Seconda puntata della “querelle” tra la Federciclismo e la Lega a firma Gazzetta dello Sport. Mario Canfora fa oggi il punto con Enrico Negretti, presidente del Collegio dei Revisori dei Conti, che è ancora interdetto: «Permettetemi di dire che conosco bene la materia, ho accettato di candidarmi dopo aver studiato bene la situazione e verificato che i bilanci fossero in ottimo stato. Mi ritengo molto indipendente, pensate che non sono mai stato a pranzo o cena col presidente Pella. È un commissariamento molto borderline, per non dire illegittimo. L’attività della Lega è stata fatta a regola d’arte, mi vien da pensare che ci sia un po’ di gelosia, cioè che la Lega abbia “costruito” numeri che la Federazione non possiede. I diritti tv donne? Sono quattro anni che si va avanti così e nel caso verrebbe da dire che non si commissaria una Lega per 250 euro. Non vedo alcuna irregolarità, posso ribadirlo all’infinito».
Ricordiamo che la Lega è stata commissariata il 20 luglio scorso dal Consiglio federale e che di fatto questo provvedimento preoccupa organizzatori e squadre a quasi un mese dal GP Industria & Artigianato, che segnerà la ripresa del calendario autunnale delle corse italiane, ma è anche bene ricordare che il tutto sarà mandato avanti dal commissario nominato Mauro Capone, Generale di Brigata in riserva dell’Arma dei Carabinieri, garantire la prosecuzione delle attività. È di ieri l’incontro avuto con i team associati e gli organizzatori e tutto dovrebbe proseguire come da programmi concordati e siglati.
Sull’argomento si è espresso sempre oggi sulla “rosea” Filippo Pozzato, organizzatore di Giro del Veneto, Veneto Women e Veneto Classic, non trova valide giustificazioni. «Avendo entrambi i presidenti un ruolo di responsabilità, perché uno, Pella, rappresenta il ciclismo professionistico e l’altro, Dagnoni, tutto il movimento ciclistico, secondo me anche se non si va d’accordo bisogna sedersi a un tavolo e trovare una soluzione buona per tutti, ma a quanto pare questa volontà non c’è. Le guerre portano solamente morti e sangue, ma niente di buono. Io penso che la soluzione migliore ora sarebbe di andare al voto al più presto per non provocare disagi all’intero movimento».
Gli fa eco Luca Roveda, organizzatore della Coppa Bernocchi, è perplesso. «Francamente faccio fatica a individuare chi possa trarre beneficio da questo commissariamento. Da organizzatore vedo invece con chiarezza chi rischia di rimetterci: le società e, più in generale, il ciclismo italiano. Negli ultimi due anni la Lega, sotto la presidenza di Pella, ha dimostrato di poter essere un interlocutore credibile e concreto. Oggi il ciclismo ha bisogno di continuità e collaborazione, non di conflitti tra istituzioni. E ritengo sia giusto restituire rapidamente la parola agli associati e procedere a nuove elezioni».
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