GIRO DELLA VALLE D'AOSTA. LA CRONOSCALATA D'APERTURA SORRIDE AL BRASILIANO BRAVO. GALLERY

DILETTANTI | 16/07/2026 | 17:55
di Lorenza Cerbini

La cronoscalata che apre il Giro della Valle d’Aosta 2026 emette un primo sintetico verdetto: vince Henrique Bravo, nome atteso quello del capitano della Soudal Quick Step, terzo al Giro Next Gen. Chiude i 10,5 km del percorso (con tratti adoppia cifra) da Passy a Passy Plaine-Joux in 26 minuti e 25 secondi alla media di 23.849 km/h lasciando tra sé e il tedesco di Francoforte Max Bock (Red Bull Bora) a 1,66 secondi. Una prima sorpresa il tedesco, 175 centimentri di altezza per 56 kg di peso, ben poco pronosticato alla vigilia, ma ha dimostrato un qualcosa in più rispetto a Mateo Ramirez Torres (Uae), giunto con 28 secondi di ritardo che lascia Passy Plaine Joux leggermente deluso visto il secondo posto in classifica generale di un anno fa, ma tuttavia giustificabile. “Sono caduto a inizio anno, con rottura dei tendini e del polso sinistro – dice – Sono rientrato per il Giro Next Gen” che ha chiuso secondo in classifica generale con due minuti e dieci secondi di ritardo da Lorenzo Finn.


I tre atleti alla guida della classifica di questo Valle d’Aosta hanno punti in comune: gareggiano per Team “Devo”, sono tre ottimi scalatori, e tutti e tre puntano alla vittoria finale aspettando il tappone di sabato come la ciliegina sulla torta prima del gran finale a Breuil Cervinia. Primo degli italiani Alessandro Cattani (Technipes #inEmiliaRomagna) quattordicesimo a un minuto e quindici secondi, una conferma per il CT Marino Amadori che gli ha già riservato un posto nella Nazionale per il prossimo Tour de L’Avenir. Secondo tra gli italiani, Cristian Remelli, 16esimo, seguito dal compagno di team (General Store), Tommaso Bosio, 25esimo.


Una salita impegnativa quella odierna tanto che Mattia Proietti Gagliardoni, 2007 di nascita (compleanno il primo agosto), ha tagliato il traguardo dicendo “meglio 200 km in Belgio tra il vento e la pioggia”. Forse il ragazzo di Assisi in forza alla spagnola Movistar ha esagerato, giunto 64esimo a 3 minuti 34 secondi dal vincitore ma sempre 64esimo dunque metà classifica tonda tonda dei 118 partenti in gara. Partiva invece avvantaggiato Bock, al suo secondo Valle d’Aosta dopo l’esordio nel 2024 quando proprio a Passy Plaine-Joux vinse (a sorpresa) il kazako Iikhan Dostiyev in seguito trovato positivo e sospeso per un bel po’ dal mondo delle due ruote.

Qualche nota sul vincitore vincitore Henrique Bravo. Arriva da Nova Lima, Brasile, quindi è di per sé un fenomeno di nicchia, provate infatti a elencare almeno tre ciclisti provenienti dal Paese sudamericano (famosi) e per favore fatecelo sapere. I suoi avi arrivavano dal Portogallo e lui, furbo, ha un doppio passaporto. Parla bene un bel po’ di lingue. “Italiano soprattutto”, dice e ti mette giù anche i congiuntivi visto che da quando aveva due anni, fino a quattordici, ha frequentato “la scuola Fondazione Torino” sul sito dedicato presentata come “una scuola internazionale regolarizzata dai governi brasiliano e italiano. Offriamo un’educazione multiculturale retta da valori umanisti”. Bravo Bravo insomma, mentre la madre (e poi il padre) lo bacia teneramente. Sono al seguito del figlio da oltre un mese e ritorneranno in Brasile in agosto. Nella Soudal Quick Step intanto, le idee per questo Valle d’Aosta sono già chiare. Bravo capitano e ultimo uomo per salvare energie preziose in salita il messicano Said Cisneros, primo anno nella categoria (aprile 2007) e almeno per affezione con Del Toro (“siamo amici”, dice) bollato come fenomeno. Vive da tempo a San Marino (“un luogo che mi piace molto”), si allena sul Carpegna (come Pantani) e taglia il traguardo di Passy a 2 minuti e 25 secondi dal compagno (e riceve l’abbraccio anche dei genitori di Bravo). Una tappa all’insegna dei sudamericani con i primi applausi per il colombiano Kevin Estupiñán, un altro primo anno in forza all’Unione Ciclistica Monaco, ottimo sesto a un minuto e due secondi.

Una nota per coloro che ancora sono titubanti sui cambiamenti climatici in corso. Da Aosta a Passy, passaggio attraverso il tunnel del Monte Bianco (euro 56 di pedaggio). Non solo sulla vetta più alta d’Europa (4807 m slm) c’è poca neve, ma se ne stanno perdendo i ghiacciai causa le temperature fuori giri. Chi può si rechi alla chiesetta della “Nostra Signora della Guarigione” con le pareti piene di ex voto. Serve infatti un miracolo.

Seconda tappa da Hone a Forte di Bard (con arrivo dentro al Forte), 147,5 chilometri con il Col de Joux da scalare.

ORDINE D'ARRIVO

1) Henrique Bravo (Soudal Quick-Step Devo Team) 26:25.25 (media 23,845 km/h)  
2) Max Bock (Red Bull - BORA - hansgrohe Rookies) +0.01,66  
3) Mateo Ramírez (UAE Team Emirates Gen Z) +0.28,29  
4) Finn O'Brien (Development Team Picnic PostNL) +0.53,02  
5) Ugo Fabries (UAE Team Emirates Gen Z) +0.55,32  
6) Kevin Andrés Estupiñán (UC Monaco) +1.02,81  
7) Niels Driesen (Lotto - Groupe Wanty) +1.07,90  
8) Adam Howell (Bourg-en-Bresse Ain Cyclisme) +1.12,71  
9) Kevin Biehl (General Store - Essegibi - F.Lli Curia) +1.13,60  
10) Jan Hernández (Caja Rural - Alea) +1.16,61  
11) Wouter Toussaint (Lotto - Groupe Wanty) +1.19,12  
12) Adam Rafferty (Hagens Berman Jayco) +1.25,53  
13) Duarte Marivoet (Lotto - Groupe Wanty) +1.37,36  
14) Alessandro Cattani (Team Technipes #inEmiliaRomagna Caffè Borbone) +1.47,12  
15) Ryan Gal (Metec - SOLARWATT p/b Mantel) +1.50,63  
16) Cristian Remelli (General Store - Essegibi - F.Lli Curia) +1.51,47  
17) Milan Donie (Lotto - Groupe Wanty) +1.52,51  
18) Matthew Peace (Development Team Picnic PostNL) +1.53,50  
19) Liam O'Brien (Lidl - Trek Future Racing) +1.53,53  
20) Daniel Lima (Bourg-en-Bresse Ain Cyclisme) +2.05,39

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16 luglio 2026 22:43 Craven
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