L'INTERVISTA. Daniele Fiorin, psicologia vincente

| 02/09/2010 | 00:07
È proprio una bella immagine quella di un allenatore che dà anima e corpo per i suoi ragazzi e si commuove per le loro vittorie, che in fondo sono anche sue.
Quello che vedete nella foto è Daniele Fiorin, direttore sportivo del Gs Cicli Fiorin e tecnico federale del settore pista della regione Lombardia, che non riesce a trattenere le lacrime dopo le emozioni vissute a Mori, in occasione dei campionati italiani di pista dello scorso agosto. Non ha ancora 40 anni, ma da più di 20 allena con grande passione giovani ciclisti, che in tante occasioni lo hanno fatto piangere di gioia. L’amore per le due ruote è nel suo dna: ha iniziato a correre da bambino, per poi iniziare a seguire i giovanissimi della Fiorin (fondata da papà Guido nell’87) quando era solamente un ragazzino che correva tra gli allievi. Si è diplomato professore Isef (Istituto Superiore Educazione Fisica) con una tesi sul ciclismo da 110 e lode, che ha ricevuto il premio di miglior tesi dell’anno primeggiando tra gli altri anche su quel Luca Guercilena, oggi considerato uno dei tecnici più prearati al mondo.
«Come tecnico lombardo ho ottenuto diverse soddisfazioni, con la società GS Fiorin sono a quota 39 medaglie d’oro nazionali, di cui 36 maglie tricolori e 3 titoli come miglior squadra. Imposto la programmazione affinché i ragazzi arrivino al top agli appuntamenti che contano e per ora è spesso andata bene. Non mi interessa vincere 50 corse all’anno, ma centrare gli appuntamenti che contano, in strada come in pista e nel ciclocross».
 
La sua filosofia si dimostra vincente.
«Più che un buon allenatore credo di essere un discreto psicologo. Cerco di capire come ragionano i ragazzi, cosa passa loro per la testa. Parlo molto con loro e li motivo più che posso. Mi metto alla pari dei giovani atleti che seguo e mi impegno per ottenere il più possibile da ognuno. L’aspetto umano è importante ed è senz’altro grazie a quello che quando li vedo trionfare mi sento di aver vinto con loro. Sarà per questo, che ogni volta mi emoziono come fosse la prima gara».
 
É accaduto anche ai recenti campionati italiani di pista, durante i quali i ragazzi da lui diretti l’hanno fatta da padroni...
«La Lombardia è stata una delle migliori regioni quindi non posso che essere felice. Per descrivere la prestazione dei ragazzi che seguo giorno dopo giorno come ds non ho quasi parole. Le ragazze Juniores sono state fantastiche. Ero consapevole che avremmo potuto fare molto bene, ma non mi aspettavo 15 medaglie  e soprattutto di salire sul podio in tutte e 9 le specialità. I ragazzi potevano fare meglio, ma non posso assolutamente lamentarmi. È andata benissimo così, poi a vincere troppo si rischia di risultare antipatici!».
 
Le atlete di Fiorin hanno portato a casa 4 ori, 6 argenti e 5 bronzi,oltre alle due convocazioni ai prossimi europei di San Pietroburgo di Maria Giulia Confalonieri e Chiara Vannucci. Questi risultati insieme agli altri ottenuti dal resto della delegazione lombarda ripagano appieno i tanti sacrifici del tecnico brianzolo.
«Per essere presente ai collegiali e allenare i ragazzi nelle tre settimane che hanno preceduto gli Italiani ho fatto su e giù da Pescara, dove mia moglie Marianna e i miei due bimbi Sara e Matteo erano in vacanza. Ho rinunciato alle ferie, ma ne è valsa la pena».
 
Parlando della sua squadra Daniele, a cui la volontà di certo non manca, ci confida che però purtroppo gli sponsor scarseggiano...
«Spero che i risultati portino qualche soldo perché per fare progetti e seguire al meglio i ragazzi servono anche quelli. Un vivaio florido richiede tanto lavoro, sarebbe bello che le squadre delle categorie superiori decidessero di investirvi».

Nonostante i problemi economici del team e le tante fatiche per seguire il folto gruppo di ragazzi e ragazze sotto la sua ala, “Dany” continua la sua attività con grande entusiasmo. Per tutto quello che fa merita un ringraziamento a nome di tutti i suoi ragazzi, per i “coniglietti” che ha già tirato fuori dal suo cilindro e quelli che verranno. Un grazie anche dalla sottoscritta, che come tanti si è innamorata del ciclismo grazie a un bravo allenatore. Indovinate chi è...

di Giulia De Maio
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