Che il ciclismo sia uno sport praticato anche in età adulta non è certo una novità. È però diverso osservare questa caratteristica attraverso i numeri, soprattutto quando il confronto viene fatto con altre discipline sportive. È quello che emerge dall'analisi dei dati del gestionale sportivo Golee, piattaforma utilizzata da centinaia di società sportive dilettantistiche italiane. Tra le realtà presenti nel sistema, circa 600 indicano il ciclismo tra le discipline praticate. I dati relativi alla stagione sportiva 2025/26 consentono così di delineare un identikit del ciclista tesserato piuttosto particolare rispetto a quello che emerge negli altri sport analizzati.
Il dato più evidente riguarda l'età. Nel ciclismo, il 61,9% degli atleti tesserati ha almeno 35 anni, mentre l'età media è di 39,1 anni. La differenza rispetto alle altre discipline considerate da Golee è marcata. Nel tennis, per esempio, gli over 35 rappresentano il 32,3% dei tesserati, con un'età media di 27,2 anni. Negli altri sport il peso della componente adulta è ancora più ridotto: 6,2% nella pallavolo, 3,4% nel basket e 2,9% nel calcio.
Il confronto va naturalmente letto tenendo conto della diversa struttura dei singoli movimenti sportivi. Calcio, basket e pallavolo hanno infatti una forte componente giovanile e un sistema di pratica sportiva costruito in larga parte attorno alle fasce d'età scolastiche. Ma è proprio questa differenza a rendere interessante il dato del ciclismo. Non si tratta semplicemente di dire che "i ciclisti sono più grandi". Il dato suggerisce qualcosa di più strutturale: nel ciclismo organizzato il rapporto con lo sport sembra protrarsi molto più a lungo nell'età adulta.
In molte discipline il tesseramento sportivo segue una traiettoria abbastanza riconoscibile: si entra nell'ambiente da bambini o ragazzi, si attraversano le categorie giovanili e una parte consistente degli atleti interrompe poi l'attività agonistica o organizzata con l'ingresso nell'età adulta. Il ciclismo presenta un profilo differente.
La componente adulta non è una presenza marginale all'interno del movimento, ma rappresenta la maggioranza dei tesserati considerati nell'analisi. Questo significa che il ciclismo organizzato riesce a mantenere un rapporto con lo sport anche quando cambiano lavoro, famiglia, disponibilità di tempo e abitudini quotidiane.
È un elemento che nel settore si intuisce da tempo, ma che raramente viene misurato mettendolo a confronto in modo omogeneo con altre discipline. I numeri di Golee forniscono quindi una prima quantificazione di quella che potremmo definire la longevità sportiva del ciclismo.
Se l'età rappresenta la prima caratteristica distintiva del ciclista tesserato, la distribuzione tra uomini e donne introduce un'altra dinamica interessante. Nel nostro sport, la presenza femminile è pari all'8,7% tra gli under 19. Tra gli adulti, invece, supera il 21%, sia nella fascia 19-34 anni sia in quella 35 anni e oltre.
In altre parole, nel campione analizzato da Golee la componente femminile non segue un percorso di progressiva riduzione con l'aumentare dell'età. Accade piuttosto il contrario: la sua incidenza sul totale dei tesserati cresce in modo significativo passando dal settore giovanile a quello adulto. È un fenomeno che, almeno con la stessa intensità, non emerge nelle altre discipline considerate nell'analisi.
Il ciclismo sembra avere dunque una caratteristica che lo distingue nettamente dagli sport a forte vocazione giovanile: non è necessariamente uno sport che si pratica da giovani per poi abbandonarlo da adulti. È, molto più spesso, un'attività che può accompagnare una persona per una parte molto lunga della vita sportiva e, in molti casi, diventare proprio nell'età adulta una componente stabile delle proprie abitudini. E dentro questo ciclismo adulto le donne che pedalano - è evidente - sono sempre di più.
Il quadro restituito dai dati gestionali si inserisce in un contesto di attività amatoriale che appare dinamico. I dati FCI relativi al 2025 indicano una crescita del 5,1% delle manifestazioni amatoriali e del 2,9% delle gare complessive. Tutti questi numeri sono coerenti con l'immagine di un ciclismo che, soprattutto nella sua dimensione adulta e amatoriale, mantiene una presenza significativa e una capacità di aggregazione tutt'altro che marginale. Più che un'identità anagrafica, un modello di pratica, che a questo punto speriamo genitori e nonni tramandino alle nuove generazioni.
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.