| 08/08/2009 | 10:09 Il Tour de France della Lampre è stato sottotono. Nessuna vittoria, l’ultimo posto nella classifica dei guadagni: la squadra di Giuseppe Saronni ha un po’ deluso nella corsa francese. Ma nel team ci sono stati tre ragazzi che hanno scoperto per la prima volta le strade francesi: accanto al giovane sloveno Simon Spilak, c’erano gli italiani Marco Bandiera e Mauro Santambrogio. Per questi ultimi, l’esperienza è stata più che positiva: “All’inizio, il mio obbietivo era di finire il Tour. Poi sono arrivati diversi piazzamenti in volata, quasi come un bonus” racconta Marco Bandiera, classe 1984 di Castelfranco Veneto. Dal suo canto, il comense Mauro Santambrogio è rimasto stupito dalla gente: “Era già un onore per me essere al vai di questa corsa prestigiosa. È stata una bella esperienza sotto tutti i punti di visti: organizzazione, tappe e i tifosi sulla strada. Vedere così tanta gente assistere ad una corsa è fantastico. Ti procura un emozione unica” confida Santambrogio, uno dei gregario di Cunego. “Con l’aiuto di Ballan, il mio compagno di stanza, ho avuto un buon maestro per affrontare la corsa e analizzarne i punti importanti. In questa prima partecipazione al Tour, ho potuto imparare a fare fatica, a soffrire. Mi ricordo le tappe di montagne: appena iniziate, mi ritrovavo subito con il grupetto e mi dicevo: Tutta questa fatica ancora da fare, oggi, con queste salite”. È stato duro ma molto importante per la mia crescita” confida Bandiera. Da parte sua, Mauro Santambrogio è molto più convinto dei suoi mezzi. “Ho partecipato una volta al Giro, alla Vuelta e al Tour de France. Ma questa esperienza sulle strade francese mi ha aiutato a prendere consapevolezza nei miei mezzi. Nelle prossime gare, correrò con un modo diverso. Una gara come il Tour de France ti permette di confrontarti con i migliori,, con i numeri 1 del ciclismo. Alla fine, una gara cosi prestigiosa ti dà sempre spunti importanti per il tuo futuro”. Un esperienza positiva sulla corsa francese per tutti i due ma vissuta con la sfortuna all’interno della squadra: “Non potevamo iniziare ilTour peggio di come abbiamo fatto, abbiamo avuto tantissimi intoppi e li abbiamo pagati a caro prezzo: la prima settimana era adatta a Furlan, invece Angelo ha collezionato solo cadute e sfortuna”. Adesso i due giovani della squadra di Beppe Saronni sono già tornati alle corse. “Dopo il Portogallo, dove il percorso mi piace molto, correrò a Plouay ma il mio più grande sogno per il finale di stagione è di disputare un grande Lombardia. Voglia fare risultato, anche se non sarà facile perché sono a tutta da gennaio” dice Mauro Santambrogio. “Io, stacco un po’. Devo recuperare un po’ di energie. Il mio programma prevede la partecipazione all’Eneco Tour. E poi devo valutare un possibile rinnovo con la Lampre, un ambiente e una squadra nei quali mi trovo molto bene” conclude il veneto Marco Bandiera.
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