Dilettanti: l'inviato di Repubblica nel ritiro della Zalf

| 11/03/2010 | 09:23

Nei giorni dell'ultimo sussulto d'inverno, la Zalf Desirèe Fior, ha ricevuto una gradita visita presso il quartier generale di Castelfranco Veneto (Tv), quella dell'inviato di Repubblica, Eugenio Capodacqua; il famoso giornalista, che ha fatto della battaglia contro il doping la missione della propria vita, infatti, ha voluto conoscere di persona la realtà della squadra diretta da Luciano Rui, Luciano Camillo e Gianni Faresin. Un pomeriggio a contatto con gli atleti, i direttori sportivi e l'intero staff del sodalizio castellano che servirà ad una delle firme più autorevoli della redazione sportiva di Repubblica per completare la propria inchiesta sul mondo del ciclismo dilettantistico; una lunga chiacchierata con gli uomini della Zalf, affrontando con serenità i temi caldi del ciclismo di oggi, in particolare di quello dei più giovani. "Che ruolo vi sentite di avere, voi che da così tanti anni fate da veri e propri talent scout del ciclismo? e come è cambiato questo ciclismo?" questa la domanda che ha spinto Eugenio Capodacqua  a confrontarsi con la realtà di Salvarosa. Risposte semplici ma altrettanto profonde quelle che sono venute da Luciano Rui e Gianni Faresin che hanno evidenziato come "I ragazzi in sè non sono cambiati: chi possiede, oltre alle doti naturali, una buona dose di umiltà e buona volontà riesce ad emergere e a coronare il sogno di passare al professionismo. Ciò che è cambiato è la società, l'apporto della famiglia, il bisogno di spiccare il volo verso il professionismo alla prima chiamata, che troppo spesso interrompe prematuramente il percorso di maturazione dell'uomo oltre che dell'atleta. "Un confronto esteso anche agli atleti rientrati dall'uscita mattutina che hanno potuto parlare della propria giornata, dei propri sogni, delle proprie aspirazioni, a tu per tu con un giornalista di grande esperienza come il direttore della rivista online, sportpro.it; un momento di seria riflessione e di crescita umana, scivolato via veloce, con la promessa di ripeterlo, magari in sella alle due ruote in una assolata giornata estiva. 


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COMMENTI
11 marzo 2010 10:12 biciclando
vista la foto? ilcascodovè?

11 marzo 2010 23:22 adriano
Si spera abbia visto com'è fatta una bici...

12 marzo 2010 10:58 biciclando
Guarda che la foto a cui mi riferivo non era questa, è stata subito sostituita,laltra era una foto di un gruppo di ciclisti senza casco.

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