La Settimana Santa delle Alpi inizia con una ricognizione non proprio per pochi eletti sul percorso che sabato prossimo scolpirà la classifica del Tour de France 2026. Con 16000 cicloamatori in “gara”, l’Etape du Tour con 5400 metri di dislivello infarciti di colli mitici, ripercorre esattamente il percorso di gara della Bourg d’Oisans - Alpe d’Huez, sui cui tornanti già stazionano i primi camper, perchè un abbonato vuol sempre il suo posto in prima fila.
L’adesione fuori ordinanza della cyclosportive, gemellata con l’Etape Series approdata con successo in Piemonte (bis previsto a settembre in quel di Mondovì), attesta - se ce ne fosse bisogno - la potenza delle due ruote praticate come volano di turismo, ricetta che l’Alpe cucina come uno chef stellato di consumata esperienza.
Ne esce fuori un piatto semplice semplice, anche quando i numeri sono eclatanti e le ricadute economiche pure: si scrive Tour, si dice coinvolgimento, che si tratti o meno di coloro i quali ieri già hanno ritirato il numero, piuttosto che dei camperisti dalla silhouette non proprio da scalatori, senza bici al seguito ma muniti di televisore e scorta di vivande.
Il boato dei concorrenti dell’Etape di fronte al maxischermo che proponeva le immagini della vittoria al Markenstein di Pogacar spedisce nel dimenticatoio i fischi dei giorni scorsi, ma sarà meglio non farsi prendere (troppo) dall’ansia dell’attesa per quanto accadrà il prossimo weekend nel dipartimento delle Hautes Alpes, con sconfinamento in Savoia per approcciare il Galibier. D
el resto, tocca però all’Alta Savoia salire in palcoscenico con i migliori auspici: il Plateau de Solaison offre infatti una chance unica di riscatto (dopo la caduta di un mese fa al Tour Auvergne Rhone Alpes) al beniamino di casa Paul Seixas, che sarà pure originario dei dintorni di Lione ma si è formato ciclisticamente a Magland, a meno di trenta chilometri dalla salita finale della tappa di oggi.
Casa dei nonni è li a due passi da Sallanches, teatro della prova principe dei Supermondiali in programma il prossimo anno. Insomma, sull’inedita (per la Grande Boucle) balconata di Solaison e martedì ad Evians Les Bains, si respirerà già aria di rassegna iridata, con un territorio che freme per Haute Savoie 2027. Tra versante francese del Monte Bianco e Lago di Ginevra mica il legame con le due ruote è sporadico, fa parte semmai di un investimento dipartimentale forte e strategico in materia di cicloturismo.
Il mito di Sallanches è lì a fare il resto, manca poco più di un anno. Ma come si fa a spingersi così in là con il pensiero? Calma, se si può, sempre meglio vivere il presente, anche se i 16 mila dell’Alpe…
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