Fifa e Uefa ancora contro la Wada e la reperibilità

| 25/03/2009 | 11:42
Fifa e Uefa sono nuovamente ai ferri corti con la Wada. Il calcio è contrario alal regola della «reperibilità» senza limiti degli atleti per i controlli antidoping. È una battaglia che accomuna il calcio e il tennis ma vistoc he il tennis non l’ha spuntata, appare complicato che le cose possano andare diversamente per il pallone. A parere delle istituzioni del football ci sono differenze enormi tra uno sport collettivo e uno individuale. Fifa e Uefa nel loro comunicato congiunto «vogliono sottolineare le differenze fondamentali tra un atleta individuale, che si allena da solo, e l’atleta di uno sport di squadra, che è presente allo stadio sei giorni su sette e perciò facilmente reperibile».
Dunque «controlli nell’ambito della squadra o delle infrastrutture dello stadio». Non solo: non si accetta «che i controlli vengano effettuati in brevi periodi di vacanza perché invadono la sfera privata».
E alla Wada, Fifa e Uefa ricordano che nel calcio si effettuano tra i venticinquemila e i trentamila controlli.
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COMMENTI
Perchè 2 pesi e 2 misure?
25 marzo 2009 13:09 The rider
Premetto che la reperibilità 24 ore al giorno x 7 giorni su 7 i corridori se la sono cercata....
Ma trovo assurdo che vengano presi due pesi e due misure per il Ciclismo e altri sport come il calcio, tennis, nuoto, ecc. ecc.
Maurizio Ponti

reperibilità
25 marzo 2009 14:45 rufus
Mi sembra veramente eccessiva la reperibilità dei ciclisti 24 ore al giorno 7 gg. su 7, sembrano delinquenti agli arresti domiciliari, anche se ci hanno messo del loro per arrivare a questa situazione. Per il calcio, lo sappiamo tutti, il discorso è diverso, non si arriverà mai a una condizione di reperibilità permanente come nel ciclismo. Ve l'immaginate il putiferio che si scatenerebbe se la mattina della finale dei Mondiali o della Champions League gli ispettori Wada piombassero negli alberghi dei giocatori alle sette di mattina per fare i prelievi?

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