCHIMISTA, UN PICCOLO CHIMICO, OPPURE UN SEMPLICE EX INFERMIERE.....SE CI FOSSE PIU' PROFESSIONALITA' A TUTTI I LIVELLI LE COSE ANDREBBERO MEGLIO, QUINDI I GIORNALISTI VERI DEVONO FFARE I GIORNALISTI, I PREPARATORI VERI I PREPARATORI, E COSI VIA ALTRIMENTI TUTTI SI POSSONO IMPROVVISARE QUALSIASI COSA SCORCIATOIE VAIE COMPRESE, CAMBIERA' QUALCOSA..? ATTENDIAMO NOTIZIE.
ABASSO IL DOPING E W IL CICLISMO E LE PERSONE SERIE E PROFESSIONALI. BERòESE ROBERTO

camorani
23 settembre 2010 21:25 prototipo
complimenti alla redazione per tutta la pubblicità gratuita che state facendo a "questi 2 imbroglioni" ,,,,il suo studio è a Ciano d’Enza, provincia di Reggio Emilia, ndr)«In verità sono un metodologo. Ho
ideato un particolare sistema di allenamento, "Forza&Ossigeno". E
utilizzo la "RotoPress", una bike con misuratore di watt con cui si può
pedalare in diverse posizioni: 0˚, 90˚, 180˚.complimenti

calma
23 settembre 2010 21:28 scratch
Ragazzi, è l'ennesima dimostrazione che qualsiasi persona nel ciclismo può fare tutto; un anno il giornalista, un anno il team manager, l'anno dopo il massaggiatore, il direttore sportivo e poi il fotografo. Sono esempi logicamente che rispecchiano molto la realtà

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