Giro: perché ci sono Bbox Bouygues Telecom e Cofidis

| 23/03/2010 | 09:27
Leggendo i commenti dei nostri blogger, si nota come abbia destato un po' di sconcerto la presenza di due squadre francesi come Bbox Bouygues Telecom e Cofidis nel novero delle 22 partecipanti al Giro d'Italia a discapito magari di altre formazioni italiane.
Qualche lettore ha cercato di spiegarlo, ma non tutti hanno compreso, quindi pensiamo sia giusto ribadirlo: le due formazioni francesi fanno parte di un gruppo di 16 team (allora tutti di ProTour) che alla fine del 2008 hanno sottoscritto un contratto biennale con gli organizzatori dei grandi giri, contratto che assicura loro la partecipazione a queste corse appunto per due anni. Ecco perché Bbox Bouygues Telecom e Cofidis correranno il Giro e disputeranno poi anche il Tour de France nonostante siano state "retrocesse" tra i Team Professional, senza passare attraverso le forche caudine degli inviti.
A partire dal 2011, naturalmente, le cose cambieranno, ma al momento il contratto c'è e deve essere rispettato. Bisogna sottolineare, tra l'altro, come Zomegnan abbia raggiunto un accordo con squadre come Euskaltel  e Française de Jeux, pure firmatarie del contratto con gli organizzatori, che non saranno al via del Giro, altrimenti i posti per le italiane sarabbero stati ulteriormente ridotti.
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COMMENTI
Finalmente
23 marzo 2010 10:05 mak1968
Finalmente viene fatto un articolo per chiarire alcuni aspetti che, purtroppo, i blogger che sono poco addentro al ciclismo in quanto "solo"(passatemi il termine solo non inteso a sminuire) tifosi che, essendo tali, poco conoscono i regolamenti del nostro sport. Il problema é che, a volte, parlare di regolamenti é un eufemismo per una serie di altri motivi che é inutile spiegare....

precisazioni
23 marzo 2010 15:46 mailman
Grazie per le opportune precisazioni, resta tuttavia la considerazione che per un corridore italiano la partecipazione al giro porta onore fama e contratti, non si tratta di semplici sfoghi di tifosi, ma di considerazioni legate alla professionalità dei corridori alla loro carriera ai loro guadagni, non possiamo come italiani sostenere carriere di altrettanto onorabili professionisti ma provenienti da altri paesi. Lo dice una persona di metalità apertissima di indole multi etnica e multi culturale, ma che conosce corridori che ogni mattina si alzano e danno onore alla loro professione, e che se è necessario vanno a fare anche i camerieri per potersi continuare allenare e che avrebbero necessità di "avere occasioni". Ad esempio il giochino BMC non mi è simpatico:"mancata iscrizione al pro tour tanto verremo invitati perchè abbiamo il campione del mondo"(tanto di rispetto al grande Cadel).
Grazie per lo spazio che ci date
Massimo Nardò
(forza Donato Cannone della Flaminia)

caro mailman,
23 marzo 2010 18:51 luca65
....la Bmc non ha solo Evans ma anche Ballan, Santambrogio, Hincapie e molti altri buoni corridori....secondo me il Pro tour andrebbe rivisto sicuramente per come garantisce gli accessi ai grandi giri.....sicuramente molte colpe sono della Uci e delle Federazioni nazionali , ma se ci sono corridori che fanno i camerieri per mantenersi purtroppo è colpa di un sistema che permette a certi team manager di affiliarsi in ogni dove ed anche di riaffiliarsi quando appena un anno prima han fatto danni gravissimi....vedi lo scorso anno Team Piemonte ed Amica Chips...solo per citare i più noti...ora chi và a firmare con manager simili potrebbe pensare che magari non è gente correttissima....

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