TOUR DE FRANCE, ALL'ALPE, LA CURVA DEGLI OLANDESI VINCE ANCORA

TOUR DE FRANCE | 25/07/2026 | 08:25
di Francesca Monzone

L'inferno arancione dell'Alpe d'Huez ha un altro vincitore oltra a Tadej Pogacar. Ma se lo sloveno è stato il più veloce, la Curva degli Olandesi vince ancora la gara dei decibel.


Ogni volta cambia il vincitore della tappa, ogni anno cambiano i protagonisti della classifica generale, ma sull'Alpe d'Huez c'è una certezza che non conosce il passare del tempo: la Curva degli Olandesi resta il cuore pulsante della salita più famosa del Tour de France.


Anche quest'anno il leggendario tornante numero 7, conosciuto in tutto il mondo come "Dutch Corner" o "De Nederlandse Bocht", ha confermato la sua fama di luogo più rumoroso, colorato e spettacolare della Grande Boucle. A raccontare l'atmosfera vissuta durante la diciannovesima tappa, sono state le immagini trasmesse in tutto il mondo, che hanno definito quel tratto della salita come l'atmosfera più folle del Tour de France.

Un'esagerazione? Basta trovarsi per qualche minuto in quel tornante per capire che non lo è affatto.

Un mare arancione invade ogni centimetro della strada. Magliette della nazionale olandese, parrucche, cappelli, bandiere, costumi improbabili, casse Bluetooth che diffondono musica a tutto volume e migliaia di persone che aspettano per ore il passaggio dei corridori trasformano la salita in uno stadio a cielo aperto.

La tradizione della Curva degli Olandesi nasce negli anni Settanta, quando gli scalatori dei Paesi Bassi dominavano spesso l'Alpe d'Huez. Joop Zoetemelk vinse qui nel 1976 e nel 1979, mentre l'ultimo successo olandese sulla salita resta quello di Gert-Jan Theunisse nel 1989. 

Anno dopo anno il tornante numero 7 è diventato una sorta di pellegrinaggio per migliaia di appassionati provenienti dai Paesi Bassi, capaci di trasformare un semplice tratto di strada in una gigantesca festa popolare. Negli anni, però, non sono mancati gli eccessi.

In passato proprio in questo punto si verificarono episodi che fecero discutere, come il lancio di birra e perfino alcuni sputi indirizzati verso Chris Froome durante le sue vittorie al Tour de France. Per questo motivo, nell'edizione 2026, gli organizzatori hanno deciso di intervenire in maniera significativa.

Per la prima volta sono state installate barriere metalliche lungo la Curva degli Olandesi, mentre un massiccio dispositivo di sicurezza ha presidiato tutta l'area. Oltre ai gendarmi francesi erano presenti anche agenti della polizia olandese, arrivati per collaborare nella gestione della folla.

Nonostante la presenza di circa 600.000 spettatori distribuiti lungo i 13,8 chilometri dell'Alpe d'Huez, l'atmosfera è rimasta straordinaria senza degenerare nei problemi che avevano caratterizzato alcune edizioni del passato. In effetti, tra il mare arancione si incontrano tifosi provenienti da tutta Europa.

C'è  un improbabile sosia di Elvis Presley e ci sono gruppi di tedeschi che espongono uno striscione dedicato a Jan Ullrich e tantissimi appassionati che condividono la stessa passione indipendentemente dalla bandiera.

La musica cambia continuamente: dalle tradizionali canzoni popolari olandesi accompagnate dalla fisarmonica fino alla techno sparata a tutto volume dagli enormi altoparlanti Bluetooth sistemati lungo la strada.

Quando passa la carovana pubblicitaria, la festa raggiunge il massimo dell'entusiasmo. Poi, all'arrivo dei corridori, il rumore diventa quasi assordante.

Molti campioni rispondono al calore del pubblico alzando le braccia, sorridendo oppure chiedendo ancora più rumore con un gesto della mano, trasformando la salita in uno spettacolo nello spettacolo. L'unica nota stonata della giornata è arrivata con il grave incidente che ha coinvolto il colombiano Einer Rubio, costretto al ritiro dopo aver tamponato l'ammiraglia della UAE Team Emirates-XRG, frenata improvvisamente per evitare un tifoso finito sulla carreggiata. Un episodio che ricorda quanto sia sottile il confine tra la magia dell'Alpe d'Huez e i rischi che comporta una presenza così massiccia di spettatori.

Proprio per questo, molti tifosi hanno accolto positivamente le nuove misure di sicurezza. L'Alpe d'Huez continua così a essere uno dei simboli più affascinanti del ciclismo mondiale. Una salita dove la corsa si intreccia con la passione popolare, dove ogni tornante racconta una storia e dove, ancora una volta, la Curva degli Olandesi ha vinto la sua personale gara dei decibel, dimostrando che il Tour de France non è soltanto una competizione sportiva, ma anche una straordinaria festa capace di richiamare centinaia di migliaia di persone da ogni angolo d'Europa.


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