PAGINE GIALLE, LA RASSEGNA STAMPA DEL TOUR DE FRANCE

TOUR DE FRANCE | 09/07/2026 | 09:00
di Aldo Peinetti

Una garanzia di spettacolo e ben di più che un fugace spauracchio per i corridori, il Tourmalet diventa per Gazzetta dello Sport “Gigante per Giganti”. Ciro Scognamiglio ci ricorda che “la Grande Bou­cle alza improv­vi­sa­mente l’asti­cella e porta il gruppo al cospetto di una delle salite che incar­nano la leg­genda del cicli­smo”. Il pomeriggio ha un copione consolidato per chi è davanti allo schermo, anche se c’è pure un elemento di novità non banale per suggestione paesaggistica, il Cirque de Gavarnie dove è posto l’arrivo. Scoperte da Tour.


Dietro le quinte, la giornata di gloria del velocista Olav Kooij permette a Marco Bonarrigo singolari divagazioni dal tema agonistico, riferite al caldo choc ed alle sue conseguenze sui corridori. Già, perchè svela il Corsera che: “Quelli della Caja Rural sono i soli a dichia­rare di aver mon­tato sul bus due Kama­leon, ori­na­toi olan­desi che vanno per la mag­giore in altri sport: ci fai pipì un attimo prima del via e in pochi secondi capi­sci se sei disi­dra­tato e quanto devi bere per non col­las­sare”. ù


Su Repubblica, invece, Cosimo Cito dedica sì l’incipit alla sontuosa volata di KooiJ, posando la sua curiosità e quella dei lettori su due fronti: la Uae utilizza coprimaterasso refrigeranti che regolano la temperatura in base a quella corporea. E Pogacar corre con un casco multidimensionale disegnato con l’IA da un’artista turca.

Un monito quello di Pier Augusto Stagi su Il Giornale: “eccoci ad una fra­zione che non ci dirà cer­ta­mente come andrà a finire, ma sicu­ra­mente chi può met­terci una croce sopra. Il rischio è lì, a por­tata di mano”. Infine, chi è in vena di similitudini animalesche, è Alexandre Roos de L’Equipe, che nel paesaggio brullo ha fatto un avvistamento: “Come non rendere omaggio a lui, "Il Cinghiale", Baptiste Veistroffer, sempre pronto a scatenarsi su qualsiasi terreno e a lanciarsi in avventure selvagge e improvvisate?” Fantasia al potere.

GAZZETTA DELLO SPORT
UN GIGANTE PER I GIGANTI
Il Tour de France arriva al primo vero esame di matu­rità. Dopo cin­que giorni di corsa vis­suti tra fughe, volate e colpi di scena, oggi la Grande Bou­cle alza improv­vi­sa­mente l’asti­cella e porta il gruppo al cospetto di una delle salite che incar­nano la leg­genda del cicli­smo: il Tour­ma­let. La tappa che con­duce a Gavar­nie-Gèdre pro­mette spet­ta­colo fin dal primo metro di mon­ta­gna. Prima il Col d’Aspin, dodici chi­lo­me­tri con una pen­denza media del 6,5%, poi il gigante dei Pire­nei: il Tour­ma­let, 17,1 km al 7,3%, una salita hors caté­go­rie che rap­pre­sen­terà il primo grande spar­tiac­que dell’edi­zione. Ma le dif­fi­coltà non fini­ranno in vetta. Per rag­giun­gere il tra­guardo i cor­ri­dori dovranno affron­tare anche l’ascesa finale verso Gavar­nie-Gèdre, lunga 18,7 km con una pen­denza media del 3,7%, un ter­reno ideale per chi vorrà ten­tare l’attacco deci­sivo quando la fatica avrà ormai svuo­tato le gambe. (Ciro Scognamiglio)
 
CORRIERE DELLA SERA
NEL CALDO CHOC: LIQUIDI E URINA SONO UN FATTORE. SQUILLO DI KOOIJ
In quel forno non ven­ti­lato che è il Tour de France dove il primo obbiet­tivo è non roso­lare sull’asfalto — ieri misu­rato a 56°, vit­to­ria in volata dell’olan­dese Kooij (foto) — gli impe­ra­tivi cate­go­rici sono bere e non spre­care una sola goc­cia di pipì. L’anti­do­ping non c’entra: alle­na­tori, medici e die­to­logi hanno deciso che le urine sono l’arma migliore per pro­teg­gere i loro pupilli dal sol­leone e dal cam­bia­mento cli­ma­tico. Quelli della Caja Rural sono i soli a dichia­rare di aver mon­tato sul bus due Kama­leon, ori­na­toi olan­desi che vanno per la mag­giore in altri sport: ci fai pipì un attimo prima del via e in pochi secondi capi­sci se sei disi­dra­tato e quanto devi bere per non col­las­sare. I pro­dut­tori li hanno instal­lati anche nei bagni della metro­po­li­tana di Bar­cel­lona e te li for­ni­scono a casa per poco meno di 1.000 euro, anti­doto a un futuro bol­lente dove bere sarà vitale”. (Marco Bonarrigo)

REPUBBLICA 
POGACAR SEGRETO DAL CASCO CON L’IA AL COPRIMATERASSO
Le cadute sono il pane salatissimo del Tour de France, soprattutto nelle tappe dedicate ai velocisti, sempre meno nel panorama delle tre settimane, quindi sempre più ambite dagli sprinter. Il gruppo è arrivato a Pau diviso in almeno cinque tronconi, guai a chi si trovava nel posto sbagliato al momento del crash. Vingegaard ha dovuto usare la bici di Campenaerts nel finale, ma né lui, né Pogacar, né la maglia gialla Torstein Traeen hanno pagato secondi sul traguardo, tagliato per primo dall’olandese Olav Kooij. (Cosimo Cito)

IL GIORNALE
A KOIIJ LA 5a TAPPA
BRIVIDO VINGEGAARD
Oggi la tem­pe­ra­tura salirà per quello che il Tour pro­porrà: il Tour­ma­let. Dopo sei tappe, nean­che tanto sem­plici o mono­tone, eccoci ad una fra­zione che non ci dirà cer­ta­mente come andrà a finire, ma sicu­ra­mente chi può met­terci una croce sopra. Il rischio è lì, a por­tata di mano. Inu­tile dire che gli osser­vati spe­ciali saranno i soliti noti: Poga­car e Vin­ge­gaard (bri­vido per lui, caduto ma arri­vato rego­lar­mente al tra­guardo), anche se per il secondo giorno con­se­cu­tivo la maglia gialla è sulle spalle del nor­ve­gese Traeen. Inte­res­sante vedere come rea­gi­ranno alle prime mon­ta­gne Eve­ne­poel e Sei­xas, Cara­paz e Ayuso, per arri­vare a Lipo­witz, Mar­ti­nez e Pid­cock.  (Pier Augusto Stagi)

L’EQUIPE
IL SENSO DEL TEMPO
Come si potrebbe non iniziare rendendo omaggio a "Il Cinghiale", Baptiste Veistroffer, sempre pronto a scatenarsi su qualsiasi terreno e a lanciarsi in avventure selvagge e improvvisate? Di certo non aveva intenzione di reprimere la sua irrequieta sete di libertà mentre scopriva il Tour de France. Ieri, mentre la corsa si spostava dagli Alti Pirenei e dal Gers, poco prima di entrare nei Pirenei Atlantici, pianure agricole e roccaforti del rugby attendevano di essere "arate" dai suoi sforzi, soprattutto nei dintorni di Castelnau-Magnoac. (Alexandre Roos) 


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