Diario Bergamasca: il bilancio di un GiroBio agrodolce

| 21/06/2010 | 09:15

Si è concluso oggi il GiroBio 2010 con un bottino agrodolce per noi della Colpack De Nardi Bergamasca. Resta il rimpianto per quella crisi di fame negli ultimi due chilometri della salita del Montegrappa che ha compromesso le speranze di Stefano Locatelli (nella foto Rodella) di salire almeno sul podio finale della corsa… ma al contempo siamo contenti e soddisfatti per le prestazioni di tutti i ragazzi. Torniamo con una vittoria di tappa – e che vittoria – quella dell’assolo straordinario di oltre 40 km di Paolo Locatelli nella frazione con arrivo a Cesenatico. Con il secondo posto di Andrea Di Corrado a Salsomaggiore e il terzo posto di Stefano Locatelli nella penultima tappa, solo per ricordare i piazzamenti principali.


Il nostro leader Stefano Locatelli conclude per un solo e misero secondo al quinto posto della classifica generale, un piazzamento importante considerando tutto quello che è successo e che premia la caparbietà e la voglia di riscatto del ragazzo di Berbenno. Insomma le cose potevano andare meglio, ma ancora una volta usciamo a testa alta da questo GiroBio e con una condizione decisamente buona. Per l’ultimo appuntamento con il nostro diario dal GiroBio diamo la parola ad un “esterno”, ma che per il secondo anno, durante il Giro d’Italia dei Dilettanti, entra a far parte della nostra famiglia. È Aldo Savoldelli (nella foto sotto insieme a Stefano Locatelli), laurendo in scienze motorie all’Università di Verona, il nostro tutor che ogni giorno ci ha seguito con molta attenzione. È un bergamasco come noi, viene da Clusone e… ma lasciamo a lui la parola…E’ la mia seconda esperienza ed è stato un vero piacere seguire una squadra così organizzata, forte e simpatica come la Colpack De Nardi Bergamasca. E non lo dico solo per campanilismo. Tra l’altro la squadra quest’anno era tra le poche prescelte a far parte di un gruppo di monitoraggio speciale da parte di Garmin e SRM e che hanno avuto a disposizione anche una dietologa che di giorno in giorno ha seguito con me i ragazzi. La mia giornata tipo? Mi alzo, vado a svegliare i ragazzi e nel letto gli provo la pressione e la frequenza cardiaca a riposo. Poi, dopo che sono andati in bagni, li peso e faccio fare loro dei questionari sulla qualità del recupero dal sonno, sull’alimentazione del giorno precedente che forniscono dei parametri oltre che fisiologici anche psicologici sulla condizione dell’atleta. A questo punto, dopo la colazione, i ragazzi partono per la corsa, io li seguo a distanza e ho sempre fatto il tifo per loro, e ci ritroviamo al termine della corsa al rientro nel dormitorio. Mentre riposano sottopongo a loro altri questionari che riguardano la scala di percezione dello sforzo, ovvero lo sforzo percepito durante la tappa e anche questo è un parametro indicativo dello stress psico-fisico dell’atleta. Poi al termine di ogni tappa i ragazzi mi consegnano i Gps di cui sono dotati ed io scarico i dati sul mio pc e li analizzo a grandi linee.


Un’attenzione particolare nell’analisi diamo anche ad azioni particolari che gli atleti hanno fatto durante la corsa. Poi il grosso del lavoro di analisi sarà fatto nei prossimi mesi con lo studio di tutti i dati raccolti durante il GiroBio utilizzando la Scala di Borg.

In questo senso sarà interessante analizzare le due situazioni simbolo del Girobio della Colpack De Nardi Bergamasca: l’azione vincente e solitaria di Paolo Locatelli a Cesenatico e la crisi di fame di Stefano Locatelli negli ultimi chilometri della tappa del Montegrappa.  Il nostro obbiettivo, intendo di noi tutor e di tutto lo staff medico e scientifico che ha lavorato al fianco dei ragazzi durante questo GiroBio è: tutelare la salute degli atleti, monitorando eventuali sindromi di sovrallenamento. La registrazione di questi valori ci dà informazioni utili per avere un quadro di riferimento per il ciclismo e programmare l’allenamento. Il Giro è ormai finito ed un po’ mi dispiace. Perché mi trovavo bene con i ragazzi. Sono contentissimo di essere stato con loro in questa esperienza e mi mancherà soprattutto “Avo” (Guido Avogadri, il massaggiatore, ndr) che soprattutto la sera, prima di andare a dormire, ci ha fatto morire dal ridere. È un maestro. Oltre che in ambito ciclistico ha un grande spirito ed è capace di tenere allegro tutto il gruppo. Potrei quasi dire che è un intrattenitore. È simpaticissimo e ci ha fatto davvero divertire, non solo noi – ma si dai concedetemi di essere dei vostri – della Bergamasca. Grazie a te Aldo, tutta la squadra ti ringrazia e ti saluta. “An sa ét a Berghèm” (Tradotto: Ci vediamo a Bergamo). Ma prima di salutare tutto il popolo che pedala che con pazienza e speriamo simpatia ogni giorno ha seguito le nostre gesta, dobbiamo rammentarvi alcuni risultati che nel weekend i nostri compagni che non erano al GiroBio hanno raccolto. Sabato nella classica Trento-Monte Bondone Davide Villella ha chiuso al quarto posto, mentre oggi a Stallavena (VR) sempre Villella ha concluso al settimo posto. Ma con lui molto positive sono state le prove anche degli altri compagni, soprattutto Mossali, Conti e Crema.

 

 

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