Nel clan Goodshop-Yoyogurt si festeggia il rientro all’attività agonistica di Edoardo Laino, 24 anni, torinese di Reano. Ieri “Edo” Laino ha partecipato alla gara per Elite e Under 23 di San Nazzaro de Burgundi, nella pianura pavese. La squadra Goodshop-Yoyogurt ha anche vinto la gara per merito del figlio d’arte Nicolas Frigo.
Il 23 giugno scorso, mentre percorreva in allenamento il tratto di discesa dal Sestriere al bivio San Sicario, Edoardo è stato investito da un’auto che non gli ha dato la precedenza. L’alfiere Goodshop-Yoyogurt si è ritrovato a terra con multiple fratture. Nell’impatto Edo ha rotto perone, malleolo e tibia della gamba sinistra più bacino, acetabolo e 3 costole. Il torinese ha saputo reagire magnificamente, addirittura cercando di migliorare la condizione atletica quando ancora aveva le stampelle. Alla gara di Briga Novarese del 6 agosto e in altre competizioni Elite e Under 23 , tra le quali il Gran Premio di Carnago (29 agosto) è intervenuto, con le stampelle, a supporto dei compagni di squadra. E’ salito con loro sul palco della presentazione squadre.
“Edoardo ha affrontato il periodo di rieducazione con una grinta notevole – dichiara papà Daniele Laino, imprenditore e general manager della squadra Goodshop Yoyogurt – frutto dell’enorme amore che ha per il ciclismo. Ha provato a camminare con le stampelle per 7 chilometri a Reano senza mai appoggiare il piede sinistro, onde evitare problemi. Sicuramente la voglia di recuperare ha favorito fase di rieducazione e allenamenti. A San Nazzaro de Burgundi abbiamo vinto 2 volte. Una grazie a Nicolas Frigo, 1° al traguardo, e l’altra per il rientro all’attività di Edo a 3 mesi dall’ terribile impatto”.
Adesso Edoardo ha il morale alto: “Sono riuscito dopo una sola settimana di allenamento in bici a concludere la corsa di San Nazzaro, senza nessun imprevisto. Avverto sensazioni indescrivibili: sono tornato a fare ciò che più amo dopo quanto mi è accaduto, dopo soli 3 mesi. Per me è la vittoria più bella di tutte. Ho fatto tanta fatica, però l’ho portata a termine, col cuore e la testa. Sono felicissimo”.
Nello sport in generale, non solo nel ciclismo, è difficilissimo trovare chi ha recuperato dopo le fratture così variegate, comprese quelle a tibia e perone, presentandosi all’appuntamento agonistico a 90 giorni dall’incidente”. Il 18 ottobre 1995 nel finale della Milano – Torino , Marco Pantani, Francesco Secchiari e Davide Dall’Olio finirono contro un pick-up che incautamente si era infilato nel percorso a Pino Torinese. Il “Pirata” Pantani ruppe appunto tibia e perone. Tornò a gareggiare al circuito di Misano Adriatico il 31 luglio 1996, poi il 3 agosto partecipò alla gara di Cepagatti (Criterium Gran Premio d’Europa) in Abruzzo e il 4 al Trofeo Matteotti. Non è il caso di paragonare quanto è accaduto a Marco con l’incidente di Edoardo Laino, probabilmente gli infortuni avevano dinamiche e problematiche di recupero diverse. Tuttavia Laino in 3 mesi è rientrato e il Pirata ne ha impiegati più di 8. In seguito Pantani è tornato a volare: speriamo che Edoardo faccia altrettanto.
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