Selvaggi: pronto a fare il gregario, ma al Fiandre...

| 15/12/2009 | 09:18
Mirko Selvaggi possiede già un record fornitogli da madre natura: con i suoi 194 centimetri (per soli 72 chilogrammi di peso) è il ciclista professionista italiano più alto in attività. In questi giorni, poi, il 24enne atleta nato a Pescia ma da sempre residente a Via Nova di Pieve a Nievole sta letteralmente toccando il cielo con un dito e certamente non a causa della sua altezza. Il fatto è che, dopo avere rischiato seriamente di restare disoccupato in estate a seguito delle tristemente note vicende societarie del disastrato team Amica Chips-Knauf, a fine ottobre Mirko ha ricevuto la chiamata risolutiva quasi in extremis dal suo mentore Giuseppe Martinelli, tecnico di chiara fama che a suo tempo guidò anche Chiappucci e Pantani, per aggregarsi all’Astana di Contador, Vinokourov e Pereiro.
Nei giorni scorsi si è svolto a Pisa il primo stage del sodalizio ciclistico kazako e al rientro un Selvaggi euforico ci ha confidato le sue impressioni.

Come hai trovato il tuo nuovo ambiente?
«Tutto perfetto, uno staff fantastico, come un sogno che si è avverato; facendo un paragone calcistico che sicuramente farà piacere a Contador direi che siamo dei Galacticos, come il Real Madrid. Roba da non credere, se ripenso a come mi sentivo a inizio giugno…»
FAllora ricordaci i tuoi momenti-no del 2009...
«Tutti i problemi societari con l’Amica Chips-Knauf sono esplosi in primavera, quando ci siamo resi conto che avevamo a che fare con delle persone che ci avevano raccontato solo bugie; dei farabutti che l’UCI dovrebbe mettere per sempre al bando, poiché fanno soltanto del male al ciclismo con i loro comportamenti inqualificabili che alla fine mettono a repentaglio la carriera e l’esistenza di tante persone. Oltre a ciò, a inizio giugno mi sono fratturato radio, ulna e le ossa del polso in una brutta caduta mentre mi allenavo dalle parti di Marliana. Ho trascorso un periodo terribile, che alla fine si è però risolto favorevolmente grazie alla stima che Martinelli e Bontempi nutrono nei miei confronti; quando “Martino” mi ha conosciuto in ritiro con l’Amica Chips, a inizio anno, ci siamo capiti subito e poiché anche lui è stato una vittima di quelle persone di cui dicevo in precedenza, non appena è approdato all’Astana mi ha chiamato».
Quindi grazie a Martinelli e a Bontempi, ma come ti sei trovato con i tuoi nuovi capitani?
«Ottimamente. Contador, Vinokourov e Pereiro non conoscono la parola divismo, sono molto amichevoli, sanno fare gruppo e motivare i loro collaboratori. Il mio compagno di stanza è invece Paolo Tiralongo, un tipo simpaticissimo ma dal quale mi divide circa mezzo metro di altezza..In definitiva penso che non potevo approdare in una squadra migliore».
Quali saranno i tuoi compiti nel 2010?
«Fin da ora giuro che firmerei per fare il gregario a vita in un team come questo. Certo è che se per caso riuscissi ad avere una giornata di libertà ci sarebbe una gara nella quale terrei a mettermi in mostra...».
E quale sarebbe?
«Il Giro delle Fiandre, è una corsa monumento dall’atmosfera unica e conosco il percorso a memoria poiché due anni fa, quando militavo nella formazione belga della Collstrop, risiedevo da quelle parti e mi allenavo su quelle strade. Alla partenza di Bruges, al mattino, vengono i brividi quando i corridori sono chiamati uno per uno sul palco per essere presentati alla folla: c’è un pubblico enorme, festante, sembra di essere ad un concerto di Vasco Rossi e così si capisce perché il ciclismo è ancora lo sport numero uno in Belgio».
A una maglia azzurra per il mondiale in Australia ci pensi?
«E’ un altro sogno, ma forse sono ancora troppo giovane, all’azzurro ci si arriva piano piano e io non so se quest’anno sarò in grado di farne un obiettivo concreto».
Qual è il tuo programma 2010?
«In pratica sarò l’ombra di Vinokourov. Parteciperò all’Etoile di Besseges, al Giro del Mediterraneo, al Trofeo Laigueglia, alla Tirreno-Adriatico e quindi andrò al Nord per la 3 Giorni di La Panne, la Gand-Wevelgem. Il Fiandre e la Roubaix. Poi, se non sarò…morto, ci potrebbe essere il Giro d’Italia».
Alla Tirreno-Adriatico ci saranno due tappe “casalinghe” che ti stuzzicano parecchio, non è così?
«Sì, una terminerà a Monsummano Terme con il Boschetto nel finale e l’altra avrà come epicentro Montecatini Terme, per una specie di prova generale del circuito del Vico in previsione del campionato mondiale del 2013».
Tu sei molto amico di Fabio Sabatini, sarà possibile un giorno vedervi compagni di squadra?
«Perché no? Se penso a come è maturato il mio trasferimento all’Astana non esiste niente di impossibile. Comunque sia io che Fabio siamo stati fortunati ad essere stati ingaggiati da due squadre così serie ed organizzate, di una categoria d’eccellenza».
Eccellenza sì, ma per i mezzi in occasione del recente raduno di Pisa avete dovuto ricorrere all’aiuto di Carube..
«E’ stato solamente un prestito durato pochi giorni, poiché gli automezzi del team Astana per il 2010 erano in fase di verniciatura, per apporvi le nuove scritte pubblicitarie. Ora tutto è OK ma a Carube va comunque il nostro ringraziamento per la sua disponibilità».

Stefano Fiori
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COMMENTI
Complimenti
15 dicembre 2009 10:28 gemellina
Spero vivamente e no sono certa che farà grandi cose, solo per confermare l'incapacità dei team italiani a capire certi atleti. Forza Mirko fagli vedere chi sei.

volareeeeeeeeeeeeeeeee!!!!
15 dicembre 2009 13:08 gass53
ora ci manca solo che voglia vincere anche la roube'...................

Piedi x terra??
15 dicembre 2009 18:13 ciclismoreale
Sarebbe meglio se prima ci dicesse quali risultati ha ottenuto in cariera e nelle categorie giovanili...poi magari vincerà il Fiandre,ma di solito si dice di fare un passo x volta

Ma per piacere!!!
16 dicembre 2009 15:00 hammet
Ma chi è Selvaggi? ma che ha fatto? dai è assurdo che va all'astana...
Tanta gente che merita è a spasso...

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