Jonas Vingegaard ha lasciato definitivamente il Tour e nel pomeriggio è rientrato in Danimarca, dove verrà sottoposto ad un intervento chirurgico alla clavicola fratturata in seguito alla caduta nella quindicesima tappa. La Grande Boucle 2026 ha definitivamente perso uno dei suoi grandi protagonisti e la Visma-Lease a Bike da domani sarà costretta a cambiare strategia.
Il secondo giorno di riposo del Tour è stato completamente diverso da come la Visma-Lease a Bike lo aveva immaginato. L'atmosfera all'hotel del team era silenziosa e segnata dalla delusione per aver perso il proprio leader, fino a domenica secondo della classifica generale a 4'30" da Tadej Pogacar.
Dopo il drammatico ritiro nella quindicesima tappa, in seguito alla caduta che gli è costata la frattura della clavicola destra, verso mezzogiorno Jonas Vingegaard ha salutato i compagni e tutto lo staff della squadra a Thyez, in Alta Savoia, prima di dirigersi verso l'aeroporto. Un momento inevitabilmente carico di emozione, che ha segnato la fine anticipata della sua corsa e l'inizio di un lungo percorso di recupero.
Prima di lasciare il ritiro, Vingegaard ha voluto salutare personalmente tutti i componenti della squadra. Non solo i compagni di squadra, ma anche i meccanici, i massaggiatori e tutto il personale che lo ha accompagnato in queste settimane, trovando il tempo per dedicare una parola a ciascuno ringraziandoli per il lavoro svolto.
Uno dei momenti più significativi della mattinata è stato il colloquio con Victor Campenaerts. Il belga, che stava tirando il gruppo quando si è verificata la caduta del capitano, si sentiva in qualche modo responsabile dell'accaduto. Un peso che Vingegaard ha voluto immediatamente togliergli dalle spalle. Secondo quanto riferito dallo staff della Visma-Lease a Bike, il danese lo ha rassicurato completamente, spiegandogli che non doveva sentirsi colpevole per quanto successo. Un gesto molto apprezzato all'interno della squadra, che ha contribuito a risollevare il morale di un gruppo ancora sotto shock.
La notte successiva all'incidente per il danese due volte vincitore del Tour non è stata semplice. Il corridore ha accusato dolore e ha dormito poco, anche se questa mattina le sue condizioni erano stabili e il dolore non risultava peggiorato.
Per Vingegaard inizierà ora un percorso di recupero che sarà fondamentale, non soltanto dal punto di vista fisico, ma anche mentale. Negli ultimi anni lo stesso atleta danese aveva più volte raccontato quanto le cadute abbiano inciso sulla sua serenità, ricordando gli incidenti ai Paesi Baschi nel 2024 e alla Parigi-Nizza dell'anno successivo, episodi che lo avevano portato anche a riflettere sulla pericolosità del ciclismo professionistico.
L'uscita di scena del proprio capitano cambia completamente il volto del Tour della Visma-Lease a Bike. Fino a domenica la squadra stava cercando di mettere Pogacar sotto pressione nella terza settimana, confidando nelle qualità di Vingegaard sulle grandi salite alpine. Un piano costruito per mesi e svanito in pochi secondi dopo la caduta a poco più di venti chilometri dall'arrivo della tappa di ieri.
Ora la formazione olandese dovrà reinventarsi, cercando di trasformare la delusione in motivazione: l'obiettivo non sarà più la maglia gialla, ma le vittorie di tappa e la possibilità di lasciare comunque il segno nell'ultima settimana della Grande Boucle.
Per Jonas Vingegaard, invece, comincia una nuova sfida: recuperare completamente dall'intervento e tornare a competere ai massimi livelli. Il Tour de France 2026 si è chiuso nel modo più amaro possibile, ma il campione danese ha già dimostrato in passato di sapersi rialzare dopo ogni difficoltà.