PAGINE GIALLE, LA RASSEGNA STAMPA DEL TOUR DE FRANCE

TOUR DE FRANCE | 11/07/2026 | 09:00
di Aldo Peinetti

Negli ultimi 5 chilometri del Tourmalet (si saliva a 8,8% di pendenza) , da quando cioè ha lanciato l’attacco, Pogacar ha sviluppato una potenza media di 493 watt per 13 minuti e 18”. Rapportato ad un peso di circa 67 kg, si arriva alla strabiliante quota di 7,3 watt per kg. Tra le annotazioni dei quotidiani odierni, l’appassionato di cifre che parlano, Cosimo Cito di Repubblica, scende nel dettaglio della potenza secondo Pogi. “I numeri di un dominio”, per rifarsi al titolo. E dire che il campione del mondo aveva confessato: “Tutti in gruppo abbiamo sentito fatica dopo il Tourmalet e questo vale anche per me”. Sarà.


Gazzetta dello Sport svela i piani in casa emiratina e qui viene in soccorso anche il sottotitolo dell’articolo di Ciro Scognamiglio: “Non solo Pogacar, con Del Toro nasce il piano per la doppietta”. Primo e secondo posto? Mauro Gianetti ci pensa. Marco Bonarrigo sul Corriere sembra un attivista per la protezione dei velocisti, a mò di panda del Wwf, eppure dopo quello “sprinter in estinzione, ormai il Tour è lotta di calcoli” lo scrivente si è evidentemente annoiato(molti di noi con lui): “Dopo mille chi­lo­me­tri di sof­fe­renze, al Tour è arri­vato il giorno dei velo­ci­sti: one­sta­mente non ne sen­ti­vamo la man­canza”.


Nel richiamo in prima pagina, L’Equipe ha gioco facile - ci si trova a Bordeaux- nell’evocare etichette pregiate: “Merlier, cru de tradition”. All’interno, Alexandre Roos parla di Tour e porta il lettore sul campo di petanque, spendendo in modo felice un paragone tra la corsa e certe sfide in cui i giocatori si accapigliano nella misurazione delle bocce. Eppure: “Qui non si gioca sui millimetri – tutt'altro – né negli sprint né altrove; e certamente non nella lotta per la classifica generale”.

GAZZETTA DELLO SPORT
LA COPPIA DEI SOGNI
La prio­rità di Tadej Poga­car – e della sua Uae-XRG - resta vin­cere il Tour de France per la quinta volta, come i miti Jac­ques Anque­til, Eddy Merckx, Ber­nard Hinault e Miguel Indu­rain. Quella di Isaac Del Toro – attual­mente maglia bianca di miglior gio­vane – è aiu­tare l’amico e capi­tano nell’intento. Ma adesso che un terzo della Bou­cle è in archi­vio – ieri a Bor­deaux è andato a segno Tim Mer­lier in volata – con il numero uno sal­da­mente in vetta, e il del­fino terzo a 3’27”, si fa strada una sug­ge­stione (per adesso) non da poco per la squa­dra emi­ra­tina del team prin­ci­pal Mauro Gia­netti: la dop­pietta. Pogi primo, Del Toro secondo a Parigi. Sem­plice? No, tutt’altro. Ma nep­pure impos­si­bile… (Ciro Scognamiglio)

CORRIERE DELLA SERA 
SPRINTER IN ESTINZIONE, ORMAI IL TOUR E’LOTTA DI CALCOLI
Dopo mille chi­lo­me­tri di sof­fe­renze, al Tour è arri­vato il giorno dei velo­ci­sti: one­sta­mente non ne sen­ti­vamo la man­canza. Non ci capa­ci­tiamo di come fino a pochi anni fa accet­tas­simo ore di pro­ces­sione con­ci­lianti il sonno nella (bella, per carità) cam­pa­gna fran­cese con il regi­sta a fru­gare tra le vigne e i campi di gira­sole e i tele­cro­ni­sti a schi­vare gli sba­di­gli. Quando sono stati ripresi i due fug­gi­tivi di gior­nata (tali Vei­strof­fer e Otruba), la testa del gruppo ha avuto un momento di imba­razzo: ci met­tiamo a tirare tiran­doci anche il collo o tem­po­reg­giamo? (Marco Bonarrigo)

REPUBBLICA
POGACAR, I NUMERI DI UN DOMINIO
Bordeaux è da sempre capitale mondiale dello sprint e anche la settima tappa del Tour non è sfuggita a questa logica. Ha vinto il belga Tim Merlier, nonostante una leggera deviazione dalla linea ideale negli ultimi 200 metri, dove invece si è spenta l’energia di Jasper Philipsen, abbandonato troppo presto dal pesce pilota Van der Poel. Pogacar non ha dovuto penare e ha portato al traguardo la sua maglia gialla numero 57 in carriera. “Tutti in gruppo abbiamo sentito fatica dopo il Tourmalet e questo vale anche per me”. (Cosimo Cito)

L’EQUIPE
SENZ’APPELLO
Di certo non si può dire che questo Tour de France abbia finora ricordato una partita a pétanque all'ombra degli alberi, di quelle in cui i giocatori bisticciano in malafede prima di tirare finalmente fuori il metro per stabilire quale boccia sia la più vicina. Qui non si gioca sui millimetri – tutt'altro – né negli sprint né altrove; e certamente non nella lotta per la classifica generale, che Tadej Pogačar ha scosso duramente giovedì sul Tourmalet. I corridori più forti stanno schiacciando la concorrenza: lo sloveno ha staccato nettamente Jonas Vingegaard vicino a Gavarnie, Mads Pedersen ha mandato in frantumi la fuga nel finale frenetico di Foix martedì e, il giorno seguente, Olav Kooij ha surclassato gli altri velocisti nel loro primo scontro diretto a Pau. (Alexandre Roos) 


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Negli ultimi 5 chilometri del Tourmalet (si saliva a 8, 8% di pendenza) , da quando cioè ha lanciato l’attacco, Pogacar ha sviluppato una potenza media di 493 watt per 13 minuti e 18”. Rapportato ad un peso di circa...


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