Se avessimo incontrato Lennart Jasch soltanto tre anni fa il ciclismo non sarebbe stato nei suoi piani. Atleta della nazionale tedesca di speedskating, il suo sogno era quello di raggiungere i vertici mondiali, invece la fatalità e poi la voglia di mettersi in gioco l'hanno portato ad essere uno dei corridori rivelazione del gruppo. Ha iniziato il 2026 nel devo del team Tudor, poi la vittoria al tour of the Alps, il contratto fino al 2028 con il team principale e un successo una decina di giorni fa al giro d’Abruzzo. Lennart sta vivendo un autentico sogno e non vuole assolutamente fermarsi.
Il ciclismo ha sempre fatto parte della vita del venticinquenne tedesco, ma mai a livello competitivo, come tutti i pattinatori usava la bici in supporto all’allenamento sui pattini, ma ad un certo punto è diventato l’unico modo per continuare ad essere un atleta. «E’ successo tutto in modo inaspettato e molto in fretta. Ho avuto un infortunio e iniziato a sentire che qualcosa non andava, facevo fatica a pattinare e gli esami hanno evidenziato uno sbilanciamento tra la parte destra e sinistra del mio corpo. Abbiamo provato a sistemare la situazione in qualche modo, ma non ci siamo riusciti, ci siamo però accorti che in bici non avevo alcun problema. Pedalavo solo per allenarmi, ma ho capito che poteva diventare qualcosa d’altro». E’ iniziata così l’avventura di Lennart nel ciclismo, presto la voglia di allenarsi si è trasformata nel desiderio di mettersi alla prova, trovare una nuova strada. Nell’aprile 2024 ha preso parte alla sua prima corsa, una gara non lontano da casa, ma per certi versi anche un po’ traumatica. «Sin dalla partenza ero molto nevoso perché intorno a me c’erano più di 150 persone e tutti volevano stare davanti, era a mia prima volta in gruppo e non sapevo bene come posizionami. Dopo pochi chilometri ho capito che dovevo seguire il mio istinto, son entrato nella fuga di giornata e collaborando siamo riusciti ad arrivare fino alla fine. Ho tagliato il traguardo in seconda posizione e per me è stato pazzesco, quel risultato mi ha fatto capire che dovevo andare avanti su questa strada»
In seguito nella giovane carriera ciclistica di Lennart è successo tutto molto velocemente, nel 2025 con i colori del team Red Bull Bora Rookies ha vinto una tappa e la classifica generale del Giro del Friuli ma il grande salto è avvenuto quest’anno nel team Tudor. Inizialmente nella squadra devo, il corridore tedesco ha messo la sua firma sulla quarta tappa del Tour of the Alps e da quel momento non si è più fermato. «L’anno scorso è stato un grande banco di prova per me e mi è stato d’aiuto per prendere le misure, capire come dovevo muovermi, ho iniziato il 2026 con grande voglia di fare, ma non mi sarei mai immaginato di riuscire a vincere. Al Tour of the Alps il piano era supportare Storer, ho seguito i piani della squadra e sono andato in fuga; una volta davanti mi son guardato intorno e mi sono accorto di quanto fossero forti i corridori che erano lì con me, dovevo tenere duro, se dall’ammiraglia mi avessero chiesto di aspettare il mio compagno mi sarei rialzato immediatamente e invece mi sono ritrovato primo sul traguardo. Mi è servito del tempo per realizzare, il giorno successivo ho dovuto riguardare i video della corsa per avere la conferma che fosse tutto vero» ci racconta Lennart ancora incredulo per quell’incredibile successo. La vittoria a Trento e la maglia di miglior scalatore della corsa sono stati solo l’inizio di una stagione incredibile fatta di tanti piazzamenti, tra cui il secondo posto nel campionato nazionale e culminata con il successo nella seconda tappa del giro dell’Abruzzo.
Nonostante il suo nome sia ormai sulla bocca di tutti, Lennart non si è ancora abituato ad essere al centro dell’attenzione. Formalmente al suo primo anno da pro, sta scoprendo poco alla volta questo nuovo mondo che è molto distante da quello dello speed skating. «Dallo speedskating al ciclismo è stato un passaggio veramente difficile, io ero abituato a gareggiare al chiuso, sempre in Europa e invece mi trovo a visitare dei luoghi che senza questo sport non avrei la possibilità di vedere. Quando pattini tutto è controllato in maniera maniacale, guardi ogni dettaglio, vuoi migliorare in ogni curva, in metro, riesci a prevedere ogni corsa. Nel ciclismo invece non puoi fare un vero pronostico, ci sono tanti fattori da considerare tra cui quello climatico. Spesso mi chiedo se la scelta della bici sia quella giusta, poi mi guardo indietro e mi rendo conto che non devo rimpiangere quello che è stato, fa parte del passato e devo solo ringraziare di aver avuto la possibilità di fare entrambe le cose. Quando ho iniziato ad andare in bici più seriamente volevo solo continuare a fare uno sport, mai avrei immaginato di riuscire ad arrivare fino a questo punto. » prosegue Lennart che sta vivendo un’avventura che non avrebbe mai immaginato. Se il suo primo obiettivo era diventare un atleta, quello successivo è diventato vincere una corsa ed ora che ne ha addirittura due nel suo palmares inizia a pensare in grande. Ancora non ha capito che corridore può diventare, ma non vuole inerirsi in un’unica categoria, ama attaccare e tiene bene in salita, il suo prossimo sogno è quello di partecipare ad un grande giro, soltanto il tempo dirà fino a dove può arrivare, di certo c’è però che l’Italia gli porta piuttosto bene. Se da pattinatore visitava il nostro paese soprattutto per le vacanze, ecco che ora è diventato uno dei suoi luoghi preferiti in cui allenarsi e in cui ha vinto .. nel 2025 e già due volte quest’anno tra i pro.
Il Tour of Langkawi è la sua prima esperienza in questa parte del mondo, in Europa c’è molta aspettativa nei suoi confronti, ma la squadra ha scelto di non mettergli pressione. L’obiettivo è chiaramente quello di fare bene in cl o assifica, generale, magari provare a vincere una tappa e raggiungere la top five finale, ma saranno le tappe di salita a decidere tutto. «Qui in Malesia c’è un clima stranissimo, di solito mi trovo molto bene al caldo ma qui l’umidità è veramente folle. Credo che già nella seconda tappa potrò vedere come reagisce il mio corpo. Qui il mio obiettivo principale è capire se posso competere anche sulle brevi corse a tappe, se tengo in salita e soprattutto fino a dove posso arrivare.»
Intanto oggi in Malesia si corre la seconda tappa con un’inedita ed impegnativa salita finale, per Lennart Jasch sarà l’occasione fondamentale per mettersi nuovamente alla prova e capire fino a dove può arrivare.
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