Negli ultimi 5 chilometri del Tourmalet (si saliva a 8,8% di pendenza) , da quando cioè ha lanciato l’attacco, Pogacar ha sviluppato una potenza media di 493 watt per 13 minuti e 18”. Rapportato ad un peso di circa 67 kg, si arriva alla strabiliante quota di 7,3 watt per kg. Tra le annotazioni dei quotidiani odierni, l’appassionato di cifre che parlano, Cosimo Cito di Repubblica, scende nel dettaglio della potenza secondo Pogi. “I numeri di un dominio”, per rifarsi al titolo. E dire che il campione del mondo aveva confessato: “Tutti in gruppo abbiamo sentito fatica dopo il Tourmalet e questo vale anche per me”. Sarà.
Gazzetta dello Sport svela i piani in casa emiratina e qui viene in soccorso anche il sottotitolo dell’articolo di Ciro Scognamiglio: “Non solo Pogacar, con Del Toro nasce il piano per la doppietta”. Primo e secondo posto? Mauro Gianetti ci pensa. Marco Bonarrigo sul Corriere sembra un attivista per la protezione dei velocisti, a mò di panda del Wwf, eppure dopo quello “sprinter in estinzione, ormai il Tour è lotta di calcoli” lo scrivente si è evidentemente annoiato(molti di noi con lui): “Dopo mille chilometri di sofferenze, al Tour è arrivato il giorno dei velocisti: onestamente non ne sentivamo la mancanza”.
Nel richiamo in prima pagina, L’Equipe ha gioco facile - ci si trova a Bordeaux- nell’evocare etichette pregiate: “Merlier, cru de tradition”. All’interno, Alexandre Roos parla di Tour e porta il lettore sul campo di petanque, spendendo in modo felice un paragone tra la corsa e certe sfide in cui i giocatori si accapigliano nella misurazione delle bocce. Eppure: “Qui non si gioca sui millimetri – tutt'altro – né negli sprint né altrove; e certamente non nella lotta per la classifica generale”.
GAZZETTA DELLO SPORT
LA COPPIA DEI SOGNI
La priorità di Tadej Pogacar – e della sua Uae-XRG - resta vincere il Tour de France per la quinta volta, come i miti Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain. Quella di Isaac Del Toro – attualmente maglia bianca di miglior giovane – è aiutare l’amico e capitano nell’intento. Ma adesso che un terzo della Boucle è in archivio – ieri a Bordeaux è andato a segno Tim Merlier in volata – con il numero uno saldamente in vetta, e il delfino terzo a 3’27”, si fa strada una suggestione (per adesso) non da poco per la squadra emiratina del team principal Mauro Gianetti: la doppietta. Pogi primo, Del Toro secondo a Parigi. Semplice? No, tutt’altro. Ma neppure impossibile… (Ciro Scognamiglio)
CORRIERE DELLA SERA
SPRINTER IN ESTINZIONE, ORMAI IL TOUR E’LOTTA DI CALCOLI
Dopo mille chilometri di sofferenze, al Tour è arrivato il giorno dei velocisti: onestamente non ne sentivamo la mancanza. Non ci capacitiamo di come fino a pochi anni fa accettassimo ore di processione concilianti il sonno nella (bella, per carità) campagna francese con il regista a frugare tra le vigne e i campi di girasole e i telecronisti a schivare gli sbadigli. Quando sono stati ripresi i due fuggitivi di giornata (tali Veistroffer e Otruba), la testa del gruppo ha avuto un momento di imbarazzo: ci mettiamo a tirare tirandoci anche il collo o temporeggiamo? (Marco Bonarrigo)
REPUBBLICA
POGACAR, I NUMERI DI UN DOMINIO
Bordeaux è da sempre capitale mondiale dello sprint e anche la settima tappa del Tour non è sfuggita a questa logica. Ha vinto il belga Tim Merlier, nonostante una leggera deviazione dalla linea ideale negli ultimi 200 metri, dove invece si è spenta l’energia di Jasper Philipsen, abbandonato troppo presto dal pesce pilota Van der Poel. Pogacar non ha dovuto penare e ha portato al traguardo la sua maglia gialla numero 57 in carriera. “Tutti in gruppo abbiamo sentito fatica dopo il Tourmalet e questo vale anche per me”. (Cosimo Cito)
L’EQUIPE
SENZ’APPELLO
Di certo non si può dire che questo Tour de France abbia finora ricordato una partita a pétanque all'ombra degli alberi, di quelle in cui i giocatori bisticciano in malafede prima di tirare finalmente fuori il metro per stabilire quale boccia sia la più vicina. Qui non si gioca sui millimetri – tutt'altro – né negli sprint né altrove; e certamente non nella lotta per la classifica generale, che Tadej Pogačar ha scosso duramente giovedì sul Tourmalet. I corridori più forti stanno schiacciando la concorrenza: lo sloveno ha staccato nettamente Jonas Vingegaard vicino a Gavarnie, Mads Pedersen ha mandato in frantumi la fuga nel finale frenetico di Foix martedì e, il giorno seguente, Olav Kooij ha surclassato gli altri velocisti nel loro primo scontro diretto a Pau. (Alexandre Roos)
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