Non c’è dubbio che il nome di Thomas Silva debba essere annoverato tra le grandi rivelazioni di questa stagione. Passato quest’anno all’XDS Astana il ventiquattrenne uruguaiano ha stupito tutti da aprile in poi dando sfoggio di notevole concretezza ad alto livello e, soprattutto, infilando vittorie in serie che hanno finito per metterlo definitivamente sulla mappa.
Fra queste, chiaramente, spicca quella ottenuta (insieme alla maglia rosa) all’ultimo Giro d’Italia, un successo che Silva “senza dubbio ricorderà per sempre” ma che non ha affatto esaurito il suo appetito visto che, tornato alle gare a fine luglio, il corridore sudamericano ha subito piazzato due colpi consecutivi alla Clásica de Ordizia e alla Clasica Castilla y Leon: tali affermazioni hanno avuto l’effetto di riportare immediatamente sul suo profilo l’attenzione del mondo ciclistico e, in seconda battuta, catapultarlo all’Arctic Race of Norway con lo status di grande favorito per la vittoria finale.
È indubbio dunque che, in poco tempo, la carriera e la vita di Silva abbiano intrapreso una nuova e diversa dimensione rispetto solo a qualche mese fa, una svolta questa che è arrivata grazie all’approdo in una nuova struttura e attraverso il know-how che questa ha saputo mettere al suo servizio.
“Da quando sono passato nel World Tour con l’Astana ho cambiato praticamente tutto: team ovviamente, allenatore, nutrizionista…” ci ha raccontato il classe 2001 in Norvegia. “È cambiato anche il calendario ma credo che siamo riusciti a gestirlo molto bene perché le scelte che abbiamo fatto hanno dato i loro frutti. Insomma, è stato un cambiamento piuttosto importante quello che ho dovuto affrontare ma ne sono super contento”.
Sospinto da questa ventata colma di novità, Silva non ha impiegato molto per fare un netto passo in avanti rispetto al 2025 rivelando qualità e ottenendo risultati che, come lui stesso ha ammesso, hanno finito col mutare anche il modo con cui adesso viene tenuto sott’occhio in gruppo.
“Sì, credo che qualcosa sia cambiato. Alla fine, abbiamo dimostrato di poter vincere ai massimi livelli e questo, anche per la fiducia che ora ho in me stesso, conta molto e penso che ci abbia aiutato a fare un passo avanti” ha rivelato l’ex Caja Rural, oggetto ora anche di tutto un altro tipo di attenzioni e seguito da parte di media e tifosi.
“Popolarità? Dopo il Giro d’Italia le cose sono sicuramente cambiate un po’, ma in fin dei conti la pressione direi che non è aumentata. Personalmente, sto cercando di godermi il momento, al pari della maggior fiducia che ho acquisito” ha confessato un Silva per il quale, una volta archiviata la gara a tappe oltre il Circolo Polare Artico, il programma per i restanti mesi della stagione è già stato definito.
“Dopo l’Arctic Race farò un ritiro in altura per mettere bene a punto la condizione in vista delle gare canadesi e del Mondiale. Dopodiché concluderò la stagione disputando le classiche italiane”.
Classiche dove, se dovesse presentarsi con la medesima forma degli ultimi mesi e il piglio per confermare quanto di buono fatto fino a questo punto, è pressoché certo che il vincitore dell’ultimo Tour of Hainan potrebbe togliersi nuove soddisfazioni rimpinguando ulteriormente il numero di trofei messi su una bacheca che, dopo le affermazioni ottenute quest’anno, sarà stata opportunamente allungata.