Altro che pezzo di carta da incorniciare ed appendere al muro, mentre nel frattempo si pedala. A questo Tour de France ci sono due debuttanti transalpini non più giovanissimi, ventisei anni entrambi, il classe 2000 Baptiste Veistroffer e Clement Afonso Braz, nato nel novembre 1999.
Cosa li accomuna? Una laurea in ingegneria. Nei panni dell’attaccante a lunga gittata, il barrodeur come dicono Oltralpe, il bretone della Lotto Intermarché è ormai abituato a prendere, partire ed andare, come nella tappa che ieri arrivava a Bordeaux, non pago dei 144 km di fuga solitaria in direzione Pau. Al suo attivo ancora 157 km ed il counter è destinato ad aggiornarsi.
Veistroffer ha una storia di sportivo a tutto tondo, nata attraverso il triathlon che praticava ai tempi dell’Università: lui, laureatosi a Lorient in Ingegneria termica, sul suo profilo linkedin ha manifestato interesse per le energie rinnovabili e più particolarmente solari e marine. Non a caso, dopo l’università, ha lavorato per la marina nazionale, entrando solo tre anni orsono nel novero dei ciclisti professionisti.
Il “cinghiale di Fouesnant” arriva da una cittadina del Finistere fatta di spiagge e scogliere, cozze e patatine fritte: spalle larghe, 1,82 m per 73 kg, ha spalle larghe e propensione all’attacco che ne giustificano il soprannome. Quando nel 2022 l’ingegner Baptiste si presentò al Vcp Loudeac(poco distante da casa Hinault), riuscì a mostrare ottime qualità, ma solo uno stage nell’agosto del 2023, presso la Ag2r Decathlon, gli ha aperto la prospettiva che poteva sembrare insperata. Non per chi rivendica un percorso piuttosto atipico nell’approdo alla prima Grande Boucle.: non è poi comune vedere un professionista di World Tour – vincitore di una tappa al Tour dell’Oman 2026-fare una vacanza invernale da bikepacker, tre settimane in Thailandia insieme ad un amico.
E poi c’è Clément Afonso Braz, che fu quinto di tappa alla Vuelta, quando vinse Bernal. Verso Bordeaux è entrato in cronaca per una foratura, quando mancavano 52 km all’arrivo ed il collega Veistroffer era in fuga dal pronti e via con il ceco Otruba. Origini di famiglia portoghesi, come indica il nome Afonso che ricorda Eulalio, il corridore originario di Brive-la-Gaillarde, da universitario a Montbeliard raggiungeva il campus in sella alla vecchia bici di sua nonna. «Ho messo alle spalle una prima annata nel WT che ha soddisfatto sia il team e sia il sottoscritto» aveva spiegato in occasione del rinnovo contrattuale fino al 2028 l’ottimo collaboratore dei capitani della Groupama FDJ UNited, che nel 2025 ha corso la bellezza di settanta corse, citando l’aiuto offerto a Gaudu in occasione della vittoria di quest’ultimo al Tour de l’Oman,
E poi la visita dei parenti e della sorella alla Vuelta, o ancora quel giorno in avanscoperta con Bernal e Landa. Mondo delle due ruote che è stato il punto di riferimento anche in termini di studi universitari: «Attualmente mi dedico alla mia passione per il ciclismo come atleta professionista, una carriera avviata nel 2024. L'obiettivo di questo profilo è costruire una rete di contatti solida e mirata, preziosa per il mio futuro» illustra sul profilo instagram Clément Afonso. Arrivato alla laurea nel 2024, quando militava nella Cic U Nantes Atlantique, Braz mettera a frutto la carriera attraverso l’esperienza diretta maturata in gruppo. Con il suo modo particolare di guardare i telai da corsa, nel 2022 progettò anche un modello di bici a tre ruote da proporre ai ristoratori. Intanto si gode il Tour in tuttte le sfumature, poi si vedrà.
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.