tuttoBICI. Andrew, il "figlio di papà" McQuaid

| 20/07/2010 | 13:34
CASO ESEMPLARE. Della vicenda Franco Pellizotti siamo in attesa di conoscere elementi e sviluppi. Per il momento il corridore è relegato in un limbo in attesa di giudizio. Colgo l’occasione per rendere nota una vicenda conosciuta ai pochi e ignorata dai più: quella di Claudia Pechstein, tedesca di 37 anni, 5 medaglie d’oro Olimpiche nel pattinaggio velocità su ghiaccio, prima atleta squalificata (2 anni) per doping dalla Federazione Internazionale (ISU) in base a variazioni di parametri ematologici (passaporto biologico) senza alcuna dimostrazione diretta di sostanze o pratiche dopanti. Un pool di ben 14 «esperti» ha contribuito a decretare che le variazioni dei suoi reticolociti non potevano avere altre spiegazioni se non «manipolazioni ematiche illecite». Successivamente il TAS di Losanna, presso il quale Claudia si era appellata, consultati altri 4 «esperti», confermava la squalifica. La Pechstein, che si è sempre dichiarata innocente, non si è però arresa e si è rivolta al prestigioso Centro di Ematologia e Oncologia dell’Università di Berlino, dove le hanno diagnosticato una «sferocitosi ereditaria», difetto genetico che determina una maggiore fragilità dei globuli rossi, i quali vivono meno a lungo del normale a causa di oscillazioni e aumenti repentini dei reticolociti, specie in occasione di stress come sforzi intensi o malattie. Visionando i dati (www.claudiapechstein.de) dei numerosissimi test ai quali l’atleta è stata sottoposta nella sua carriera, è sorprendente constatare che nessuno degli «esperti» abbia sospettato questa forma di anemia emolitica. È interessante osservare come molti tra gli «esperti» consultati dalla ISU e dal TAS siano tra i padri fondatori o tra i sostenitori del «passaporto biologico»: Ashenden, Damsgaard, Sottas, D’Onofrio sono i nomi più conosciuti. Nel marzo scorso,  un gruppo di medici rappresentati dal Presidente della Società Tedesca di Ematologia e Oncologia, Prof. Gerhard Ehringer, ha accusato formalmente il TAS di aver valutato in maniera «parziale» il caso Pechstein e hanno escluso che le anomalie del suo quadro ematico siano dovute a pratiche dopanti. È di pochi giorni fa la notizia che la polizia elvetica ha sequestrato la documentazione del caso, ipotizzando un comportamento illegale da parte di ISU e TAS, in particolare per l’omissione di referti ematologici dell’atleta. Questo per dire che cosa? Che il passaporto biologico è strumento necessario per arrivare a scoprire i bari, ma non può essere l’unico mezzo per definire un atleta dopato. In altre parole: il passaporto serve a focalizzare le attenzioni su un atleta ritenuto ­- passaporto alla mano - a rischio, ma poi è necessario per non dire indispensabile, che l’atleta in questione venga trovato inequivocabilmente con il sorcio in bocca.

TECNICAMENTE, INUTILI. Al convegno di Salsomaggiore - febbraio 2010 - il dottor Luigi Simonetto aveva pubblicamente detto che al GiroBio di quest’anno sarebbero stati coinvolti i medici sociali delle squadre con incarichi importanti e con richiesta di proficua collaborazione. Proficua collaborazione che nel regolamento d’ingaggio è stato bellamente ignorata. In tutti i documenti inviati dagli organizzatori alle squadre, di medici sociali non viene fatto cenno. Alla fine, a fatica, in questa edizione del GiroBio questa figura importante e strategica è stata “tollerata” ma senza alcun reale coinvolgimento operativo. Non meglio è andato ai tecnici, che sono stati considerati a tutti gli effetti superflui. Tecnicamente inutili, per non dire poco graditi. D’altra parte i diesse in corsa potevano fare solo una cosa con assoluta autonomia: guidare le ammiraglie. Per il resto senza radioline, dalla partenza all'arrivo. Lontano dagli atleti il più possibile e quando era loro consentito farlo, questo doveva avvenire solo in certi momenti e in spazi comuni: insomma, considerati a tutti gli effetti come intrusi in libertà vigilata. Domanda: è questo il ciclismo del futuro? In attesa di una risposta, mi duole constatare il silenzio totale dei diretti interessati: medici e tecnici. Forse si accontentano di essere “tollerati”? La verità è che mi sembra di sentirli: “tanto è per soli dieci giorni all’anno, poi ognuno torna a fare quello che vuole”. Compresa la Federciclismo.

