Caso Bani, Torri ha ascoltato Viciani e Benvenuti

| 08/04/2010 | 20:23
ROMA – Il Coni questa volta vuole andare a fondo e vederci chiaro. Il caso Bani, il giovane positivo nell’estate scorsa alla gonadotropina corionica, squalificato 18 mesi, è tornato nell’agenda del capo della Procura antidoping del Coni Ettore Torri, che ha sentito nella mattinata due esponenti dello staff della Vangi Ambra Cavallini, la squadra cui apparteneva la giovane promessa toscana. Torri ha voluto vederci chiaro sulle accuse fatte da Bani ai dirigenti. “Ho fatto solo le iniezioni che mi facevano loro”, ha dichiarato in più occasioni. Cosa non difficile da credere solo a considerare la valanga di vitamine, pasticche, endovene, iniezioni e prodotti di recupero che emerge dai verbali dell’inchiesta come trattamento a molti corridori di quella formazione junior. Con la logica conseguenza – se i fatti fossero comprovati - che la responsabilità di quella positività debba essere almeno condivisa anche con i dirigenti della squadra. Ma qui sta il vero problema. Alle circostanze chiare e precise riferite da Bani, purtroppo non corrisponderebbero prove concrete. Anche nell’ultimo colloquio con Torri il dirigente Viciani che il ds Benvenuti hanno negato di aver mai fatto iniezioni o somministrato prodotti proibiti. Cure farmaceutiche sì (comprese le iniezioni), ma solo nell’ambito del lecito e c’è da chiedersi se non sia il caso di ridefinire il campo del lecito in questi settori giovanili se, come appare da più elementi di questa inchiesta, si usa spesso l’alibi della “reintegrazione” per pompare invece la prestazione. A che serve – ad esempio - il bicarbonato prima di una gara se non ad abbassare il tasso di acidità nel sangue e favorire sforzi più intensi? Non è una cura per la salute, ma un qualcosa per modificare la prestazione, tant’è che nella forma della somministrazione endovenosa (più efficace) è vietato come doping dalla legge 376/2000. Per Bani, che nel frattempo è stato tesserato con l’Amore & Vita Conad di Ivano Fanini, non resta al momento che confidare nell’inchiesta giudiziaria da cui potrebbero arrivare nuovi elementi di valutazione della vicenda.

da sportpro.it, a firma Eugenio Capodacqua
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COMMENTI
8 aprile 2010 22:34 fabrizio
La lista dei metodi proibiti in vigore dal 1 gennaio 2009 ribadiva la proibizione delle infusioni endovenose " tranne che nell'ambito della gestione di trattamenti chirurgici , di emergenze mediche o di specifiche indagini cliniche" (paragrafo M2 manipolazione chimica e fisica) ; l'elenco dei metodi proibiti in vigore dal 1 gennaio 2010 è ancora più tassativo e restrittivo. Se tutto questo è espressamente vietato qual'è " l'ambito del lecito " in cui queste cure farmaceutiche , compreso le iniezioni, venivano somministrate?
Se tutte le infusioni endovenose sono proibite, " l'ambito del lecito" diviene solamente un paravento per commettere dell'illecito. Mio figlio è stato punito perchè" colpevole di negligenza" ( probabilmente per la giustizia sportiva la negligenza e la non consapevolezza hanno la stessa valenza di chi, invece, assume consapevolmente e volontariamente sostanze dopanti ) , ma chi ha commesso l'illecito somministrando endovene proibite non è forse ancora più colpevole? Ritengo che una risposta, da parte di chi preposto, mi sia dovuta.
Fabrizio Bani

doping di squadra
9 aprile 2010 00:00 limatore
Considerare come doping di squadra questo, sulle basi di quanto affermato da un solo ragazzo,per giunta dopo essere stato trovato positivo, e non confermato dagli altri (da quanto ci è dato sapere) mi sembra rischioso. Allora cosa succederà alla povera Lampre, dove ci sono riscontri oggettivi?

Campo del lecito
9 aprile 2010 00:30 LorenzoFiuzzi
Credo che nello sport ad alto livello il campo del lecito sia un'utopia, e che l'unico scopo sia quello di non risultare positivi. I metodi ci sono.
Riguardo a chi dice che è innocente perché non sapeva cosa gli iniettavano, ... beh non ho parole.


9 aprile 2010 10:33 bloom
Ma smettela voi dirigenti della squadra juniores più forte d'Italia!
Che strana coincidenza il fatto che da quest'anno vince meno.....
Perchè Viciani, presidente del settore giovanile FCI, si permetteva di fare punture ai corridori minorenni, come da sua stessa ammissione sulla Gazzetta?
Bani ha detto più volte che Viciani prendeva queste fiale, senza etichetta, da frigoriferi.
Solo per questo una squadra così andrebbe chiusa

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