| 02/03/2010 | 17:30 Come volevasi dimostrare... Dopo la lettera scritta oggi da Pat McQuaid, ecco arrivare dalla Spagna le dichiarazioni di patron Guzman, l’uomo che guida la Vuelta a Murcia: «Non c’è nessun veto, com hanno scritto altri mezzi di comunicazione. Il problema è che nessun team italiano di buon livello ci ha chiesto di partecipare. Se ce lo avesse chiesto Garzelli, che per noi è un corridore molto importante, la sua squadra sarebbe qui. Così come al via avremo corridori italiani come Paolo Tiralongo, numero uno della Astana». Dichiarazioni riproposte da biciciclismo ma rilasciate da Paco Guzman a La Opinión de Murcia lo scorso 7 febbraio. Avete letto bene, il 7 febbraio. Ora, da una parte è chiaro che in questi giorni Guzman si è ben guardato dal ribadire queste dichiarazioni, sfruttando la pubblicità indiretta di cui ha goduto la sua corsa - anche perché deve far fronte alla decisione delle squadre spagnole di NON partecipare alla corsa -, ma dall’altra è altrettanto evidente che l’Uci ne ha fatta un’altra delle sue. Invece che scrivere una lettera aperta ad un organizzatore - sulla base di quanto scritto da diversi siti (uno, cyclingnews, citato addirittura nella prima riga della lettra), peraltro autorevoli, che hanno ripreso una notizia vecchia e già smentita - non sarebbe stato meglio fare una telefonata al signor Guzman e verificare come stessero le cose?
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