Juliette vuole fare sport. Ma non è mica facile. Il tennis, per esempio, è geniale, peccato che fra una racchetta e l’altra ci siano di mezzo una pallina e una rete. Il calcio sarebbe interessante, ma gli altri bambini la considerano troppo piccola. Per non dire della boxe, soprattutto se si serve dei guantoni per dare pugni al pallone. Ci sarebbero anche l’equitazione, con un pony, e il golf, con lo swing, ma né equitazione né golf si possono praticare dovunque. Anche la danza ha il suo fascino, ma prima di trovare scioltezza e grazia ci vuole tanto tempo. C’è però la bicicletta.
La bicicletta regala anche a Juliette una sensazione di libertà, autonomia, indipendenza, ebbrezza, forse felicità, che nessun altro sport riesce a dare. Si pedala e intanto si viaggia, si sconfina, si esplora, si scopre, si sogna, e intanto si scopre anche la propria natura, il proprio carattere, le proprie mete. Anche su un triciclo. Ma in Francia, si sa, la meta più desiderata è sempre quella del mese di luglio: “Devo allenarmi per il Tour de France”, ammette Juliette.
Non sarà il tennis e neanche il calcio, non sarà la boxe e neanche l’equitazione, non sarà il golf e neanche la danza, non sarà nemmeno il ciclismo a impadronirsi di Juliette. Sarà la ginnastica di casa, sulle gambe del papà o della mamma, loro stesi a terra che sollevano la figlia con gambe e piedi e farla decollare come se fosse un aereo.
“Juliette fait du sport” è un libriccino per bambini, scritto e illustrato da Doris Lauer per le Editions Lito nel 2001, miracolosamente emerso in un book crossing. Ma i libriccini per bambini resistono al tempo e nel tempo, anche al tempo del Tour de France. E grazie a questi libriccini è come se tutti rimanessero, anche se per qualche minuto, eterni bambini.
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