Nibali, la rivelazione di inizio stagione

| 07/03/2005 | 00:00
Non finisce di stupire il giovane atleta siciliano Vincenzo Nibali. Grandi doti, è apparso al momento, il giovane più pimpante, in grado di lavorare bene e di sapersi rendere utile alla squadra. «Alla Milano-Torino stavo veramente bene. Siamo arrivati a giocarci la corsa un gruppetto di otto corridori. Sacchi era sicuramente il più veloce ed è stato giusto organizzare la volata per lui» Quindi una squadra che funziona alla perfezione. «C’erano molte possibilità di centrare l’obiettivo pieno. Su otto corridori, tre vestivamo le maglie Fassa e Sacchi come ho già detto, era il più forte. La squadra sta girando molto bene ed era giusto fare di tutto per centrare la vittoria». Quando è stato deciso di puntare tutto su Sacchi? «A mano a mano che l’arrivo si avvicinava, si è ritenuto opportuno agire a quel modo. Anche Giannelli dall'ammiragli ci impartiva via radio indicazioni in quel senso. Del resto, a giocarsi la volata c’era un corridore veloce come Celestino ed era giusto non rischiare ed approfittare del vantaggio numerico. La vittoria di Fabio ha dimostrato che è stata una tattica vincente». Bisogna però ammettere che Sacchi si è ben comportato anche nell’ascesa alla collina di Superga. «Certo. Io avevo fatto presente di star bene ed in certi tratti ho provato a forzare l’andatura. Sacchi stava altrettanto bene ed avendo poi scollinato tutti insieme, è stato giusto a quel punto orientarci sul nostro uomo più veloce. Celestino approfittando delle sue doti di discesista ha provato ad attaccare in discesa ed a quel punto è stato importante che io e Petito facessimo opera di tamponamento prima, e di treno dopo. Senza presunzione, il nostro lavoro è stato ottimo». Chi hai visto particolarmente pimpante nel gruppetto di testa? «Di Luca ha debuttato con la Milano-Torino ed è andato molto bene. Ha preso la salita a un’andatura molto forte ed all'inizio mi ha messo un po' in difficoltà. Poi però sono riuscito a stare tranquillo alla sua ruota ed a mantenere il suo passo. Sella invece l'ho visto un po' meno brillante che in altre occasioni mentre è andato molto forte il mio conterraneo Paolo Tiralongo». Avete corso con la neve ai bordi della strada. Hai sofferto il freddo? «Ero coperto bene, avvertivo buone sensazioni. Quando sto bene sopporto sia il freddo che il caldo». Roberto Sardelli
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