Tadej Pogacar arriva al primo giorno di riposo del Tour de France con la maglia gialla sulle spalle e la sensazione di avere il pieno controllo della corsa. Nella nona tappa, con arrivo a Ussel, il campione sloveno della UAE Team Emirates-XRG ha scelto una condotta diversa rispetto a quella mostrata nei giorni precedenti: nessun via libera incondizionato ai fuggitivi, ma nemmenio un assalto alla vittoria di tappa. Davanti è andato in porto l'attacco di Mathieu Van der Poel, mentre Pogacar ha tagliato il traguardo nel gruppo dei migliori, conservando senza affanni il primato della classifica generale.
È stata comunque una giornata tutt'altro che semplice. Il caldo torrido ha messo a dura prova il gruppo e, come se non bastasse, la UAE ha dovuto fare i conti anche con alcuni problemi di comunicazione radio che hanno complicato la gestione della corsa.
«Ieri non avevamo intenzione di andare a riprendere la fuga - ha spiegato Pogacar dopo l'arrivo - Quando la radio non funziona bisogna parlare molto tra compagni di squadra durante la corsa. Il nostro piano era semplicemente quello di controllare il distacco. Come aveva detto Tim Wellens, dovevamo mantenere i fuggitivi a circa un minuto. Poi la Netcompany INEOS ha iniziato a tirare per provare a giocarsi la tappa con Filippo Ganna, ma alla fine la fuga è riuscita ad arrivare fino al traguardo. È stata una giornata davvero molto dura».
Dopo nove tappe intense, il primo giorno di riposo arriva nel momento giusto. Lo sloveno non nasconde la necessità di recuperare energie prima della seconda settimana, che si aprirà con una frazione impegnativa sul Massiccio Centrale, caratterizzata da quasi 3.800 metri di dislivello.
«Spero che il giorno di riposo sia tranquillo. Faremo una pedalata rilassata e cercheremo di recuperare nel miglior modo possibile».
Ma chi conosce Pogacar sa bene che difficilmente si limiterà a difendere il vantaggio accumulato. Il campione del mondo è un corridore che ama attaccare e non esclude di tornare protagonista già nella decima tappa.
«Giocare solo in difesa? Non credo che sia davvero il mio stile. Certo, l'obiettivo principale è mantenere la maglia gialla, ma a volte la migliore difesa è proprio un buon attacco. Non si sa mai cosa può succedere. Vedremo nei prossimi giorni».
Parole che suonano quasi come un avvertimento ai rivali. Jonas Vingegaard, Remco Evenepoel e gli altri uomini di classifica sanno che il Tour è ancora lunghissimo. Ma sanno anche che, quando Pogacar sente di avere le gambe giuste, difficilmente aspetta gli altri. La maglia gialla è saldamente sulle sue spalle, ma la voglia di vincere, come sempre, non sembra essersi fermata.
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