Val d'Aosta, si conclude il racconto della De Nardi Colpack

| 29/08/2010 | 18:26

Ciao a tutti sono ancora io, Davide Orrico che vi racconterò questa nostra ultima giornata passata in Francia… vorrei iniziare il diario odierno con una sola parola che rispecchia alla perfezione il mio stato d’animo FINALMENTE ! Non solo perché sono riuscito a portare a termine l mio secondo Giro della Valle d’Aosta ma soprattutto per il fatto che dopo 5 giorni di tentativi sono riuscito ad andare in fuga e come mi dice sempre la nostra Team Manager Rossella “Meno Mal” …

Tutto inizia alle 6 quando suona la sveglia e io e gli altri due superstiti di questa nostra battaglia durata sei giorni ci rechiamo a fare colazione in un centro poco lontano dal nostro albergo, una colazione non troppo abbondante perché la tappa         
di oggi misurava solo 88 km. Dopo la colazione siamo tornati in albergo per prendere le nostre cose e recarci al quartier tappa dove alle 9.30 ha preso il via la nostra ultima fatica.

Sulla carta si presentava come la più semplice di questo Giro ma come accade spesso i pronostici non vengono rispettati e vi dico anche il motivo. Avevo già intenzione da ieri di partire subito all’attacco  visto la breve distanza da coprire e infatti dopo soli 300 metri dal via mi trovo in fuga con altri 8 corridori, accordo ottimo, via si gira in doppia fila e al km 20 di corsa all’imbocco della prima asperità di giornata delle complessive tre da fare il nostro vantaggio sfiora i 2 minuti… ma… in salita iniziano i primi problemi perché in fuga con noi c’erano due corridori in classifica che in un primo momento animavano la fuga con grandi “menate” ma appena il gruppo ha iniziato a recuperare anche loro hanno iniziato a risparmiarsi facendo sì che il nostro vantaggio andasse sempre più scemando… ma fin qui ancora tutto ok, siamo davanti la fuga continua.

Arriviamo al primo Gpm, i soliti scatti per aggiudicarselo e si rincomincia a girare il vantaggio scende ora siamo a 1 minuto e 15 secondi avanti al gruppo guidato dagli uomini Zalf e Trevigiani che puntavano a questa tappa avendo nelle loro file alcuni dei favoriti di giornata.

Dopo il primo gpm una breve discesa ci fa rifiatare, devo ammettere che è stato difficile rimanere con i fuggitivi sulla prima salita il ritmo era elevato e le mie povere gambe non ne volevano proprio sapere di darmi una mano e girare con fluidità (penso siano cose che succedono se già alla prima tappa si è in fondo al gruppo a lottare per non staccarsi) ma la discesa è breve e subito dopo inizia la seconda salita di giornata e il gruppo si avvicina sempre di più, la fuga perde pezzi infatti ci stacchiamo io e altri due corridori, ma per nostra fortuna il gruppo è a soli 10 secondi quindi vengo riassorbito senza troppi rimpianti visto che la stessa sorte è toccata agli altri compagni di avventura dopo un solo chilometro .

I chilometri scorrono veloci, passa anche il terzo Gpm dove il mio compagno Zilio (Gianfranco Zilioli) inizia a soffrire a causa di un forte dolore al ginocchio, lo accompagno alla macchina del medico di corsa per cercare di rimediare al problema, e rientriamo in gruppo nel frattempo  gli attacchi si susseguono fino a quando dopo un tratto di discesa molto scorrevole il gruppo si ferma e ci riprovo, ancora all’attacco questa volta in compagnia del mio compagno “Ville” (Davide Villella) la fuga sembra prendere piede, non ci sono uomini di alta classifica insieme a noi solo tanti altri ragazzi che come noi cercano di lasciare il segno in questo Giro. A 20 km dal traguardo il nostro vantaggio è incoraggiante un minuto e 10 secondi ma poi come spesso accade chi si sente battuto prova ad anticipare e di conseguenza l’accordo svanisce, si va avanti a scatti fino a 15 km dal traguardo quando un corridore della Bata attacca e fa il vuoto io e Villella cogliamo al volo l’occasione e ci lanciamo in un attacco di coppia che in un primo momento sembra buono ma altro problema …. Vi chiederete quale??
Beh ve lo dico subito, Davide cetra un tombino in pieno e rompe la ruota posteriore che ora tocca contro il freno ma questo è il meno visto che con la nostra voglia di arrivare al’arrivo avrebbe potuto continuare anche con entrambe le ruote bucate… hihihi… ma il problema più grosso è che insieme a noi non ci sono corridori della Zalf e della Trevigiani che sono sempre stati i promotori degli inseguimenti sulle fughe di giornata, quindi il nostro tentativo diventa vano a 8 km dal traguardo, stanchi e un po’ delusi ci lasciamo sfilare in fondo al gruppo, ma ultima sorpresa di giornata DOV’E’ Zilio ?!?!??!