FIGLIO DI PAPA’. Ma se il papi non prova il benché minimo imbarazzo ad incassare un assegno di 100 mila dollari da Lance Armstrong pensate davvero che possa sentire un brividino scorrergli lungo la schiena per il beneamato figliuolo che di nome fa Andrew e di cognome casualmente fa McQuaid? Sì, Andrew McQuaid, figlio di cotanto padre, professione agente dei corridori e organizzatore di corse (Cyclothon Mumbay, in India, in predicato di entrare nel circuito ProTour). Procuratore di corridori di rango come Philippe Gilbert, oppure di giovani promettenti come Richie Porte. Il giovanotto irlandese ha un’agenzia, che si chiama «Azzurri Sport Management». L’Uci controlla i controllori, sbircia i passaporti biologici, dispensa opinioni sugli atleti più o meno affidabili e appetibili al mercato, e adesso è pronta a regolamentare la figura del procuratore, come annunciato con una nota del 17 giugno scorso: «Il CUPT - consiglio del Pro Tour - ha deciso inoltre di regolamentare la figura dell’agente dei corridori. L’Uci sarà, a partire dal 1° gennaio 2012, una delle prime Federazioni a predisporre regole severe in materia, per arrivare alla creazione di una lista di agenti riconosciuti e affidabili». Meglio se conosciuti. Come Andrew Mc Quaid: il figlio di papà.

Pier Augusto Stagi
da tuttoBICI di Luglio 2010
Copyright © TBW
COMMENTI
non ci stupiamo
20 luglio 2010 14:15 limatore
Noi Italiani non ci stupiremo sicuramente, abituati ai pastrocchi del calcio. Dove il "papi", convocava in Nazionale, i giocatori di tale agenzia di procura, dove per caso era socio il Figlio.

Business
20 luglio 2010 14:28 foxmulder
Come scrivevo in interventi precedenti la più evidente trasformazione del ciclismo negli ultimi anni è che in passato il business più succoso era quello relativo al traffico delle sostanze dopanti, mentre in quello moderno la "ciccia" è passata dalla parte dell'antidoping. Prossimamente, con l'ingresso in campo di queste nuove figure di mediazione e rappresentanza, impareremo dal calcio il doping amministrativo...

PROVOCAZIONE....MA NON TROPPO
20 luglio 2010 15:21 bric
Su questo Blog ho letto di una provocazione:Doping libero così chi si vuole far del male se lo faccia ed intanto nonostante la barca dei soldi che si spendono il fenomeno non diminuisce.....ed allora provoco anche io specialmente alla luce di questo articolo di Pier Augusto Stagi.....intanto tra consulenti ed avvocatinon si viene a capo di nulla aed lla fine pagano, come sempre, gli sfigati senza una lira ed allora meglio risparmiare e doping libero e così sia.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
La tragica scomparsa di Finlay Tarling ha trascinato il mondo del ciclismo nello sconforto. Molta è la tristezza, così come tante sono le domande che meriterebbero una risposta per spiegare la morte di un ragazzo di soli 19 anni. Il...


Come tuttobiciweb aveva anticipato due settimane fa, Letizia Paternoster da gennaio vestirà la maglia della Human Powered Health. La formazione statunitense, già protagonista di questo ciclomercato estivo con gli annunci di Lach e Dideriksen,  ha ufficializzato l’ingaggio della 27enne trentina...


Un’altra edizione, la tredicesima dell’Arctic Race of Norway, è giunta al termine regalando, come sempre ha fatto in passato, la consueta e apprezzata successione di paesaggi incantevoli, ripide scalate e attimi di grande folklore grazie al sempre caloroso pubblico...


Splendido finale di corsa e bis stagionale per il diciassettenne juniores Francesco Dell’Olio nel 4° Trofeo Irriducibili-Memorial Caduti sul Lavoro svoltosi a Terricciola sulle colline della Valdera in provincia di Pisa. Per la sua società di appartenenza il Team Vangi...


Con le prime due grandi corse a tappe della stagione ormai concluse, la Vuelta a España rappresenta l’ultimo capitolo delle gare a tappe di tre settimane del 2026. Tra montagne ripide, tappe per velocisti da affrontare a tutta, giornate collinari...


Fresco vincitore del Czech Tour, Andrew August ha firmato in contratto triennale con il team Pinarello Q36.5. Nato a Rochester, New York, il ventenne corridore statunitense arriva in un momento cruciale della sua giovane carriera. Reduce dalla vittoria finale al Czech...


Ventuno giorni dopo aver chiuso il suo primo Tour de France in quarta posizione, Paul Seixas ritrova il gusto della vittoria nel Profwielerronde Etten‑Leur, classico criterium olandese che richiama pubblico e big del ciclismo. Il talento francese della Decathlon CMA‑CGM...


Da sabato prossimo scatta il terzo e ultimo Grande Giro della stagione, la Vuelta. Si partirò da a Monaco e il percorso offrirà molte opportunità ai corridori Cofidis.  La squadra intende brillare negli sprint (con Bryan Coquard e Alexis Renard)...


Il giovane velocista belga Arnaud De Lie a soli 24 anni si prepara a chiudere un capitolo importante della sua carriera ciclistica. Dopo sei anni di successi e sfide con la Lotto-Intermarché, De Lie ha deciso di intraprendere una nuova...


Primoz Roglic sembra pronto a rimettersi il numero sulla schiena e a tornare protagonista alla Vuelta a España. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il 36enne sloveno dovrebbe essere al via della corsa spagnola che scatterà da Monaco...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra