| 09/12/2009 | 09:21 Venerdi scorso, la Cervelo ha ufficializzato l’arrivo di due atleti: lo spagnolo Tondo Volpini e il giovane italiano Davide Appollonio. Per quest’ultimo, una promozione guadagnata sul campo: infatti, dopo un buon stage e diverse gare con la squadra di Sastre, il talentuoso corridore di Isernia, sotto la protezione del suo procuratore Giuseppe Acquadro, si è distinto alla grande e ha firmato un contratto di due anni. “Se ho potuto aver questa opportunità, lo devo ai risultati conquistato quest’anno: ho vinto la Firenze-Empoli, poi il Giro delle Colline Capannoresi e il GP Pretola. Poi mi è arrivata l’opportunità di fare lo stage e di firmare il contratto per fare il salto di categoria. Ho vissuto lo stage con molta tensione ma giorno dopo giorno mi sentivo sempre più parte del gruppo. Questa squadra è la migliore per un giovane come me, che deve crescere senza avere responsabilità premature”. Ci sono altri motivi per cui Davide ha scelto di andare alla Cervelo. “Il modo di vedere le cose diverse da come si fa in Italia e l’ organizzazione. Non mi hanno fatto pesare il fatto di essere un semplice stagista di 20 anni ma mi hanno accettato fin da subito. Sin dall’inizio mi affascinava e mi affascina l’idea di correre all’estero: sotto tanti punti di vista, l’Italia non è all’altezza di affrontare certe situazioni. In più, posso imparare le lingue.” Vent’anni e solo due stagioni tra i dilettanti: si potrebbe pensare che Davide Appollonio sia ancora troppo giovane per il salto di categoria. Il ragazzo nato il 2 giugno 1989, invece, sa già bene quello che vuole. “Non credo di bruciarmi. Sono passato con loro per crescere gradatamente e per imparare prima a conoscere l’ambiente dei pro che è come una giungla. Poi anche se sono giovane, ho le idee ben chiare. Rimanendo con i piedi per terra e ascoltando tutte le persone che mi hanno dati consigli, seguirò quelli che ritengo più opportuni. I miei obiettivi per la stagione 2010? Presto per dirli: comunque metterei la firma per riuscire a concretizzare al meglio le mie possibilità” spiega il ragazzo che sogna di vincere la Milano-San Remo. Corridore molto veloce e che si difende sui percorsi intermedi (“cioè quelli con salite corte non troppo dure e con arrivi in pianura”), Davide Appollonio ha già ripreso la preparazione e intanto vuol fare dei ringraziamenti. “Per questo salto, dovrei ringraziare tante persone. Ma se dovessi fare un nome, direi Riccardo Forconi. Essendo andato via da casa presto per trasferirmi in Toscana, lui mi è stato sempre vicino, anche nei momenti negativi. Ho vissuto in un ottimo vivaio, sin da junior con le stesse persone e son cresciuto gradatamente” spiega con emozione Davide. Tipo ottimista, Appollonio ha scoperto la bici per caso. “La passione per il ciclismo mi è venuta abbandonando il calcio e provando una Bianchi simile alla bici di Pantani, comprata da mio padre. Facevo passeggiate e poi dopo un mese ho corso le ultime gare di esordiente. ho subito vinto la prima e ho deciso di continuare abbandonando il calcio. Adesso per me, andare in bici è una cosa strana. Non è né lavoro né passione, ma uno sfogo della vita di tutti i giorni. Per sfogarmi cerco di concentrare tutta la rabbia correndo appunto in bici”. Adesso, l’ottimismo e la grinta di Davide Appollonio dovranno aiutarlo per vincere l’avventuracon la Cervelo. Intanto, l’Italia vede un altro talento emigrare.
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