Il gruppo si era rotto in 2 grossi tronconi a causa delle strade strette e tortuose, ma per nostra fortuna non è troppo lontano dal gruppo principale quindi aspettiamo il suo drappello e ci mettiamo davanti a tirare per ricucire il gap … Pfffff… per fortuna evitato anche questo problema… anzi no visto che dopo soli 500 metri dal ricongiungimento inizia uno strappo duro, molto duro che è situato a soli 4 km dal traguardo e Zilio che è appena rientrato è in fondo al gruppo due battute veloci scambiate con lui e mi dice che va tutto bene, ci avrebbe pensato lui a rimontare .

Inizia lo strappo io mi stacco dal gruppo e osservo in lontananza il nostro stambecco che recupera sul gruppo e Ville si ferma a cambiare la ruota ora che i giochi sono quasi fatti cerca sollievo e cerca di fare un po’ meno fatica per arrivare all’arrivo… Questi sono i nostri ultimi chilometri del Giro della Valle d’Aosta da qui in poi il mio tragitto verso l’arrivo è passato in mezzo alle ammiraglie, quello di Ville insieme ad altri corridori staccati per altri motivi e quello di Zilio una lunga rincorsa per rimanere insieme al gruppo e non perdere i 4 secondi che lo separano dal corridore americano che lo segue in classifica ma per fortuna tutto fila liscio. Zilio mantiene la sua nona posizione in classifica generale.

Ora passiamo alla cronaca come dicono sempre nei telegiornali… La tappa è stata vinta da Boem della Zalf su Sgrinzato e Graziato rispettivamente della Trevigiani che sono riusciti ad evadere dal gruppo che viaggiava a forte andatura sullo strappo di cui vi parlavo prima. Complimenti a loro.

Ora , un lungo sospiro e una sgranchita alle mie dita e iniziamo con i ringraziamenti dopo questa bellissima esperienza che lo scorso anno mi ha visto chiudere nelle venti posizioni della classifica le gambe erano leggere come piume, come quest’anno dopo tutto, quest’anno però intendo partendo dal fondo… ahahah e le gambe si sono trasformate da piume ad incudini ma nonostante ciò questo Giro lascia sempre un bel segno non solo sulle gambe ma anche nella mente visto che i percorsi, le strade e i panorami sono da rimanere senza fiato .

Grazie ai nostri immancabili massaggiatori Avo e Mario che con tanta pazienza ci hanno sopportati e supportati in caso di difficoltà… che dire? Loro le 70 primavere sulle spalle proprio non le sentono … Beati voi e poi i vostri racconti sono davvero unici, mai noiosi e sempre ricchi di copi di scena a volte mi sembrava di essere in teatro haha! Grazie anche al nostro meccanico Cesare sempre attento facendo sì che le nostre bici alla partenza delle tappe fossero sempre pulite e perfette  e Cesare a sua volta ringrazia Villella per aver rotto 4 ruote… Bravi avete  fatto entrambi un ottimo lavoro.
Grazie anche al nostro addetto stampa Giorgio Torre che ci ha seguito per soli 4 giorni ma si è fatto sempre notare con i suoi servizi internet e le sue foto che immortalavano sempre i momenti migliori delle nostre prestazioni…

Infine un grazie ai miei compagni di Squadra con la S maiuscola visto che siamo molto uniti ed affiatati Stefano, Dico, Ville e Zilio mi avete fatto divertire ed insieme a voi sono stato bene e questi 6 giorni sono volati… A Stefano e Dico vorrei solamente dire che in questi 2 giorni in cui non ci siete stati la vostra mancanza si è sentita davvero tanto. Su  Stefano aggiungerei:  visto che il Giro Della Valle d’Aosta si sta rivelando la tua bestia nera l’anno prossimo spero di essere al tuo fianco per sfatare questo fastidioso tabù sono sicuro che ci riusciremo invece a Dico faccio un in bocca al lupo e incrocio le dita sperando in un suo passaggio nella massima categoria…

Comunque per  recuperare il tempo perso in questi due giorni chiederò a Rossella se possiamo andare tutti a Strozza in modo da stare vicini vicini hahaha.
Ultimo ringraziamento speciale a Rossella, Gianluca, Antonio e Oscar che hanno fatto si che questo Giro si potesse fare e che tutto andasse per il meglio.

Mi sono dilungato anche troppo oggi ma era doveroso, un saluto a tutti coloro che ci hanno seguiti sulle pagine del nostro diario e ai miei compagni di gruppetto che mi hanno fatto compagnia nei lunghi chilometri di agonia per tagliare il traguardo, i nomi da fare sono tanti e alcuni di loro non li conosco (Strano come direbbe la Ross) ma li ringrazio lo stesso e loro sanno di chi sto parlando…

Tornerò a rompervi presto visto che a breve il Giro del Friuli mi aspetta, ma per ora un grosso saluto e ancora tanti ringraziamenti a tutti!!!

Davide Orrico

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