Zomegnan: partire dall'Olanda è un messaggio importante

| 30/03/2010 | 15:07
«La scelta di far partire dall'Olanda il Giro d'Italia non è stata per nulla casuale. I Paesi Bassi sono una nazione nella quale la bicicletta non è solo un mezzo di locomozione, ma un vero e proprio stile di vita. La città di Amsterdam si sta preparando al meglio per accogliere il prologo del 2010, tanto per fare un esempio nei mesi scorsi sono stati piantati un milione di tulipani rosa, il colore della corsa, che sbocceranno i primi di maggio in coincidenza della partenza del Giro».
Lo ha svelato Angelo Zomegnan, direttore del Giro d'Italia, intervenuto nel pomeriggio di ieri, ad una lezione speciale della XIV edizione del 'Master Sport-Master Internazionale in Strategia e Pianificazione delle Organizzazioni, degli Eventi e degli Impianti Sportivì organizzato in collaborazione dalle Università degli Studi della Repubblica di San Marino e dall'Università degli Studi di Parma.
Gli studenti del Master hanno inoltre potuto conoscere la stretta relazione che intercorre tra la Corsa Rosa, le municipalità coinvolte e gli sponsor: «La carovana del Giro è un serpentone lungo più di quattro chilometri - aggiunge Zomegnan -, è facile capire come questo sia un evento di promozione eccezionale sia per le aziende interessate a legare il proprio nome alla corsa, ma anche per i territori coinvolti dal passaggio degli atleti che grazie alla copertura televisiva possono sfruttare il Giro come occasione di promozione che genera un grande ritorno d'immagine».

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COMMENTI
30 marzo 2010 18:41 ciceinge
Non vedo cosa centri il giro d'Italia, potrebbe semmai organizzare li il giro
d'Olanda

partenze dall'estero
30 marzo 2010 19:28 rufus
Le partenze dall'estero stanno diventando una costante dei grandi Giri: soprattutto l'Olanda attira gli organizzatori in maniera clamorosa, ricordo la Vuelta l'anno scorso e quest'anno Giro e Tour. Non credo proprio per la varietà dei percorsi, essendo notoriamente il paese più piatto d'Europa con la Danimarca, quindi le ragioni di queste partenze vanno ricercate nelle disponibilità economiche che vengono esposte agli organizzatori. Nulla di scandaloso, sia chiaro, scopro l'acqua calda se dico che anche il ciclismo sta seguendo la china di altri sport che vanno dove corre il denaro, l'importante è che tutto questo non comporti stravolgimenti eccessivi soprattutto per i corridori.
Flavio Gibertoni

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