Dal Corriere: Valverde nelle classiche imbarazza il ciclismo

| 15/04/2009 | 15:49
L’uomo del mistero adesso è anche l’uomo da battere: alla vigilia delle classiche della Ardenne, Alejandro Valverde imbarazza il ciclismo e preoccupa gli avversari. Lo spagnolo è stato deferito il 1° aprile dalla Procura del Coni: attraverso il test del Dna, il raffronto del suo sangue con quello di una delle sacche sequestrate nell’Operacion Puerto non lascia spazio a dubbi. Valverde sarà giudicato dal Tribunale nazionale antidoping l’11 maggio: se sarà ritenuto colpevole non potrà correre sul suolo italiano. Uci e Wada poi potrebbero estendere la squalifica a tutte le competizioni internazionali.
Domenica però Valverde sarà in Olanda al via dell’Amstel Gold Race e, salvo colpi di scena, anche della Freccia Vallone del 22 e della Liegi-Bastogne-Liegi del 26: due corse, quelle in Belgio, organizzate dall’Aso, proprietaria del Tour.
Valverde ha vinto due volte a Liegi (2006 e 2008), conquistando anche la Freccia, sempre nel 2006. Domenica il campione di Spagna ha fatto centro nella Clasica di Amorebieta, ma ieri non ha concesso il bis nella Parigi-Camembert (vittoria del francese Casper) conquistata un anno fa: «Mi ha stupito che Valverde non abbia corsa il Giro dei Paesi Baschi la scorsa settimana  - osserva Beppe Saronni, team manager della Lampre di Damiano Cunego -. Ma non si capisce se questo deferimento conti o meno a livello internazionale. L’Uci non dice nulla, la Spagna difende il suo corridore e la situazione è molto confusa».
Valverde è il principale avversario di Cunego, che un anno fa vinse l’Amstel e finì terzo nella Freccia. Con lui c’è anche Franck Schleck,che a ottobre 2008 confessò di aver versato 12.000 euro al famigerato dottor Fuentes per «consulenze di allenamento» non meglio precisate: la Federazione lussemburghese però ha archiviato il caso. Se Valverde o Schleck vinceranno nelle Ardenne, qualcuno forse si accorgerà della farsa in atto: «Purtroppo è una delle eventualità da tenere in considerazione — osserva Saronni — . Correre, pensando che l’ordine d’arrivo possa cambiare in un secondo momento, è brutto. E bisognerebbe evitarlo».
Il fatto che tra i partner commerciali del Tour ci sia la Caisse d’Epargne (banca sponsor della squadra di Valverde) non aiuta ad affrontare il caso con serenità. Certo, ci sarebbe la presunzione di innocenza: ma un anno fa Danilo Di Luca (re della Liegi 2007) fu lasciato a casa, nonostante l’assoluzione nel procedimento contro di lui aperto dal Coni fosse arrivata prima del trittico delle Ardenne. La soluzione? «Battere certi avversari sul campo - riflette Saronni — è l’unica cosa che possiamo fare. E Cunego è pronto per tentare l’impresa».

da «Il Corriere della Sera» del 15 aprile 2009 a firma Paolo Tomaselli
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COMMENTI
valverde
15 aprile 2009 20:24 cippalippa
cosa interessa a valverde a non venire a correre in italia ,x lui e piu importante il tour e le gare in belgio ,ci sta solo prendendo x i fondelli a noi italiani,ha ragione saronni bisogna battere i avversari sul campo .dal tour mi aspetto un cambiamento di programma x via della tappa che faranno in italia .

E' UNA VERGOGNA PER LO SPORT!!!
16 aprile 2009 09:05 The rider
La situazione di Valverde E SOCI...
Non è solo una vergogna del Ciclismo, ma dello SPORT IN GENERALE !!!!
Maurizio Ponti.

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