MONTREAL 2026. SEIXAS E LA FORZA DEI VENT'ANNI: «FELICE DI CORRERE DA LEADER, SIAMO QUI PER VINCERE»

MONDIALI | 25/09/2026 | 08:30
di Francesca Monzone

Paul Seixas è uno dei corridori più attesi ai Mondiali di ciclismo che si stanno disputando  in Canada. Il francese arriva alla prova in linea di domenica con i riflettori puntati addosso, forte del bronzo conquistato nella cronometro, gara vinta dal grande favorito Remco Evenepoel, e del secondo posto ottenuto al recente Gran Premio di Montréal.


La medaglia, però, non ha modificato i suoi obiettivi e il giovane francese, che proprio ieri ha compiuto 20 anni, è pronto a nuove conquiste. «Ho voltato pagina già domenica sera. La crono era finita, mi sono concentrato sulla prova in linea», ha spiegato Seixas. Il francese considera il terzo posto una conferma della propria condizione, ma non vuole lasciarsi distrarre dal risultato: «La cronometro non c’entra nulla con la prova in linea, ma dimostra che sono in forma. Mi dà un po’ di fiducia, ma non cambia molto le cose».


Il percorso canadese presenta diverse incognite. Rispetto al Gran Premio di Montréal, la gara prevede un lungo tratto iniziale in linea e un numero inferiore di passaggi sul circuito, dodici invece di sedici. Un tracciato aperto a più interpretazioni, come ha sottolineato il corridore francese: «A seconda degli scenari, potrebbe avvicinarsi a un percorso per attaccanti-scalatori o per attaccanti-velocisti. La vittoria si giocherà tra queste due tipologie».

Seixas sa però quale gara potrebbe esaltare le sue caratteristiche. «Sarà una gara per scattisti, è certo, ma il resto dipenderà dal ritmo: se sarà aggressivo o tattico», ha dichiarato. Per aumentare le proprie possibilità, il francese ritiene necessario rendere la corsa dura, anche se le strategie della nazionale devono ancora essere definite. Al centro del progetto ci sarà il commissario tecnico Thomas Voeckler, dal quale Seixas attende indicazioni: «Ha sempre qualche idea in mente, aspetto di sentire cosa ci dirà».

La Francia ha scelto di affidarsi a lui senza esitazioni. I compagni lo considerano il leader della squadra e correranno per proteggerlo e accompagnarlo fino al finale. Una responsabilità che Seixas accoglie con entusiasmo, pur ammettendo di avvertire una certa pressione: «È gratificante per me. So di avere le capacità fisiche per tenere il passo dei migliori e anche la squadra ne è consapevole». Poi aggiunge: «Sono felice di essere il leader di questa bella squadra, composta da ottimi ragazzi. Vogliamo realizzare qualcosa di splendido insieme».

Le ambizioni sono dichiarate e non lasciano spazio a interpretazioni. Dopo il secondo posto a Montréal e il bronzo nella cronometro, Seixas non si accontenterebbe di un altro piazzamento: «L’obiettivo è vincere domenica. Con la forma che ho e una squadra come questa, sarebbe inevitabilmente una delusione puntare a qualcosa di diverso dal titolo». Una frase che fotografa la fiducia del giovane francese, consapevole tuttavia dell’imprevedibilità di una gara lunga e complessa.

Per conquistare la maglia iridata non sarà necessariamente obbligatorio arrivare in solitaria. Seixas preferirebbe certamente vincere senza avversari al suo fianco, ma non teme un eventuale sprint ristretto: «Non bisogna necessariamente arrivare in solitaria per vincere, perché è una gara difficile. Ovviamente qualsiasi corridore ti direbbe che preferisce arrivare da solo. Ma arrivare insieme a uno o più corridori può andarmi bene; non sono lento in volata, dopotutto ci lavoro circa una volta a settimana. Questo mi permette di mantenere un'esplosività che può rivelarsi importante nel finale di gara. Dopo 270 chilometri, la situazione è sempre diversa. L'arrivo è duro. Bisogna vedere anche com'è il vento». Dopo quasi 300 chilometri di gara, però, ogni scenario può cambiare. Il finale sarà duro e anche il vento potrebbe avere un ruolo decisivo.

Paul Seixas si presenta così alla prova in linea: giovane, ambizioso e sostenuto da una nazionale costruita intorno a lui. Il bronzo nella cronometro ha confermato la sua condizione, ma domenica il francese cercherà qualcosa di ancora più prestigioso: la maglia di campione del mondo. 


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