MONTREAL 2026. L'INACCETTABILE DISASTRO DI MAMMA RAI

TV | 28/09/2026 | 08:00
di Aldo Peinetti

La bufera agonistica che ha reso unico il Mondiale di Montreal fa il paio con l'ennesimo harakiri della Rai. Mancano 30 km al traguardo e su Raidue la linea passa ad un'edizione del telegiornale non proprio infarcita di breaking news, ma tant'e', qualcuno - i soliti ottimisti - pensa che si debba switchare sul canale 58, che invece è occupato da una succosissima partita di Calcio serie C, vuoi mai attentare al diritto di cronaca?


C'è di mezzo Pescara-Spezia, lo stesso McNulty non fosse impegnato a correre sarebbe davanti alla Tv per cotanto spettacolo pedatorio. Il refugium peccatorum di Rai Play 3 non ha funzionato per questioni tecniche, ripiego in piena regola che si trasforma in regola per l'emittente di Stato, la cui scelta penalizzante di oscurare il Mondiale fa infuriare la platea degli spettatori. Telecamere spente con Van der Poel che era ancora davanti, riaccese venti minuti più tardi con McNulty in fuga ormai a -11 dalla conclusione e il gruppetto di superstiti al suo inseguimento. Senza dimenticare che la durata del mondiale era nota da anni (non c'è stato alcun ritardo, anzi gara velocissima corsa a 43,504 di media), così come note erano le programmazioni "obbligatorie" da contratto come la partita di serie C: la domanda è retorica, ma inevitabile e cioè possibile che non si potesse prevedere una efficace soluzione alternativa?


Direbbe Nanni Moretti: facciamoci del male. In molti pero' preferiscono il classico meme di Zalone: son del mestiere questi?


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COMMENTI
Grazie
28 settembre 2026 09:42 Hal3Al
per l'articolo,visto che gli utenti Rai nulla possono.
Ieri mi stava passando la voglia di aspettare finisse l'insulso Tg.
potevano spostarlo e di conseguenza la Domenica sportiva,ma sia mai che si tocchi il santissimo calcio.

Soluzione
28 settembre 2026 09:57 frankie56
Si fa per dire. Ci vorrebbe un ministro di turno appassionato di ciclismo che mette due parole nel consiglio rai (di turno), e si potrebbe tornare ai bei tempi. A memoria il top fu quando c'era Scotti, con la passione del ciclismo appunto. Pazienza, andiamo avanti a vedere quei tizi in mutande che corrono dietro ad un pallone, tra l'altro quelli che sopra hanno una maglia di colore azzurro, che questa palla raramente riescono a prenderla, per poi celebrarli come eroi nazionali, quella volta che, diretti da un mercenario attaccato ai soldi come pochi, hanno avuto la fortuna di colpire bene la palla e vincere il trofeo di turno. E lì giu Lamborghini e Porsche come se piovessero. Amo il ciclismo, amo lo sforzo, la fatica, l'emozione e sopratutto le belle viste dall'alto che oggi le stupende riprese dall'alto ci offrono. Col ciclismo giro il mondo dal divano, ed imparo che i sacrifici ripagano sempre.

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